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07 Giugno 2010

Dai prestiti personali ai pazienti un aiuto all’odontoiatra

di Andrea Telara


Prestiti personali e cure odontoiatriche: fino pochi anni fa erano due mondi separati, distinti e distanti tra loro, persino inconciliabili. Ma, da qualche mese, queste due categorie di servizi sembrano aver trovato finalmente un punto d’incontro, dopo che molte famiglie italiane hanno iniziato a tirare la cinghia per far quadrare il proprio bilancio. Già, perché le spese del dentista oggi possono pesare sul portafoglio dei pazienti per diverse centinaia o migliaia di euro, creando non poche difficoltà ai risparmiatori del nostro Paese.
E così, fiutando per tempo il terreno, alcune banche e finanziarie hanno iniziato a proporre prestiti ad hoc per pagare tutte le cure odontoiatriche (o almeno quelle che hanno un costo al di sotto dei 5mila euro). L’ultimo istituto a lanciarsi in questo business, in ordine di tempo, è stato il gruppo Poste Italiane che, dal 20 aprile, ha iniziato a offrire presso i propri sportelli un nuovo finanziamento per la copertura delle spese mediche (comprese quelle del dentista), rimborsabile in un periodo compreso tra 1 e 5 anni (con un piano di ammortamento che varia da 12 a 60 rate). Si chiama Bancoposta Salute ed è un prestito (realizzato in collaborazione con il gruppo Deutsche Bank) sottoscrivibile fino al prossimo 30 giugno. Per accedere al finanziamento, occorre rispettare alcuni requisiti: innanzitutto, i debitori devono avere un’età compresa tra i 18 e i 76 anni e avere un reddito da lavoro dipendente o da pensione.
Inoltre, i beneficiari del prestito devono risultare anche titolari di un conto Bancoposta, su cui verranno addebitate automaticamente le rate mensili previste dal piano di rimborso. Per accedere alla richiesta di finanziamento, è sufficiente recarsi negli uffici postali e presentare, oltre ai documenti d’identità e all’ultima dichiarazione dei redditi, l’originale di uno o più preventivi delle spese mediche o delle cure dentistiche che il debitore sta per sostenere. Il tasso d’interesse applicato sul prestito è abbastanza conveniente: circa l’8% all’anno, contro una media del mercato di oltre il 10%. Tradotte in cifre, queste condizioni comportano il pagamento di una rata di poco superiore a 100 euro al mese, per rimborsare, in cinque anni, un finanziamento del valore complessivo di 5mila euro. Si tratta indubbiamente di cifre alla portata di tutte le tasche, o quasi, compatibili con il tenore di vita di un risparmiatore medio. Il gruppo Poste Italiane, però, trova già sul mercato non pochi, temibili concorrenti.
Tra le maggiori società attive nel credito al consumo, ci sono infatti altri cinque operatori disposti a finanziare i pazienti degli studi odontoiatrici e degli ambulatori medici. Si tratta di Agos-Ducato, Santander, Findomestic, Fiditalia ed Elastys, che offrono alla clientela prestiti ad hoc, con tassi che variano tra il 7,2% e il 13,8% all’anno. Chi è disposto a indebitarsi per pagare il dentista, dunque, non ha che l’imbarazzo della scelta. Se il peso della rata risulta sostenibile (cioè se un risparmiatore non ha già sottoscritto altri prestiti), l’accensione di un finanziamento può rappresentare un’ottima soluzione. Anche chi esercita la professione di odontoiatra, però, ha il proprio tornaconto. Un paziente che può accendere un prestito, infatti, è sempre in grado di pagare in contanti tutte le parcelle dovute, evitando ai professionisti il rischio di subire insoluti o ritardi negli incassi. Per questo, lo sviluppo del credito al consumo rappresenta indubbiamente un’opportunità per tutti i titolari degli studi dentistici. Non a caso, gli operatori molto ben strutturati, come quelli che partecipano ad alcuni franchising, hanno incluso nella propria gamma di servizi anche delle forme di pagamento agevolato.
Ci sono poi alcune società del credito al consumo che propongono ai dentisti di tutta Italia vere e proprie convenzioni: chi offre la sottoscrizione del prestito ai propri pazienti può infatti accollarsi una parte delle spese (per esempio i costi d’istruttoria sul debitore di solito sostenuti dalla banca finanziatrice). La logica che sta alla base della partnership tra odontoiatri e operatori del credito al consumo è molto semplice: il dentista ha tutto l’interesse a offrire un finanziamento ai pazienti, e come contropartita la banca chiede al titolare dello studio di corrispondergli una piccola commissione. L’importo pagato dal professionista dipende molto dalle condizioni dei singoli contratti, ma in genere si aggira sull’1% dell’intero ammontare del prestito (per esempio 50 euro su una somma di 5mila euro). Il mondo dell’odontoiatria e quello del credito al consumo, insomma, stanno iniziando a lavorare fianco a fianco per trarre reciproco vantaggio. Senza dimenticare, però, che il principale compito del dentista non è certo quello di svolgere il ruolo di intermediario finanziario, ma di assistere i pazienti nel miglior modo possibile. Il settore del credito, inoltre, offre diverse opportunità agli odontoiatri anche per altri importanti aspetti della loro professione. Ci sono infatti non poche banche e finanziarie che oggi propongono prestiti per i titolari degli ambulatori che vogliono effettuare un investimento nello studio, per esempio comprare macchinari, rinnovare gli arredi o dotarsi di una strumentazione al passo con i tempi. Alcuni istituti di credito (come IntesaSanpaolo, Bnl, Monte dei Paschi di Siena o la Banca Popolare di Sondrio) hanno stipulato delle apposite convenzioni con l’Enpam, l’Ente nazionale di assistenza e previdenza dei medici e degli odontoiatri. I camici bianchi iscritti a questo istituto, possono infatti accedere a un prestito a condizioni agevolate, con tassi che variano di solito tra il 5 e l’8% all’anno, inferiori di almeno 2 o 3 punti rispetto alla media del mercato.
Prima di aderire a queste offerte, però, è bene comunque informarsi sui prestiti erogati anche da altre società non convenzionate con l’Enpam. Esistono infatti alcuni operatori del credito al consumo (come Agos ed Elastys) che sono disposti a finanziare i professionisti del mondo sanitario per l’acquisto di beni strumentali alla loro attività. Prima di scegliere la banca o la finanziaria è poi bene informarsi adeguatamente su alcuni aspetti importanti del credito al consumo. I parametri da prendere in considerazione per giudicare la convenienza di un finanziamento sono soprattutto due. Il primo è il Tan (tasso annuo nominale), un valore che viene espresso in termini percentuali e che indica la quota di interessi passivi applicati ogni anno dalla banca sul debito ancora da rimborsare. Molto più importante del Tan è però il Taeg (tasso annuo effettivo globale). È un indicatore che misura tutti i costi del finanziamento e che tiene conto, oltre che degli interessi passivi annui, anche delle spese accessorie (di istruttoria e di perizia) applicate solitamente dall’istituto di credito o dalla finanziaria. Si tratta dei costi necessari per effettuare tutti gli accertamenti sul merito di credito del debitore, partendo dall’analisi dei suoi redditi e della situazione familiare.

GdO 2010;9

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