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08 Ottobre 2019

Ecco perché la salute orale non è considerata prioritaria

Il prof. Habib Benzian interviene sulla questione: la salute della bocca non è qualcosa di separato dal resto, serve una riforma delle cure in 5 punti

M.Boc.

In due ampi servizi del prestigioso Lancet dedicati allo stato di salute orale nel mondo, il prof. Richard Watt dell'University College di Londra, aveva stigmatizzato il fatto che la salute della bocca non è equiparata a quella di altri organi, come se fosse separata dal resto del corpo. “Dimenticata” dalla tradizionale assistenza e politica sanitarie la carie colpisca 2.4 miliardi di individui, la parodontite 743 milioni e il cancro della bocca sia tra i 15 più comuni al mondo.

Perchè la salute orale nel  mondo non è  tenuta nella giusta considerazione?  

Giriamo la domanda ad Habib Benzian (nella foto), Research Professor del New York University College of Global Public Health , oltrechè Director The Health Bureau Ltd. Coautore di una delle ricerche presentate su Lancet. E’ vero che le malattie della bocca costituiscono un problema globale grave – dice -, ma è anche vero che tale problema non sembra essere valutato nella sua gravità al punto da essere raramente considerato prioritariamente nella politica sanitaria. Come se la salute della bocca fosse qualcosa di separato da quella generale. Altre malattie percepite come più dannose quanto a virulenza e mortalità godono di una maggior attenzione – osserva Benzian -  il che dipende anche da carente sollecitazione da parte della società civile. In pratica al contrario di quanto avviene per altre patologie, non esistono gruppi di pressione in favore di pazienti affetti dai problemi orali. Come se si manifestasse un’ accettazione tacita.     


Esiste un motivo per cui tale “trascuratezza” è più diffusa in altri Paesi?  

Come avviene per la maggior parte delle malattie non trasmissibili (NCDs) si tratta di malattie croniche strettamente legate allo status economico. Tra i più colpiti (e trascurati) sono i bimbi poveri, fasce di popolazione che vivono ai margini e anziani. In Paesi a basso o medio reddito, i problemi della bocca appaiono gravemente trascurati – sottolinea - perché le cure non sono alla portata di tutti. A renderle inaccessibili è il costo. Per porre rimedio all’attuale stato di cose, noi autori della Lancet Series auspichiamo una riforma dell’attuale modello di cure odontoiatriche articolato in cinque aree fondamentali:


1.     Abolire il divario che separa le malattie orali dalle altre. La cura della bocca deve entrare a far parte dei livelli minimi di assistenza, un’integrazione favorita dalla tendenza alla salvaguardia globale da tutte le malattie. L’attuale sistema di terapia odontoiatrica dovrebbe focalizzarsi sulla prevenzione/promozione e sul mantenimento della salute della bocca, fino a farne una questione di equità terapeutica.      

2.     Formare  personale che si proponga la prevenzione quale primo obiettivo. Per conseguire dei risultati dalla riforma del sistema odontoiatrico attuale occorre formare personale valido, opportunamente addestrato, essenzialmente abbandonando il modello incentrato sulla figura del dentista per favorire un lavoro di squadra. Occorre un tipo di formazione integrata in un team per fare in modo che i professionisti del futuro capiscano e siano in grado di far fronte ai vasti bisogni di salute orale, prestando cure appropriate e di alta qualità, basate sull’evidenza.     3.     Attenuare le attuali diseguaglianze, concentrandosi sull’accesso alla cure. Il personale sanitario ha la responsabilità etica e professionale di un’assistenza equa e appropriata, facendo fronte ai diversi bisogni dei pazienti e delle comunità locali. Il nostro sistema sanitario deve essere più aperto, accessibile, aprendosi alle fasce dei diseredati e dei vulnerabili. Per raggiungere una maggior equità nel trattamento oro sanitario, saranno necessari formazione, risorse e legami più stretti con le istituzioni di sostegno. Serve un cambiamento ampio e radicale della linea politica per far fronte alle più ampie cause sociologiche alla base delle diseguaglianze che costellano i vari “sistemi salute”.       

4.     Una più ferma presa di posizione per far fronte alle cause più insidiose delle malattie orali. Zucchero, alcool e tabacco e loro cause recondite sono fattori di rischio che le malattie della bocca hanno in comune con altre non trasmissibili: servono regole coerenti e di vasta portata per affrontare i fattori di rischio condivisi. Nei documenti della Lancet Series si evidenzia come si riduca il consumo di zucchero grazie a scelte politiche in contraddittorio con l’industria che mira a favorire il consumo e quindi i profitti conseguenti. Oggi come oggi, l’industria dello zucchero esercita una forte influenza sulla ricerca ’odontoiatrica, sulle politiche riguardanti la salute orale e le associazioni professionali grazie a strategie ben studiate. Di qui la necessità di far emergere i conflitti di interesse e procedimenti per chiarire (e ridurre)  l’influenza esercitata  dall’industria dello zucchero sulla ricerca, la politica e la clinica. La battaglia contro i fattori commerciali alla base di queste ed altre malattie non trasmissibili, dovrebbe costituire una priorità nella politica sanitaria.        

5.     Una nuova definizione della ricerca. Non è un mistero che la caccia ai fondi destinati alla ricerca sulle malattie della bocca non sia in cima alla lista delle priorità delle agenzie specializzate. Ma dato il peso di tali malattie sulle società, occorre che in tale importante settore si rafforzi in futuro l’impegno a raccogliere fondi per la ricerca. Definire un’agenda globale per il reperimento di fondi destinati alla ricerca potrebbe essere utile per convogliare fondi e risorse per coprire lacune essenziali. La futura ricerca in campo odontoiatrico dovrebbe piuttosto concentrarsi sui bisogni della popolazione, specie in aree a basso o medio reddito, studiando interventi migliorativi in vista dell’abbattimento delle diseguaglianze.         


Per vincere la battaglia di una miglior salute orale, può bastare la prevenzione? 

E’ la chiave per migliorare e/o mantenere una buona salute della bocca, sbarrando la strada ad eventuali malattie, adottando comportamenti preventivi, tra cui il lavaggio dei denti con dentifrici al fluoro. I pazienti di problemi alla bocca – osserva Benzian - , hanno tuttavia bisogno di cure adatte, in un ideale connubio integrato coi servizi di assistenza fondamentali.In paesi ad alto reddito l’approccio alle cure odontoiatriche si basa su un livello di cura, tendenzialmente più avanzato dal punto di vista sociologico e su cure specializzate che tuttavia non prendono di petto le cause nascoste delle malattie nè si misurano con diseguaglianze terapeutiche. Nei paesi e medio e basso reddito – dice - gli interventi spesso non sono disponibili: essendo inavvicinabili, sono spesso inadatti alla maggior parte della popolazione.


In conclusione. “Occorre intensificare la prevenzione assicurando in contemporanea l’accesso ai servizi essenziali di igiene orale. Lo stabilì già quasi 20 fa l’WHS riconoscendo i minimi indispensabili della cura orale e indicando i componenti chiave di una cura essenziale. Definizione che rimane valida tuttora. Anzi, lo  è ancor di più oggi che si va verso una copertura odontoiatrica globale, come indicato nell’individuazione dei futuri obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Developmen Goals)”. 

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