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02 Novembre 2021

Le responsabilità analizzate nei tanti aspetti che toccano l’odontoiatra

Dal Congresso politico AIO le declinazioni delle responsabilità dell’odontoiatra. Fiorile: si deve però partire dall’essenza del nostro essere professionisti


Ribadire la centralità dell’essere professionisti partendo dal valore fondante delle professioni: l’essere responsabili. Può essere questa la sintesi dell’intervento del presidente AIO Fausto Fiorile al termine del 9° Congresso Politico che l’Associazione ha celebrato venerdì 29 ottobre a Bologna dal titolo “La responsabilità professionale a 360°”.Fiorile che invita, attraverso “l’essere responsabili”, a riappropriarsi “del nostro essere medici, uomini attenti al paziente a tutto tondo, perché questo fa parte del nostro essere medici e professionisti”.
Spesso, ha ricordato il Pierluigi Delogu, past president AIO e responsabile del Congresso, “i nostri Congressi politici hanno toccato temi che poi si sono rivelati fondamentali per la professione”, nell’edizione 2021, ha ricordato, vogliamo ragionare sulle responsabilità che noi professionisti abbiamo nei confronti dei pazienti, ma anche dei collaboratori, della struttura sanitaria, quelle fiscali e normative”. 
“Dedicare un congresso al tema delle responsabilità è fare grande politica”, ha detto il Sen. Amedeo Bianco, past president FNOMCeO, aprendo il suo intervento proprio sulla Legge sulla responsabilità medica che porta il suo nome, ricordando come “responsabilità vuole dire sicurezza e quindi salute perché la tutela della salute è la carta d’identità civile, etica, politica delle professioni che tutelano la salute”.“Come professionisti –ha aggiunto- dobbiamo farci carico delle responsabilità che abbiamo nei confronti dei pazienti per il loro bene, per la loro salute. La nostra attenzione nei suoi confronti deve essere ai massimi livelli per costruire con lui un progetto di salute”. 

Un Congresso, ha ribadito Fiorile, che consentirà di sintetizzare in un documento quanto emerso durante i lavori, avanzando proposte ed evidenziando possibili ambiti d’intervento. 

Ragionamento sul tema delle responsabilità che comincia già dai messaggi di saluto: quello del prof. Enrico Gherlone Coordinatore del Tavolo sull’odontoiatria, del presidente Alessandro Nisio segretario CAO Nazionale, Giampiero Malagnino Vicepresidente ENPAM, Carlo D’Achille segretario Accademia Italiana di Odontoiatria Legale e Forense. 

Responsabilità certamente etica guidata dal proprio essere professionisti ma soprattutto legata al rispetto delle leggi. Leggi che cercano di tutelare il cittadino ma anche il professionista, anche se non sempre riescono a farlo in maniera “perfetta”, come ha ammesso il Sen. Amedeo Bianco, facendo il punto sulla Legge Gelli-Bianco.Una legge, ha detto, che contiene luci ed ombre ma che ha avuto il merito di aver incardinato il tema della responsabilità medica all’interno del diritto penale. Una legge che non è riuscita ad irrobustire, per meglio garantire, la libera professione dentro l’attività giudiziaria, collegio peritale, CTU, assicurazioni. E sulle assicurazioni il Sen. Bianco esorta gli odontoiatri a ragionare come comparto per conquistare potere contrattuale. 

Ed in tema di responsabilità dell’odontoiatra e polizze assicurative, il dott. Marco Giacomo Gariglio(responsabile del progetto AIO Protezione) ha evidenziato le “tutele” necessarie che devono essere comprese nelle polizze assicurative odontoiatriche e quali caratteristiche considerare per scegliere quella che meglio si adatta alla propria specificità professionale.

Sui meccanismi che regolano il giudizio in caso di contenzioso e come viene definito il concetto di colpa ne ha parlato il prof. Paolo D’Agostino (docente di diritto penale dell’Università di Torino) ricordando che spesso, per i casi di contenzioso odontoiatrico, il Magistrato si fida “del giudizio del CTU a cui viene chiesto di rispondere a questa domanda:  un odontoiatra medio, nelle stesse circostanze di tempo e di luogo poteva prevedere che si sarebbe verificato un danno e soprattutto lo stesso odontoiatra medio poteva evitarlo?”
Quindi, ha sottolineato, diventa determinante poter contare su CTU preparati, che si basino su evidenze scientifiche ed analisi epidemiologiche reali. E su questo, ha detto il prof. D’Agostino, il sistema AIO Protezione diventa importante. AIO protezione, viene spiegato, vuole infatti costruire una rete di informazioni e competenze a disposizione dei colleghi per sostenere le proprie tesi a livello giudiziario. 

Sul tema delle responsabilità professionista paziente ed in particolare della Legge Gelli-Bianco si è sviluppato l’interessante relazione del prof. Roberto Pedrolesi (Diritto privato alla LUISS), non sempre d’accordo con quanto detto dal Senatore Bianco. 

Il Covid ha riportato sotto i riflettori la responsabilità per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro, del garantire la sicurezza delle cure ma anche un sano ambiente di lavoro ai propri dipendenti scongiurando eventi dannosi, come ha ricordato l’avvocato Olindo Cazzolla (Università Campus Biomedico Roma). Sul garantire la sicurezza del paziente/cliente si ritorna alla Legge Gelli-Bianco, almeno per quanto riguarda la qualità di cure. E su questo aspetto si apre il tema della necessità di rispettare le Linee guida validate, linee guida che, ricorda Cazzolla, devono però essere congrue, appropriate ed applicabili al caso in esame.
Poi c’è la responsabilità del titolare di studio nei confronti dei collaboratori, perché, ricorda l’avvocato, “il titolare è responsabile civilmente rispetto all’attività clinica svolta dal collaboratore”. Da qui l’invito a predisporre ordini di servizio e protocolli anche su temi clinici oltre a formalizzare il rapporto di collaborazione con contratti dettagliando mansioni e responsabilità. 

Tra le responsabilità, non sempre percepite o considerate, ci sono quelle in capo al direttore sanitario, sulle quali si è concentrata la relazione dell’avvocato Maria Maddalena Giungato (Cassazionista). Direttore sanitario che deve “bilanciare l’interesse dell’impresa e quella della tutela della salute del paziente ma anche dei suoi colleghi”, ha detto l’avvocato elencando le principali responsabilità: quella deontologica, quella penale, quella igienico/ambientale, organizzativa, normativa.Un incarico che non può essere svolto con superficialità a distanza, ha ricordato l’avvocato Giuncato, proprio per le tante responsabilità che si devono assolvere. E per questo consiglia di redigere ordini di servizio, relazioni periodiche anche per poter dimostrare di aver svolto con attenzione il proprio ruolo. Avvocato che ritiene necessaria l’introduzione di una formazione specifica per il Direttore sanitario e una anzianità di iscrizione all’Albo prima di poter accettare l’incarico. 

E tra le responsabilità deontologiche, ma anche normative, che il direttore sanitario oltre al titolare di studio deve rispettare, ci sono quelle sulla pubblicità.“Responsabilità di informare il cittadino in modo corretto e chiaro”, ha sottolineato il presidente CAO Raffaele Iandolo. Informazione e non promozione, ha chiarito più volte, “perché su temi come le cure il paziente deve essere libero di decidere da chi andare senza essere condizionato dai messaggi pubblicitari”.
Per il presidente Iandolo la normativa è chiara ed indica di fornire solo le informazioni legate al servizio e non alle cure perché i legittimi interessi dell’imprenditore non possono essere messi sullo stesso piano con la necessità di tutela della salute del paziente. “Il diritto alla salute deve avere priorità sugli interessi del mercato”, ha ribadito Iandolo.

Pazienti che devono essere tutelati ma anche correttamente informati soprattutto in odontoiatria dove la spesa out of pocket è la prima voce di quella sanitaria, ha ricordato Laura Filippucci di AltroConsumo. “L’importante -ha detto- è costruire un rapporto di fiducia chiaro tra paziente e dentista, rapporto che porta un beneficio di salute nel paziente”.E su questo punto la referente dei consumatori chiede a Sindacati ed Ordine di prestare attenzione sui Fondi integrativi che oggi obbligano i lavoratori all’adesione e che costringono gli iscritti a scegliere il medico o il dentista convenzionato e non quello preferito. 

Infine le, tante, responsabilità fiscali. Il prof. Alessandro Terzuolo, Studio Terzuolo Brunero & Associati (Torino, Milano) ha approfondito le differenze tra quelle il capo alle società e quelle riferite al libero professionista. Il secondo, ha ricordato, risponde oltre che con i beni dello studio anche con quelli personali, le società solo con quanto in capo alla società.  

A concludere il presidente Fiorile che sul tema di responsabilità sostiene che si deve continuare a ragionare per adattarle al cambiamento della professione, ma avendo come punto fermo il suo significato che al di là degli aspetti legali rimane il primo dei valori etici dell’essere professionisti. 

 
 

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