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19 Settembre 2014

AIO: si a laurea breve odontotecnica, senza togliere lavoro ai dentisti ne' legittimare l'abusivismo


"Quando associazioni di odontotecnici insistono sulla creazione di un profilo sanitario accettano in prospettiva commistioni tra competenze tecniche e odontoiatriche, aprendo la strada a forme di abusivismo e prestanomismo. E in tal modo, smentiscono le precedenti dichiarazioni contro i due gravi fenomeni".

Pierluigi Delogu, presidente dell'AIO, ribadisce il "no" del sindacato a un profilo di odontotecnico di formazione sanitaria come rivendicato da alcune associazioni di categoria. E lo fa mentre alcune Asl e una regione (la Toscana) aprono alla possibilità che nelle strutture pubbliche le protesi sociali siano fatturate direttamente dall'Odontotecnico agli utenti.
"Non sono aperture a beneficio del cittadino - afferma Delogu - perché prefigurano un contatto diretto tra una figura non clinica e un paziente per un atto di natura sanitaria: un contatto che si giustifica solo perché assumere un Dirigente di primo livello Odontoiatra costerebbe più dell'ingaggio di un Odontotecnico. Questa visione, per inciso, azzera le prospettive di odontoiatri - già in soprannumero - costati 200 mila euro l'uno al sistema universitario".

Delogu ribadisce anche la contrarietà di AIO a una sorta di verifica in bocca per la certificazione da parte dell'Odontotecnico  del manufatto scelto ed applicato dall'Odontoiatra al suo paziente.
"Tale competenza, per l'Unione Europea, è odontoiatrica in tutti gli Stati membri. L'indirizzo è sancito dalla direttiva Ue 93" e ove un paese Ue disallineandosi dagli altri "deregulasse" questi controlli, incidenti sulla qualità della prestazione resa al cittadino, porrebbe i residenti in una situazione di svantaggio rispetto ai residenti degli altri Stati comunitari. Senza contare che in tutta Europa la responsabilità della cura resta comunque attribuita all'Odontoiatra, che paga un'Assicurazione contro i rischi derivanti dall'applicazione di un manufatto sbagliato".

Il leader AIO sottolinea i confini tra le rispettive competenze.
"L'odontotecnico è un fabbricante iscritto alla camera di commercio, inserito in un alveo formativo ingegneristico, con competenze tecnico-manuali e di progettazione indispensabili per realizzare manufatti garantiti a norma Ue e per una prestazione odontotecnica inappuntabile. Nel percorso terapeutico ha una chiara collocazione: non può aprire un suo studio o entrare autonomamente a contatto con il paziente, nemmeno per verificare la qualità del lavoro svolto dall'Odontoiatra sul suo manufatto, perché l'applicazione di una protesi è un atto di pertinenza clinica, dell'Odontoiatra. Il fatto che talora l'Odontoiatra chieda all'Odontotecnico una consulenza operativa alla presenza del paziente, non fa del tecnico un sanitario".

"In Europa solo Danimarca, Finlandia, Regno Unito, Olanda e alcuni cantoni della Svizzera hanno attribuito competenze sanitarie agli Odontotecnici, ma provvedendo a erogare una formazione aggiuntiva quale prerequisito per autorizzare l'operazione in bocca. Si tratta comunque di paesi dove gli odontoiatri sono pochi, vi è un sistema di assistenza odontoiatrica pubblica e formare una figura per tre anni costa meno. Al contrario, Germania, Irlanda, Svezia hanno istituito pregevoli corsi universitari con elementi di Anatomia e Fisiologia, da considerare non porte aperte a un'attività sanitaria ma puntelli di una formazione sempre più votata a lanciare sul mercato professionisti competitivi. In Italia sarà bene non creare nuove professioni - conclude Delogu - bensì amplificare le potenzialità ingegneristiche del profilo".

A cura di: Ufficio Stampa AIO

Sull'argomento leggi anche:

3 settembre 2014: Profilo, gli odontotecnici dell'ANTLO indifferenti alle aperture degli odontoiatri sulla formazione. Intervista al presidente ANTLO

1 settembre 2014: Stati Generali dell'Odontoiatria, le posizioni ufficiali su profilo dell'odontotecnico e accesso alla professione


 

 
 

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