A chiudere definitivamente la questione sulla possibilità per gli iscritti all’Albo degli odontoiatri di essere “arruolati” per somministrare il vaccino anti Covid, ci ha pensato il Commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri che venerdì 11 dicembre, ha pubblicato “l'avviso pubblico per assumere con un contratto a tempo determinato fino a 3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari”.
Per “i laureati in medicina e chirurgia abilitati all’esercizio della professione medica e iscritti agli albi professionali” un contratto della durata di 9 mesi con uno stipendio lordo di 6.538 euro, per i “professionisti sanitari appartenenti ai profili di infermiere e assistente sanitario iscritti ai rispettivi albi professionali” stessa durata del contratto e stipendio lordo pari a 3.077 euro.
Se qualche doppio iscritto, in attività o in pensione, volesse candidarsi è possibile presentare la domanda dal 16 dicembre fino al 28 dicembre a questo link.
Definitivamente chiuso, quindi, il (timido) dibattito interno alla categoria sulla somministrazione dei vaccini se ne apre un altro: i dentisti, igienisti dentali, ASO e personale dello studio saranno tra i soggetti che avranno la priorità di ricevere il vaccino?
Stando alle dichiarazioni del Ministro della Salute e dei vari “esperti” sembrava di si: la priorità sarà data al personale sanitario più a rischio nella cura dei pazienti.
Poi entra in gioco il politichese e le certezze cominciano a vacillare.
Il Piano vaccini pubblicato dal Ministero della Salute nei giorni scorsi prevede, visto che le dosi arriveranno scaglionate nel tempo e quindi nella fase iniziale in cui la disponibilità sarà limitata (il Ministro Speranza ha annunciato che già nei primi giorni di gennaio potrebbero arrivare le prime forniture) sarà “necessario definire delle priorità in modo chiaro e trasparente, tenendo conto delle raccomandazioni internazionali ed europee”.
E poi segue l’elenco delle categorie da vaccinare in via prioritaria nelle fasi iniziale, ed al primo posto gli “operatori sanitari e socio sanitari”. Le altre categorie inserite tra quelle di “fascia prioritaria”: i residenti e personale dei presidi residenziali per anziani e le persone di età avanzata.
Quindi, almeno dentisti ed igienisti dentali, se volgiamo rimanere nella pura definizione lessicale indicata dal profilo professionale, rientrano tra gli operatori sanitari e quindi tra le categorie prioritarie.
Il Ministero ha poi non solo motivato il perché sono state inserite queste categorie tra le prioritarie, ma è anche andato a, “meglio”, specificare chi rientra in quelle determinate categorie.
Ed ecco nascere i dubbi, perché quando il funzionario ministeriale tenta di chiarire, in realtà, spesso complica. Salvo per le persone di età avanzata (era quasi impossibile non essere chiari, visto che bastava indicare un numero) i primi dubbi arrivano già per capire quali siano da considerare i “presidi residenziali per anziani”, visto che vengono citate solo le RSA. Per gli operatori sanitari e sociosanitari, direte voi, era però impossibile non riuscire ad indentificare con precisione, visto che è chiaramente indicato nella legge istitutiva dei singoli profili professionali.
Ed invece è proprio sull’ovvio, su quanto sembrerebbe inequivocabilmente certo che, il politichese, dà il meglio di sé.
Questa la definizione riportata nel documento ministeriale:
“Operatori sanitari e sociosanitari: Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all'infezione da COVID-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Inoltre, è riconosciuto che la vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari in prima linea aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario. La priorità di vaccinazione di questa categoria è supportata anche dal principio di reciprocità, indicato dal framework di valori SAGE e rappresenta quindi una priorità assoluta”.
Quindi, indubbiamente, dentisti ed igienisti “hanno un rischio più elevato di essere esposti all'infezione da COVID-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali”.
Quindi è vaccino si.
Però se l’obiettivo della vaccinazione è quello di aiutare a mantenere la “resilienza del servizio sanitario”, allora sono esclusi, e comunque dentisti ed igienisti dentali non sono accreditati.
Quindi è vaccino no.
Che risposta accendiamo?
Non chiedetemi cosa vuole dire “categoria supportata dal principio di reciprocità, indicato dal framework di valori SAGE”. L’ho anche certato su Google senza successo. Lo so, sono un ignorante.
Chi verrebbe comunque escluso, anche considerando il solo profilo professionale sono le ASO. Però anche loro sono a rischio e potrebbero mettere a rischio i pazienti.
Non entro nel merito degli odontotecnici, troppo complicato ipotizzare e comunque oggi ci sono le impronte digitali e ci sono le video chiamate.
Per ricordare che il settore odontoiatrico cura e riabilita le persone e che gli operatori tengono per otto ore il naso nella bocca dei pazienti, CAO e FNOMCeO hanno annunciato che nei prossimi giorni invieranno una nota al Ministro Speranza chiedendo chiarimenti, sollecitando d’inserire tra le categorie prioritarie anche ASO ed il personale di studio.
E credo, spero, che il Ministero non avrà problemi a chiarire che anche il Team odontoiatrico è composto da operatori sanitari (certificati o affini) inserendoli tra coloro che riceveranno per primi il vaccino. Anche perché considerando un milione e 400 mila gli operatori sanitari stimati come “prioritari”, non sposterebbe nulla neppure in termini numerici prevedere di vaccinare anche gli operatori odontoiatrici, visto che nella prima fase è prevista la somministrazione di quasi 7 milioni di dosi.
E non è neppure una questione di voler escludere sempre l’odontoiatria. E’ che l’odontoiatra nel Sistema Sanitario Nazionale è diventata talmente una anomalia -l’unica professione sanitaria (così come qualche fisioterapista, medico estetico e pochi altri) a non essere accreditata con i SSN- che si finisce sempre per dimenticarla, quando c’è da dare aiuti e priorità.
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