Ribadita la richiesta di riconoscimento per gli odontotecnici tra le professioni sanitarie. Pintus: rappresenta un passo fondamentale per adeguare la professione alle sfide moderne e garantire alti standard di qualità e sicurezza
Confartigianato Odontotecnici con il suo presidente Ivan Pintus e CNA SNO Odontotecnici con il responsabile Cristiano Tomei, hanno presentato questa mattina le proprie osservazioni alla XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul riordino delle professioni sanitarie.
“Il riconoscimento dell’odontotecnico come professionista sanitario rappresenta un passo fondamentale per adeguare la professione alle sfide moderne e garantire alti standard di qualità e sicurezza. Sebbene la figura dell’odontotecnico sia centrale nella produzione di dispositivi medici su misura per la cura dentale, la normativa che ne regola l’attività risulta obsoleta e poco allineata con le moderne esigenze del settore sanitario”, ha ricordato il presidente di Confartigianato odontotecnici Ivan Pintus.
Secondo il presidente Ivan Pintus, “la richiesta di riconoscimento non mira a modificare il profilo dell’attività odontotecnica o a sovrapporsi alla professione medica, ma a sancire un percorso di maturazione del ruolo e delle attività svolte dagli odontotecnici, rendendoli parte integrante delle professioni sanitarie”.
Il quadro presentato ai parlamentari
Nel documento è stato evidenziato come la disciplina vigente, risalente al Regio Decreto del 1928, non è più adeguata alla realtà attuale. Il settore odontotecnico conta oltre 23.000 addetti in circa 13.000 laboratori, ma la normativa obsoleta limita il pieno riconoscimento della professione e ostacola l’applicazione delle norme europee sulla sicurezza dei dispositivi medici su misura.
Il ritardo nel riconoscimento giuridico della professione ha già comportato diverse iniziative legali, culminate con la sentenza del Consiglio di Stato n. 932/2024, che ha confermato la validità della richiesta di riconoscimento. Tuttavia, il processo istituzionale è ancora in corso e le associazioni di categoria attendono l'esito dell’istruttoria ministeriale.
“La nostra professione ha raggiunto una maturità tale da giustificare il riconoscimento sanitario – ha sottolineato Pintus – e questo non solo a tutela degli odontotecnici, ma anche della sicurezza dei pazienti”.
La figura dell’odontotecnico se adeguatamente riconosciuta, è stato spiegato, potrebbe svolgere un ruolo più incisivo nella qualità dell’assistenza odontoiatrica, sollevando il sistema sanitario da funzioni che ora gravano su altri professionisti.
“L’intervento degli odontotecnici nella progettazione e realizzazione dei dispositivi medici su misura per l’odontoiatria, in collaborazione con l’odontoiatra, -si legge nel documento- impone la necessità di un aggiornamento legislativo che consenta loro di lavorare con maggiore autonomia e responsabilità. Va inoltre segnalato che l’avvento delle tecnologie digitali consente attualmente la realizzazione di manufatti da parte di soggetti diversi dall’odontotecnico e pertanto non tenuti al rilascio della documentazione di conformità del dispositivo, situazione che impatta in modo rilevante sulla tutela della salute del paziente consumatore finale”.
“Ai fini, pertanto, del perseguimento degli obiettivi di trasparenza e di tutela della sicurezza del cittadino, sarebbe opportuna una ridefinizione inequivocabile del perimetro di attività dell’odontotecnico e del suo ruolo esclusivo di fabbricante di dispositivi medici su misura in campo odontoiatrico. L’attuale ‘deminutio’ non è quindi più ammissibile”.
Disciplinare l’attività di odontotecnico, è stato ribadito ai Parlamentari, significa oggi intervenire in una materia molto complessa e non circoscritta al solo ambito di attività di questa figura professionale, in quanto riguarda la salute dei cittadini e il diritto degli stessi a pretendere dallo Stato che vi siano tutte le condizioni per ottenere le migliori prestazioni”.
“Guardando a modelli internazionali –ha detto il presidente Pintus- è evidente che il riconoscimento degli odontotecnici come professionisti sanitari in paesi come il Canada e la Gran Bretagna ha portato a notevoli miglioramenti nella qualità delle cure odontoiatriche. L’autonomia decisionale dei professionisti ha consentito un miglior coordinamento con altri operatori sanitari, elevando la qualità dei servizi offerti ai pazienti. L’adozione di un simile modello in Italia potrebbe favorire un sistema sanitario odontoiatrico più coeso ed efficiente”.
“È quindi legittima –hanno continuato- l’aspirazione degli odontotecnici a vedere definito secondo tempistiche celeri il percorso di riconoscimento del carattere sanitario della professione, in ragione delle significative conseguenze che deriverebbero dal mutamento di status giuridico e professionale”.
Odontotecnici che, ha detto Cristiano Tomei responsabile di CNA SNO Odontotecnici, “rimarranno sicuramente artigiani” anche se inseriti tra le professioni sanitarie, con distinte funzioni e senza nessuna sovrapposizione con gli odontoiatri, così come delineato dal nuovo regolamento europeo sui fabbricanti di dispositivi medici”, di cui la quasi totalità sono laboratori odontotecnici, ha ricordato.
Ad oggi, è stato sottolineato, nonostante le numerose richieste e sollecitazioni ai vari livelli istituzionali, siamo ancora in attesa di una legge che riconosca adeguatamente la natura della professione di odontotecnico”.
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