La terapia standard e l’integrazione con interventi nutrizionali e trattamenti mirati al microbiota orale; alcune considerazioni della prof.ssa Nardi
L’essere umano non è un insieme di organi, tessuti e apparati ma deve essere considerato un macrorganismo, detto holobionte, in cui vivono, interagiscono, competono e comunicano in simbiosi delle complesse comunità di virus, funghi, batteri e protozoi: il “microbiota”, come definito per la prima volta da Whipps et al. nel 1988. Si deve a Lynn Margulis, biologa evoluzionista americana, il merito di aver dato una visione moderna del rapporto tra organismo ospite e microbi. Fu proprio lei che, infatti, coniò il termine “holobionte” per rappresentare la relazione simbiotica di tutta la vita tra un ospite multicellulare e una vasta diversità di controparti microbiche.
Ogni distretto ha il suo di microbiota: la pelle, la cavità orale, l’apparato urogenitale, il tratto respiratorio e il tratto gastrointestinale e, come descrive Anne M. Estes, docente di Microbiologia Generale alla Towson University del Maryland, il microbiota si estende dal “deserto” secco della pelle al “lago” caldo umido e ricco di sostanze nutritive della bocca, dell’intestino e della vagina. Ognuno è capace di assolvere a specifiche funzioni di presidio “territoriale” attraverso specifici metaboliti in grado di influenzare non soltanto il microambiente locale ma la struttura e la funzionalità di organi posti a distanza da essi. Infatti, si tende ad attribuire simili finalità di modulazione del sistema immunitario dell’ospite, di azione antinfiammatoria, di azione trofica ad ecosistemi diversi in termini di composizione batterica, fungina e virale. Quelli che prima venivano considerati potenziali patogeni (protozoi, funghi, virus e batteri) da contrastare, da distruggere, acquisiscono nuova veste scientifica e vengono riconosciuti come alleati, quasi indispensabili, del nostro organismo.
L’ecosistema microbico del cavo orale è costituito da centinaia di specie microbiche, inclusi batteri, funghi, archaea e virus, in grado di costituire specifiche nicchie ecologiche adeguatamente organizzate nei diversi microhabitat della cavità orale. In particolare, è caratterizzato da una scarsa ricchezza e alfa-diversità pur accogliendo almeno 700 specie batteriche, oltre a funghi e virus, rappresentando, in tal modo, il secondo microbiota dopo quello intestinale in termini di vastità. Negli ultimi anni, la comunità scientifica internazionale, ha posto crescente attenzione al microbiota orale riconoscendolo, non solo come un elemento chiave nella salute del cavo orale, ma anche come un fattore determinante per il benessere sistemico. L’alterazione della biodiversità del microbiota orale, nota come disbiosi orale, è oggi considerata un driver significativo nello sviluppo di numerose patologie, comprese quelle neurodegenerative, autoimmuni e oncologiche.
L’integrazione di protocolli di igiene orale, una dieta equilibrata e l’uso di probiotici ceppo-specifici rappresentano strumenti fondamentali per il mantenimento di un microbiota sano.
L’adozione di un approccio personalizzato, che integri la terapia standard con interventi nutrizionali e trattamenti mirati al microbiota orale, rappresenta una strategia innovativa ed efficace per il mantenimento della salute del cavo orale sia in ambito preventivo che terapeutico integrato.
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