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14 Marzo 2018

Ristrutturare o aprire un nuovo studio, i consigli dell’architetto

Le differenze tra le richieste di chi investe in strutture grandi o piccole e quanto le norme condizionano le scelte


ArchMedO è un network di progettisti presenti sul territorio nazionale che propone una consulenza a 360°che può andare dal semplice restyling fino alla ristrutturazione completa o la realizzazione ex-novo dello studio odontoiatrico. Confort, immagine, rispetto delle normative, accessibilità dei pazienti, costi sono alcuni degli aspetti che il professionista che intende riorganizzare il proprio studi o aprirne uno nuovo considera. Abbiamo chiesto all’architetto Mario Redaelli, coordinatore del gruppo, di dare qualche consiglio a chi sta valutando di modificare l’esistente o di realizzarne uno nuovo.      

Quali sono le tipologie di studi che seguite? Ci sono richieste che accomunano medie e piccole strutture e quali le differenziano?  

Nella nostra esperienza possiamo vantare realizzazioni sia di grande rilievo che studi di dimensioni contenute; in entrambi i casi ogni progetto è pensato nei minimi dettagli affinché rispecchi fedelmente la personalità del medico. Un’incidenza notevole è quella relativa al rifacimento e/o ammodernamento degli impianti. Chi decide di ristrutturare lo studio investe molto in questo aspetto e chiede più predisposizioni possibili per non precludersi in futuro la possibilità di implementare le proprie attrezzature (monitor, microscopi etc..). La tendenza riscontrata è di investire in ciò che può agevolare il lavoro di tutti gli operatori presenti in studio (rete dati interna, connessione tra i locali, gestionali..) a discapito di altre forniture più tradizionali. La differenza più evidente tra le strutture consiste negli spazi accessori dedicati a set fotografici, sala riunione etc.. che negli studi di piccole dimensioni non sono contemplati.  

Si deve aprire un nuovo studio, quali locali sono consigliati? Il locale piano strada per la struttura più organizzata mentre l’alloggio ai piani più alti per lo studio monoprofessionale?  

Tendenzialmente si preferisce scegliere strutture collocate ai piani bassi (terra o rialzato) per favorire l’accessibilità alle persone diversamente abili senza coinvolgere adeguamenti condominiali e avere maggiore visibilità.  

Chi volesse intervenire su di uno studio già operativo da anni, quali gli interventi consigliati?  

Innanzitutto bisogna partire da un’analisi attenta dell’immobile, la condizione in cui versa e le necessità del cliente. Come si potrà intuire, un investimento sul restyling dei locali di relazione (sala d’attesa, reception, corridoi distributivi) consente di incidere sull’impatto estetico dello studio, offrendo una nuova immagine con tempi e costi relativamente contenuti. Abbinando a questo intervento un piccolo investimento nel campo del webdesign, (restyling del logo, nuovo sito internet, brochure e cartacei coordinati) si crea un’immagine coordinata ottimale per la comunicazione.  

Sono più gli studi nuovi che vengono aperti oppure quelli che si riorganizzano magari spostandosi perché i locali non sono più funzionali.  

In base alla nostra esperienza ci sono un 30% di studi aperti ex-novo e un 70% di ristrutturazioni/restyling di strutture esistenti. Le dinamiche possono essere differenti e cambiano ogni volta: figli di odontoiatri che ereditano la struttura dal padre, giovani che si associano e aprono nuove strutture oppure dentisti affermati che, per essere aggiornati con i tempi investono nel rifacimento o restyling della struttura.  

Locale clinico, segreteria e sala d’aspetto. Quali le aree più da curare?  

Come già accennato, partendo da una base di locali clinici a norma, il biglietto da visita dello studio rimane il primo impatto con la sala d’attesa e la reception. Nelle nuove realizzazioni l’aspetto clinico sta prendendo sempre più piede come esempio di trasparenza e pulizia e ad esempio sovente realizziamo aree sterilizzazione a vista.  

Le normative sono viste come un impiccio, per la vostra esperienza sono invece utili in funzione della sicurezza del paziente? Quali le principali problematiche nel rispettarle?  

La nostra progettazione viene sempre concordata anticipatamente con le Asl/Ats competenti, proprio perché agendo sull’intero territorio nazionale possono esserci differenze da regione a regione. Il rispetto totale della normativa vigente è garanzia per noi della riuscita della ristrutturazione e per il cliente della bontà dell’investimento. Recentemente possiamo evidenziare una richiesta in crescita per ciò che concerne l’adeguamento dello studio odontoiatrico standard a nuove forme di studio come le società polispecialistiche che hanno requisiti differenti in termini di layout degli ambienti e sono la nuova sfida per noi progettisti.

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