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29 Aprile 2014

Sindrome da "like" tocca anche i dentisti. Uno studio ha monitorato le conseguenze sulle persone


Ammettetelo, anche voi continuate a controllare la vostra pagina Facebook o quella dello studio monitorando il "like" che paziento o amici vi lasciano. E se ne arrivano pochi ci rimanete male.

I media hanno dato molto rilievo in questi giorni alla cosiddetta "sindrome da like", una vera e propria dipendenza da social web.

Alla base di questo uno studio condotto dall'Università del North Carolina,  che ha rilevato come ogni volta che riceviamo un  "mi piace su facebook" il nostro organismo rilascia una piccola scarica di dopamina, il neurotrasmettitore che viene coinvolto nei fenomeni di dipendenza.

I dati ufficiali di Facebook nel nostro paese contano 23 milioni di iscritti posizionandosi tra i paesi con maggiore penetrazione del Social Media più diffuso al mondo. Il portale Skuola.net in collaborazione con la Polizia Postale, ha rilevato che un adolescente su 3 è sempre connesso.

Interactive Market Research ha recentemente condotto una studio cawi (computer-assisted web interviewing) che rivela come il 38% degli intervistati ammette di esagerare nell'utilizzo dei social, il 6% ammette di esserne dipendente, mentre una buona parte degli intervistati crede che i Social abbiano un potere ipnotico, tanto da esserne legati anche senza che vi sia un effettivo e razionale interesse. La maggior parte degli intervistati dichiara  di provare piacere quando l'immagine postata in bacheca genera "like".

I cambiamenti che induce il social web nei nostri comportamenti sono innegabili, l'American Association of Psychological Science  ha stimato che il 35% delle coppie che si sono sposate in Usa tra il 2005 e 2012  si sono conosciute on line.

Tutti fenomeni che come professionisti della salute dobbiamo tenere in considerazione per la comunicazione con la nostra pazientela.

A cura di: Davis Cussotto, odontoiatra libero professionista Twitter @DavisCussotto

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