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09 Febbraio 2010

La sanzione diventa cospicua quando si chiedono i danni

di Norberto Maccagno


Sappiamo come le pene comminate all’abusivo siano irrisorie, ma non sempre è così. La cronaca negli anni ci ha informato di pensati sanzioni grazie alle richieste di risarcimento danni dei pazienti rovinati, ma anche delle associazioni di categoria o dell’Ordine.
Di seguito tre, dalla ultime vicende raccolte.
Caso uno
Nel 2007 un dentista veneziano viene denunciato per aver consentito a un suo collaboratore, un diplomato odontotecnico assunto come assistente alla poltrona, di effettuare l’ablazione del tartaro su tre pazienti. A scoprire il fatto non furono i Nas ma un inviato di Striscia la Notizia e a seguito del servizio televisivo furono avviate le indagini che hanno portato, come ha informato la stampa locale, alla condanna del dentista e del suo collaboratore.
Se l’odontotecnico aveva già patteggiato la condanna di un mese e 23 giorni di reclusione convertita in 2026 euro di multa, il dentista è stato invece condannato in questi giorni, al termine del processo svoltosi con rito abbreviato. L’Ordine di Venezia ha da subito aperto un fascicolo nei confronti dell’iscritto e si è costituito parte civile per tutelare l’immagine dell’Ordine e quella della categoria chiedendo un risarcimento simbolico di 10 euro per ogni iscritto; richiesta accolta dal giudice che ha anche condannato il dentista a pagare i danni a uno dei pazienti trattati dal collaboratore. Visto che i soli iscritti all’Albo degli odontoiatri sono circa 780, il risarcimento “simbolico” diventa molto più alto della sanzione.
Caso due
Diversi interventi odontoiatrici effettuati negli anni, che hanno creato problemi a una signora e a suo figlio, hanno portato la paziente a rivolgersi all’Andi di Rovigo per denunciare il dentista, ma anche il suo odontotecnico, che sembrerebbe aver effettuato prestazioni non consentite. A raccontare la vicenda è il quotidiano Il Resto del Carlino che spiega come la paziente si sia rivolta all’associazione per chiedere consiglio grazie alle campagne informative svolte dall’Andi contro l’abusivismo.
“Da tempo stiamo conducendo una campagna contro l’abusivismo in odontoiatria - spiega al quotidiano il presidente di Andi Rovigo Raffaele Raimondo -. Quando la signora si è rivolta a noi l’abbiamo messa subito in contatto con il nostro legale. Come associazione abbiamo già deciso di costituirci parte civile nel futuro processo penale.”
A seguito della denuncia, i Nas hanno effettuato le indagini del caso, interrogando alcuni pazienti e consegnando il rapporto alla Procura. I due rischiano la denuncia per esercizio abusivo della professione medica e il medico le sanzioni previste dall’Ordine.
Caso tre
I carabinieri dei Nas di Trieste, mesi fa, hanno scoperto e denunciato abusivo e prestanome. Il primo, l’abusivo, ha già patteggiato la pena - tre mesi di carcere, convertite in qualche centinaio di euro di sanzione - e chiuso i conti con la giustizia. Il medico, che non accetta le accuse, ha scelto di andare al dibattimento per provare l’innocenza. In aula, secondo la stampa locale, sfileranno i pazienti, alcuni dei quali sostengono che il medico era presente quanto l’odontotecnico “metteva le mani in bocca”. Il locale Ordine dei medici e l’Andi si sono costituiti parte civile. 

GdO 2010;1

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