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24 Ottobre 2014

I sindacati medici ed odontoiatrici si alleano per sostenere la professione. A rappresentare i dentisti l'ANDI


Alleanza per la Professione Medica nasce quale  "soggetto che elabora, promuove e sostiene unitariamente ogni possibile soluzione al disagio della professione medica, nella interlocuzione con le Istituzioni e con gli altri soggetti del sistema sanitario, in sinergia con gli Ordini professionali, rappresentativi di tutto il mondo medico e odontoiatrico".

Ecco il manifesto integrale sottoscritto da: AAROI EMAC, ANDI, CIMO, FESMED, FIMMG, FIMP, SUMAI.

In questo difficile momento per il nostro Paese, e per il Servizio Sanitario in particolare, le organizzazioni che aderiscono ad ALLEANZA PER LA PROFESSIONE MEDICA avvertono il disagio diffuso fra tutti i medici, la cui gravità è tale da mettere a rischio il corretto svolgimento della loro attività professionale e la loro stessa serenità.

Non volendo affrontare passivamente tale disagio, intendiamo avanzare proposte concrete e utili per il suo superamento, al fine di prevenire le possibili ricadute negative, sulla qualità delle cure percepita dagli assistiti, sulla qualità di vita del medico e sui costi aggiunti che indirettamente si vengono a determinare a carico del Servizio Sanitario.

I profondi cambiamenti intervenuti in questi anni nella sanità italiana, in termini di formazione universitaria, di organizzazione aziendale e di rapporti fra le professioni, hanno fortemente contribuito a rendere meno chiaro il ruolo del medico, agli occhi del management e degli assistiti, favorendo in alcune aree del paese delle errate interpretazioni dei ruoli e delle competenze.

L'importanza crescente che ha assunto il contributo di altri professionisti della salute nei processi assistenziali più complessi, che richiedono l'integrazione di competenze diverse all'interno di una equipe, non è stata supportata dalla necessaria chiarezza sui ruoli che ciascun professionista è chiamato a svolgere e sull'identificazione delle rispettive competenze e responsabilità.

Le legittime istanze di risarcimento avanzate dagli assistiti che hanno subito un danno, attivo o omissivo, quando vengono amplificate da irresponsabili speculazioni, esercitano un effetto stressante sul medico e sulla sua attività professionale e lo inducono a seguire dei percorsi diagnostico-terapeutici più lunghi e costosi al fine di evitare umilianti e dispendiosi procedimenti civili e penali.

E' evidente l'inadeguatezza dei percorsi formativi che, dopo la laurea e gli anni della specializzazione licenziano il medico con una preparazione incompiuta, che dovrà trovare completamento sul campo, dove sarà obbligato a pagare onerose polizze assicurative, già prima di poter esercitare la professione in maniera remunerata.

Il sistema contrattuale, sia del dipendente che del convenzionato, è diventato insoddisfacente dal punto di vista del trattamento economico e del riconoscimento professionale. All'assenza di stimoli di carriera, si aggiunge, infatti, la mancanza di adeguati incentivi economici e professionali. Di converso, per attività libero professionali si assiste ad un continuo incremento dei costi di gestione.

A fronte di tutto questo il medico si trova nella condizione di dover onorare contemporaneamente due contratti, quello con l'assistito e quello con la struttura sanitaria, in un contesto giurisprudenziale e deontologico che privilegia il primo ed uno amministrativo gestionale che privilegia il secondo.

Ciò sinteticamente premesso, ALLEANZA PER LA PROFESSIONE MEDICA si pone come soggetto che elabora, promuove e sostiene unitariamente ogni possibile soluzione al disagio della professione medica, nella interlocuzione con le Istituzioni e con gli altri soggetti del sistema sanitario, in sinergia con gli Ordini professionali, rappresentativi di tutto il mondo medico e odontoiatrico, ai quali chiediamo di farsi parte attiva in questo percorso.

In particolare proponiamo:

- di promuovere e difendere nel profilo giuridico di appartenenza (dipendente o convenzionato) l'indispensabile autonomia decisionale del medico, che deve sostanziarsi anche nella possibilità di partecipare concretamente al governo del contesto organizzativo in cui esercita la propria attività professionale;

- di sostenere la necessità che il medico, comunque responsabile della strategia diagnostica, terapeutica e riabilitativa del paziente, sia in possesso degli strumenti normativi per verificare e vincolare tutti i professionisti che intervengono nel processo assistenziale di cui è responsabile, anche negoziando i livelli di autonomia e responsabilità degli stessi;

- di promuovere una diversa progressione professionale e di carriera nel corso della vita lavorativa che esalti la sfera professionale, anche attraverso una valutazione/certificazione periodica delle abilità professionali individuali, perseguendo una valorizzazione fondata su indicatori di appropriatezza, processo e risultato, in una logica meritocratica;

- di promuovere una diversa definizione della responsabilità professionale e la sostituzione in campo sanitario del diritto al risarcimento con quello di indennizzo (salvo che per colpa grave o dolo), perché non si può paragonare il danno colposo da incidente sul lavoro o da incidente stradale con quello che deriva da un trattamento diagnostico o terapeutico. Nell'ambito di ciò si rivendica anche la definizione di specifiche tabelle di indennizzo;

- di rivendicare una corretta programmazione delle attività formative universitarie, sia per quanto riguarda i tempi e le modalità di accesso al corso di laurea, alle specialità universitarie e al corso di formazione in medicina generale, sia per quanto riguarda i contenuti e i luoghi di formazione specialistica, propedeutico per la successiva immissione nel mondo del lavoro;

- di recuperare l'autonomia e la centralità del proprio ruolo, all'interno del SSN, attraversa un'area di contrattazione specifica per il medico dipendente.

- di salvaguardare la libera professione medica ed odontoiatrica dalla sempre più incombente pressione burocratica e fiscale.

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