Chi segue questa rubrica da tempo sa che una o due volte all’anno torna un intervento sull’abusivismo.
L’attualità ci informa sul Disegno Legge 1249 “Disposizioni per la semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute". Ora si dovrà attendere, per vederlo approvato, la discussione parlamentare. E con l’aria che tira nelle compagini governative chissà se verrà mai discusso e approvato prima di una nuova legislatura?
Il disegno di Legge interessa l’odontoiatria, dato che all’art. 8 prevede: “in caso di condanna per violazione dell’articolo 348 del codice penale, il giudice ordina la confisca delle attrezzature utilizzate, appartenenti ai soggetti che abbiano abusivamente esercitato la professione sanitaria o agli esercenti la professione sanitaria concorrenti nel reato”.
Abbiamo già avuto modo di commentare, positivamente, gli effetti che questa norma potrebbe avere sul fenomeno. Peraltro, nella discussione in commissione del Dl, questo articolo ha persino rischiato di decadere visto che l’On Antonio Tomassini (Fi) medico di Varese, aveva presentato un emendamento per sopprimerlo. Emendamento poi ritirato. E questo conferma la difficoltà dei politici di voler penalizzare questo reato. Che il tema della repressione dell’esercizio abusivo non sia interessante per i nostri parlamentari lo notiamo anche dal numero di proposte di legge presentate a oggi in Parlamento su questo tema: solo 2. Una, la S. 162 è stata firmata dalla Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati (Fi), avvocato, e prevede l’inasprimento delle pene per il reato previsto dall’art. 348 del Cp. Quindi interessa tutti coloro che esercitano una professione, anche non sanitaria, che prevede un’abilitazione professionale.
L’altro disegno di Legge, il C 990, è stato presentato il 1 giugno 2006 dall’On. Giuseppe Francesco Maria Marinello (Fi), dentista. Prevede di modificare il testo dell’art. 348 con il seguente testo: “Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da 10.329 euro a 51.646 euro.
Chiunque, nell'esercizio abusivo di una professione o di un’arte sanitaria, cagioni la morte di una persona è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni. Ove l'esercizio abusivo cagioni lesioni personali si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni. Il professionista che collabora con colui che esercita abusivamente una professione è punito con la reclusione fino a due anni, con la multa da 10.329 euro a 51.646 euro e con l'interdizione perpetua dall’esercizio della professione. Il reato è aggravato se il consenso della persona offesa è ottenuto con artifici e raggiri o con l’induzione all’errore. La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca del materiale destinato all’esercizio abusivo”.
Il disegno di Legge è stato assegnato alla Camera il 17 luglio 2006 e da allora è in attesa di essere messo in discussione.
Sorvoliamo sui recenti interessamenti della trasmissione satirica Striscia la Notizia al problema: i colleghi del Gabibbo hanno segnalato il problema della vendita delle attrezzature odontoiatriche ai non dentisti. Visto che è un problema suggerito alla redazione, la considerazione che ci permettiamo di dare è: ma siamo sicuri che il messaggio che arriva al cittadino serva veramente a mettere in guardia i pazienti insegnando a distinguere i dentisti veri da quelli falsi? Ed ancora. Siamo sicuri che quando allarmiamo i cittadini dicendo che il 50 per cento dei dentisti esercenti in Italia sono abusivi non screditiamo la figura dell’Ordine professionale - che dovrebbe tutelare i cittadini impedendo l’esercizio ai non qualificati e creiamo sfiducia verso l’intero settore?
GdO 2007; 15
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