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16 Maggio 2018

Riabilitazione protesica “metal-free” su quattro impianti

Utilizzo di una procedura minimamente invasiva, ricerca italiana pubblicata all'estero

Prof. Andrea Cicconetti

La riabilitazione di arcate edentule è un argomento di interesse nella pratica clinica odontoiatrica. La necessità di questo tipo di procedura può derivare da diverse condizioni: sostituzione di una protesi rimovibile richiesta per motivi funzionali, di comfort ed estetici; perdita traumatica degli elementi dentari; patologie parodontali; pazienti con atrofie dei mascellari.

Attualmente, sono descritte diverse tecniche da vari autori con evidenze scientifiche non sempre chiare. Le varie metodiche si basano su concetti talvolta differenti nell’approccio terapeutico, nei tempi e nei materiali impiegati. La procedura in esame nell’articolo si pone il seguente obiettivo: la riabilitazione fissa a lungo termine dell’arcata inferiore in un modo minimamente invasivo.

A tal fine vengono utilizzati come supporto solo quattro impianti ultra-short (lunghezza <6 mm) del diametro di 4 mm e lunghezza di 5 mm (Bicon), posizionati in sede canino e primo molare per lato. Gli impianti vengono in seguito riabilitati con una protesi realizzata in struttura composita fibro-rinforzata (Trinia, Bicon) sulla quale sono montati denti prefabbricati in composito.

Gli impianti e la protesi sono progettati per distribuire in modo biomimetico e fisiologico gli stress legati al carico. In questo modo nel tessuto perimplantare si crea e si mantiene un osseo di tipo Haversiano vitale e reattivo, in grado di rispondere agli stimoli funzionali.

Tale condizione è indispensabile per il successo a lungo termine che costituisce l’obiettivo primario di tale riabilitazione. Inoltre, vengono analizzati anche i seguenti aspetti legati alla procedura: l’utilizzo del numero minimo di impianti; le fixture inserite direttamente in tessuto osseo nativo senza ricorrere a procedure di innesto e/o rigenerazione; le caratteristiche della struttura protesica, che ne consentono la modificabilità e la riparabilità nel tempo. Questi aspetti possono rendere una riabilitazione potenzialmente complessa e costosa in una procedura di routine.

Le caratteristiche degli impianti e del materiale protesico consentono di eseguire estensioni distali fino a 21 mm supportate da impianti di dimensioni ridotte. Tali caratteristiche bioingegneristiche rendono possibili riabilitazioni di arcate atrofiche in modo estremamente conservativo.


Per approfondire

Passaretti A, Giulia Petroni G, Miracolo G, Savoia V, Perpetuini A, Cicconetti A. Metal free, full arch, fixed prosthesis for edentulous mandible rehabilitation on four implants. J Prosthodont Res 2018 Apr;62(2):264-7.

 
 

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