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15 Maggio 2007

Cinquant’anni di cultura odontoiatrica

di Anna Maria Melica


In un’epoca come quella che stiamo vivendo nella quale i cambiamenti si susseguono a ritmo serrato e quello che apprendi oggi può essere già superato domani, si avverte più che mai il bisogno di punti di riferimento. Non è facile infatti nell’ambito della professione sapersi orientare nella miriade di informazioni, offerte formative e aggiornamenti che vengono proposti continuamente. Occorrono “garanzie” che possono derivare soltanto dall’esperienza, dalla passione professionale, dall’onestà intellettuale frutto della libertà di studio e di ricerca e da una stretta collaborazione con i colleghi che si avvale del desiderio reciproco di aiutarsi a migliorare nella propria attività con uno spirito non di competizione ma di amicizia. Tutto questo si può ritrovare negli Amici di Brugg, un’Associazione che è arrivata a festeggiare il suo 50° Congresso potendo vantare una crescita continua, che le ha permesso di ampliare la propria capacità formativa fino a istituire Corsi satellitari, senza però mai dimenticare l’esperienza passata dei Maestri che hanno posto le basi necessarie perché diventasse quello che è attualmente.
Abbiamo rivolto alcune domande al dottor Fabio Toffenetti, da dieci anni presidente dell’Associazione, per cercare di comprendere meglio il successo degli Amici di Brugg.


Dottor Toffenetti, qual è il “segreto” che ha reso possibile agli Amici di Brugg di diventare una delle Associazione più prestigiose della professione odontoiatrica?

Subito una domanda imbarazzante! Personalmente ho sempre pensato che il “segreto” stesse negli ideali e nei valori che i nostri carismatici fondatori Biaggi e Castagnola ci avevano trasmesso nei lunghi anni trascorsi insieme. Questi ideali consistenti nei valori un po’ puritani e un po’ svizzeri di fedeltà nell’amicizia, di correttezza professionale, di impegno umanitario, di indipendenza e controllo dell’informazione scientifica sono in seguito stati attribuiti all’intera Associazione: questi sono ancora i nostri valori di riferimento nell’organizzazione dei nostri eventi culturali e delle nostre realizzazioni in campo di solidarietà umanitaria e odontoiatrica. Non quindi business dell’informazione, ma attività di servizio alla professione soprattutto dei più giovani colleghi e reinvestimento di possibili utili in miglioramento dei servizi e in attività di solidarietà. Quanto a lungo terrà un simile atteggiamento e una simile ispirazione? I tempi un po’ bui che stiamo attraversando non consentono molte speranze, ma per fortuna siamo giornalmente contraddetti dall’entusiasmo di molti giovani: per di più il credito acquisito in molti anni presso la professione ci obbliga in certo qual modo a continuare a seguire ancora gli ideali di Brugg!


Numerosi sono i soggetti del mondo dell’odontoiatria con i quali un’Associazione come gli Amici di Brugg deve confrontarsi; quali sono per esempio gli aspetti che qualificano i rapporti con l’Andi e come pensa potrà svilupparsi in futuro la collaborazione con l’Università?

L’aver mantenuto fede nel tempo ai suoi ideali e ai suoi limiti ha portato all’accettazione e al rispetto dell’Associazione da parte delle “istituzioni”, cioè dell’Andi, la massima associazione professionale, e del mondo accademico. Gli Amici di Brugg sono nati in un momento in cui l’offerta di formazione postuniversitaria soprattutto clinico-pratica era carente sia da parte delle associazioni professionali, più orientate e occupate da problemi sindacali, sia dell’università, molto occupata dalla riforma degli studi e dalla formazione di base dell’odontoiatra. Questo ruolo per così dire vicariante nell’aggiornamento continuo, esercitato fin d’allora in maniera responsabile e disinteressata, ci è stato nel tempo riconosciuto non solo dal numeroso seguito di pubblico, ma anche più recentemente sia dall’Associazione nazionale che dal mondo accademico, che in più occasioni hanno invitato la nostra associazione ai loro eventi culturali e che frequentano regolarmente i nostri convegni intrattenendo con noi cordiali rapporti. Il nostro impegno nell’aggiornamento continuo e nel mondo della solidarietà ha creato per così dire un rapporto trasversale con le istituzioni: essere Amico di Brugg significa credere nei valori ideali che ci ispirano. è quindi frequente constatare che affezionati Amici di Brugg siano impegnati e stimati consiglieri e collaboratori della Associazione nazionale, come anche vedere importanti docenti universitari come regolari entusiasti oratori nei nostri congressi.


L’impegno nella formazione e nella didattica è testimoniato dalle numerose iniziative che fanno capo da sempre all’Associazione un esempio per tutte i Corsi satellitari. Potrebbe darci il suo parere sulla questione Ecm e Fad (Formazione a distanza) e il possibile sviluppo futuro dell’aggiornamento professionale in odontoiatria?

Una domanda molto delicata e a cui vorrei dare una più precisa risposta. Anni fa ho salutato con un editoriale entusiasta la nascita della certificazione dell’aggiornamento dei professionisti tramite i crediti di aggiornamento, che avevo visto da molti anni funzionare all’estero come uno stimolo alla formazione postuniversitaria anche dei colleghi più riottosi. Purtroppo non sono stati imitati in Italia i meccanismi semplici attuati in altri paesi e ancora ci si dibatte in una fase sperimentale troppo lunga che ha fatto perdere la fiducia sia agli organizzatori che ai frequentatori degli eventi culturali, che dopo un iniziale entusiasmo hanno diminuito la frequenza a corsi e congressi. Il carico burocratico e i costi per gli organizzatori sono molto alti e i crediti attribuiti agli eventi sono molto variabili. I nostri corsi satellitari nati proprio all’indomani della istituzione della Formazione a distanza, hanno dovuto per un anno sottostare alla certificazione come singoli eventi stanziali, il che significa in soldoni spendere trenta invece di uno, non essendo ancora stata approvata la normativa burocratica che regolasse i neonati corsi Fad. Il mio auspicio per il futuro è quindi che si esca al più presto da questi ritardi demotivanti, e che si attui un preciso e semplice mezzo che porti a frequentare gli eventi per la formazione continua non solo il gruppo dei soliti noti che con piacere ed entusiasmo affollano tutte le riunioni culturali, ma anche tutti gli altri colleghi: ovviamente nell’interesse del cittadino-paziente che ha il diritto di godere delle più aggiornate cure, da parte delle strutture pubbliche e di quelle private.


Numerose Società scientifiche hanno preso parte al Congresso presentando “lo stato dell’arte” delle specialità che rappresentano. Potrebbe illustrarci brevemente il tipo di rapporto che intercorre tra queste Società e l’Associazione?

Per la prima volta gli Amici di Brugg si sono rivolti alle Società scientifiche invece che ai singoli relatori come sempre si è fatto nel passato: in questo anniversario carico di significati vogliamo sottolineare l’importanza che le Società hanno nell’aggiornamento continuo e nel panorama culturale della professione. Nel contempo, come associazione culturale più anziana siamo lieti che le Società scientifiche festeggino con noi il raggiungimento di questo cinquantesimo anno di attività.


L’incontro annuale con gli Amici di Brugg rappresenta anche un importante appuntamento con le Aziende del settore. Come si delinea il futuro delle mostre merceologiche e della collaborazione con l’Unidi?

E’ vero, l’abbinamento del nostro annuale Congresso con una mostra di materiali e attrezzature del calibro di quella organizzata da Unidi produce un evento paragonabile su una scala minore al Midwinter meeting di Chicago: un’ampia offerta culturale cioè, affiancata da una mostra dove gli espositori tradizionalmente espongono le novità del settore e si aspettano di firmare molti contratti con i visitatori. Un classico esempio in cui due fattori non si sommano ma si moltiplicano tra loro. La collaborazione tra Amici di Brugg e Unidi è molto buona e improntata a reciproco rispetto. Il nostro programma culturale rimane assolutamente libero da pressioni commerciali, gli Amici di Brugg in cambio forniscono alle aziende la possibilità di organizzare Workshop informativi molto interessanti, ma che rimangono ben distaccati dal programma scientifico ufficiale: gli orari però sono studiati per permettere ai partecipanti di non perdere né gli uni né l’altro. Unidi ha da poco firmato con noi il rinnovo del contratto triennale di sponsorizzazione come sponsor unico degli Amici di Brugg. Nonostante le difficoltà economiche del momento questo rinnovo è avvenuto molto serenamente, il che significa grande fiducia e stima reciproca, insieme alla reciproca convenienza di questa alleanza: significa anche per entrambi un futuro tranquillo almeno per i prossimi tre anni.

GdO 2007; 8

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