Il paziente presenta sintomi di erosione dello smalto e, come lui stesso confessa, è un “accanito” consumatore di bevande alla cola, tanto da non riuscire a farne a meno. C’è un consiglio che l’odontoiatra può dare in questo caso, sapendo che l’indicazione di eliminare dalla dieta le bibite dolci e gassate cadrebbe nel nulla? Secondo un nuovo studio brasiliano un buon consiglio esiste ed è il seguente: se proprio non se ne può fare a meno, è meglio consumare bevande alla cola di tipo “light”, perché hanno decisamente un minor potere erosivo.
Lo studio, pubblicato sul numero di febbraio del Journal of Dentistry, è stato il primo a verificare gli effetti erosivi delle bevande alla cola in situ, ossia nel cavo orale umano, anziché nelle provette di laboratori come finora era avvenuto. “Per la nostra ricerca abbiamo coinvolto otto giovani volontari, di età compresa tra 21 e 32 anni, a cui abbiamo chiesto di mantenere per due settimane nel cavo orale un apparecchio contenente smalto dentale umano” afferma Daniela Rios, ricercatrice presso il Dipartimento di scienze biologiche dell’Università di San Paolo, in Brasile. “In questo modo, senza mettere a rischio lo smalto dei volontari, abbiamo potuto estrarre l’apparecchio e immergerlo nelle bevande alla cola ‘light’ e ‘normale’ tre volte al giorno per 5 minuti e poi, reinserendolo nel cavo orale, abbiamo potuto ricreare la situazione reale in cui la saliva può svolgere la sua azione protettiva, esattamente come se il soggetto avesse bevuto la bibita”.
Mentre gli studi precedenti condotti in provetta avevano dato risultati contraddittori riguardo al confronto tra le due formulazioni, questa sperimentazione ha fornito dati decisamente in favore della cola in versione “light”. “La bevanda con formulazione ‘normale’, che ha un pH di 2,6, ha mostrato di causare una demineralizzazione dello smalto molto più accentuata rispetto alla versione ‘light’, che ha un pH pari a 3 e quindi è meno acida” spiega la ricercatrice. “Infatti, per quanto anche la formulazione ‘light’ causi demineralizzazione, questa è più limitata e comporta una perdita della superficie dentale decisamente inferiore”.
Ma a cosa è dovuto l’effetto meno erosivo della formulazione “light”? “Sicuramente il potere erosivo delle sostanze acide dipende in gran parte dal valore di pH e in questo caso vi è una differenza tra i due valori ‘piccola’ nei numeri, ma molto significativa rispetto agli effetti sullo smalto; questa, però, potrebbe non essere l’unica spiegazione” afferma infine la ricercatrice. “Mentre entrambe le formulazioni contengono anidride carbonica, una delle sostanze con maggiore potere erosivo tra gli ingredienti delle bibite, esse differiscono per il contenuto di zuccheri poiché la versione ‘light’ li ha sostituiti con l’aspartame. Si ipotizza che la fenilalanina, l’aminoacido prodotto dall’idrolisi dell’aspartame a contatto con la saliva, possa agire come un tampone e limitare l’azione erosiva dell’anidride carbonica e delle altre sostanze acide. Il fatto che l’insieme degli ingredienti della versione ‘light’ creino, per tutte queste ragioni, danni minori allo smalto dentale è oggi assodato ed è un’informazione che può essere fornita ai pazienti, adulti e non, che mettono in pericolo lo smalto dentale con un consumo eccessivo di bevande alla cola”.
“Light cola drink is less erosive than the regular one: an in situ/ex vivo study”
J Dent 2009;37(2):163-6.
GdO 2009; 6
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