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13 Luglio 2020

Assemblea nazionale CAO: la Professione Odontoiatrica si ritrova dopo il lockdown

Nel ricordo dei presidenti CAO scomparsi la prima Assemblea CAO dopo il lockdown. Uno sguardo a cosa è successo e le questioni in agenza, partendo da StP e ''Avvio della professione'' 


Raffaele Iandolo, Presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, lo aveva promesso già il 20 di aprile: la sua prima uscita ufficiale, dopo la fine del lockdown, sarebbe stata in Lombardia, accanto ai Presidenti CAO delle zone più duramente colpite dalla Covid-19.“Se mi fosse stato possibile, dal primo momento sarei stato anche fisicamente al vostro fianco nel tentativo di alleviare le difficoltà dei momenti che state vivendo – aveva scritto loro - Vi prometto comunque che, appena mi sarà consentito, il mio primo viaggio sarà diretto verso la vostra regione, per portarvi personalmente il sostegno e l'affetto che meritate”. 

Promessa mantenuta: Iandolo ha presieduto, lo scorso venerdì 10 luglio, dalla sede dell’Ordine dei Medici di Cremona, dove erano presenti fisicamente tutti i Presidenti CAO della Lombardia, la prima assemblea nazionale dei 106 Presidenti delle Commissioni Albo Odontoiatri, collegati per via telematica, dopo la fine dell’emergenza. 

Un’Assemblea densa di argomenti, che si è aperta nel ricordo di chi non c’è più ma è sempre presente nella memoria e nell’insegnamento impartito a tutta la Professione: Roberto Stella e gli altri 171 tra medici e odontoiatri caduti nella lotta contro Covid-19; Claudio Cortesini, già tesoriere della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri; Marco Austa, presidente CAO di Asti, scomparso improvvisamente a metà marzo. 

Nella sua relazione, Iandolo ha ripercorso i tragici giorni dell’emergenza, durante i quali la CAO nazionale non ha mai interrotto la sua attività a sostegno dei Presidenti e della Professione. Man mano che la gravità dell’epidemia aumentava, insieme al numero dei contagi, la CAO si occupava di tutelare nella maniera più efficace possibile la salute dei cittadini. Sino ad arrivare alla decisione, in molte Regioni autoimposta, in mancanza di ordinanze specifiche, di chiudere gli studi all’attività ordinaria, limitandola alle urgenze non differibili. E ciò per evitare l’espansione del contagio, limitando gli spostamenti dei cittadini. 

 “Un atto di responsabilità sicuramente dovuto in quanto custodi, come Professione e professionisti, del Diritto alla salute, costituzionalmente protetto, dei cittadini – lo ha definito Iandolo -. Un atto di responsabilità che ci piacerebbe ora fosse riconosciuto anche dalla Politica”. 

Poi, il 4 maggio, l’allentamento dell’emergenza e l’inizio della Fase 2. Anche qui la CAO nazionale non si è fatta cogliere impreparata: il 2, l’8, il 15, il 22 e il 29 aprile si era infatti riunito il Gruppo di Lavoro presieduto da Iandolo che, con l’apporto di tutte le componenti della Professione, ordinistica, sindacale, associazionistica, ENPAM, Università, con la consulenza di virologi – Fabrizio Pregliasco e Andrea Crisanti -, medici competenti e altri esperti, e ascoltati gli stakeholders, ha varato, il 29 aprile, il “Documento contenente indicazioni per l’operatività degli odontoiatri in epoca di pandemia da SARS-COV-2”. Tale Documento è stato trasmesso al Tavolo Ministeriale ordinato dal Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, e presieduto da Enrico Gherlone, Magnifico Rettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tavolo che lavorava in parallelo, riunendosi il 16, 21, 23, 28 e 30 aprile e vedendo la partecipazione di Raffaele Iandolo insieme a quella di Carlo Ghirlanda, Presidente Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), Fausto Fiorile, Presidente Aio (Associazione Italiana Odontoiatri) e Antonella Polimeni, Preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria, Università “La Sapienza” di Roma. E, il 14 maggio, Tavolo ha divulgato la versione finale, validata dal Comitato Tecnico Scientifico, delle “Indicazioni operative per l’attività odontoiatrica durante la Fase 2 della pandemia di Covid-19”, che recepiva, al suo interno, le indicazioni messe a punto dal Gruppo di Lavoro della CAO. 

Ma, anche se l’andamento dell’epidemia di Covid-19 ha monopolizzato le prime pagine dei giornali in questi mesi, altre e non meno importanti sono state le notizie, direttamente o indirettamente legate.  Il lockdown ha portato alla chiusura di alcune cliniche dentali, che non hanno purtroppo riaperto, lasciando i pazienti senza cure e i dipendenti senza lavoro, entrambi con scarse o inesistenti tutele. Mentre fiorivano, sul web, le pubblicità di dispositivi senza alcuna validazione scientifica, in alcuni casi supportate da endorsement di iscritti agli Albi.  Anche contro queste situazioni ha messo in guardia Iandolo, richiamando a comportamenti conformi all’etica e alla deontologia.  

“Alcuni recenti episodi di cronaca ci hanno impartito una lezione significativa – ha sottolineato Iandolo -. Oggi, in Italia, una società può aprire i battenti senza dare garanzie per quanto riguarda la continuità delle cure, oltre che dal punto di vista economico-finanziario, sia nei confronti dei pazienti, sia dei colleghi odontoiatri che lavorano nella struttura. Questo, secondo la CAO nazionale, è un fatto intollerabile, al quale bisogna mettere un argine e porre rimedio”. 

“Oggi l’argine e il rimedio li abbiamo già: sono costituiti dallo strumento delle Società tra Professionisti – ha spiegato Iandolo -. È necessario un provvedimento normativo che obblighi chi vuole fare società in ambito odontoiatrico a destinare i due terzi delle quote a odontoiatri, che possano dare garanzie da un punto di vista deontologico e di etica professionale. Le Società tra professionisti, infatti, devono essere iscritte agli Ordini e quindi sono sottoposte anche al controllo deontologico da parte dell’istituzione ordinistica”. 

E proprio sull’esercizio in forma societaria, come Società di Professionisti ha incentrato la sua relazione il Segretario Cao nazionale Brunello Pollifrone. Mentre Alessandro Nisio ha fatto una panoramica sulle altre questioni riguardanti la Professione, dalla formazione universitaria all’aggiornamento nell’ambito dell’Educazione Continua in Medicina, con la presentazione dei due Corsi di Formazione a distanza di FNOMCeO riservati agli Odontoiatri.

A concludere la relazione di Nisio, due fiori all’occhiello: il Vademecum che riassume, in poche pagine, le indicazioni operative per l’attività in tempo di pandemia; e il progetto “Avvio alla Professione”. Una serie di lezioni frontali tenute da Ordinisti, Rappresentanti Sindacali ed Enpam, e indirizzate agli studenti del VI anno del Corso di Laurea in Medicina Odontoiatria e Protesi Dentaria, con slide preparate e condivise dalla Commissione Albo Nazionale Odontoiatri, in accordo con la Conferenza Permanente dei corsi di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria. 

A cura di: Ufficio Stampa FNOMCeO




PhotoCredit: pagina Facebook Fulvio Curti

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