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08 Aprile 2020

AIO chiede che lo ''scudo legale'' per i sanitari sia esteso anche a chi non opera nel SSN

Un emendamento di Italia Viva lo prevede solo per chi opera nel SSN o in convenzione, quello AIO estenderebbe lo “scudo” a tutti le strutture e professionisti sanitari   


Tra gli emendamenti predentati al Decreto cura Italia in discussione in Parlamento, anche quello proposto da Italia Viva che esenterebbe da procedimenti civili o erariali i professionisti sanitari e tecnici amministrativi e le strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche e private su tutti gli eventi avversi verificatisi o che abbiano trovato causa nell’emergenza Covid 19. Un emendamento he riguarderebbe solo coloro che operano nel SSN.

AIO chiede di estendere questo “scudo legale” anche a strutture e professionisti che non operano direttamente o in convenzione con il SSN, come per esempio i dentisti privati. Il testo, spiega l’avvocato Maria Maddalena Giungato nella nota AIO, esenta da procedimenti civili o erariali i professionisti sanitari e tecnici amministrativi e le strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche e private su tutti gli eventi avversi verificatisi o che abbiano trovato causa nell’emergenza Covid 19.

“Ma attenzione: fin qui l’immunità -che non opera sui fatti configuranti dolo o colpa grave – era limitata ai professionisti ‘del Servizio sanitario’, gli operatori delle strutture pubbliche o convenzionate”. Nella proposta avanzata da AIO con l’aiuto dell’avvocato Maria Maddalena Giungato, si legge in una nota dell’Associazione, “invece lo scudo legale si estende inequivocabilmente ai professionisti esercenti le professioni sanitarie sia pubblici che privati”.

“Si definisce così il fronte di chi può fruire della copertura che, ricordiamo, riguarda i contagi involontari del virus”, spiega il Segretario Nazionale AIO Danilo Savini. “Ad oggi, i vari emendamenti presentati, istitutivi dello ‘scudo legale’, non estendono quest’ultimo ai titolari di studi privati, lasciando in eredità anche a noi Odontoiatri insormontabili difficoltà ad operare nei cicli pandemici. Infatti, si giunge al paradosso di discriminare fra chi lavora sotto l’ala del SSN -anche in libera professione intramuraria – e chi no. La modifica fortemente caldeggiata in tutte le sedi dalla nostra Associazione ovvia a questa incongruenza grave con poche, mirate parole”.

Questo il testo proposto da AIO che informa come dovrebbe essere stato adottato attraverso un ordine del giorno: 

«per tutti gli eventi avversi che si siano verificati o abbiano trovato causa durante l’emergenza epidemiologica COVID-19 (…), le strutture sanitarie e socio sanitarie e gli esercenti le professioni sanitarie pubblici e privati, nonché il personale tecnico e amministrativo del Servizio sanitario nazionale, non rispondono civilmente, o per danno erariale». 

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