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15 Luglio 2019

AltroConsumo segnala RBM/Previmedical all’AGCM per ‘’pratiche commerciali scorrette’’

Nor. Mac

Dopo aver raccolto più di 400 reclami dai propri iscritti, di cui quasi 200 arrivati nel primo semestre 2019, AltroConsumo ha deciso di rivolgersi all’Autorità Garante della Concorrenza e Mercato ed attivare una segnalazione nei confronti di RBM/Previmedical ai sensi dell'art. 18, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo. “Accertata la scorrettezza delle condotte segnalate”, chiede AltroConsumo, “inibite la continuazione, disponendo l’adozione dei provvedimenti più idonei ad eliminarne gli effetti”. 

Le segnalazioni ricevute dagli iscritti, informa AltroConsumo, riguardano diverse inefficienzerelativamente a prestazioni di vario tipo, quali difficoltà di accesso ai rimborsi, procedure burocratiche complesse, superflue, lente e poco trasparenti per l’accesso alle prestazioni, difficoltà/impossibilità di accedere al servizio informazioni (numero verde), informazioni contrastanti e poco trasparenti, difficoltà di accesso al medico convenzionato prescelto dall’assicurato, indebite contestazioni delle diagnosi medico/sanitarie da parte di RBM/Previmedical. 

L’effetto di tali comportamenti posti in essere da RBM/Previmedical, continua la segnalazione dell’Associazione consumatori all’AGCM, “è quello di indurre l’assicurato a rinunciare alla prestazione economica e/o assistenziale cui avrebbe diritto in base alla convenzione assicurativa, con i conseguenti pregiudizi sia alla salute che agli interessi economici degli assicurati, da un lato, e gli evidenti benefici economici per il professionista, dall’altro.  

Per AltroConsumo le prestazioni più penalizzate da questo comportamento sono quelle odontoiatriche e di fisioterapia

Per le prestazioni odontoiatriche AltroConsumo evidenza come venga richiesta “una mole di documentazione esasperante, che obbliga il paziente a ridondanti esami radiografici e alla compilazione della richiesta di autorizzazione alla prestazione con procedure di non immediata comprensione”.  

“Diverse richieste di autorizzazione, a partire dalle prestazioni odontoiatriche, hanno una “gestazione” di mesi che ostacolano l’accesso alle cure”, denuncia l’Associazione dei consumatori, che evidenzia, anche, come tra le segnalazioni ricevute ci sono casi derivanti alle difficoltà dei dentisti di continuare le terapie.  


 
 

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