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10 Ottobre 2018

Il “mercato” delle cure odontoiatriche con uno sguardo al digitale

Attraverso i dati Key-Stone i trend in tema di cure e tecnologie digitali

Nor. Mac.

Quelle è la penetrazione del digitale in odontoiatria ed in particolare nel laboratorio odontotecnico. A quantificarla è stato Roberto Rosso (nella foto), presidente di Key-Stone, con una relazione nell’ambito dell’International ANTLOmeeting in apertura del 1^ Memorial Dino Malfi. La relazione ha avviato la discussione della Tavola Rotonda incentrata sul tema dei dispositivi medici a cui hanno preso parte i vari attori e rappresentanze del settore, nonché del Ministero della Salute. 

L’intervento del presidente dell’istituto di ricerche specializzato nel settore dentale, ha portato all’attenzione dei partecipanti analisi di scenario relative al sistema della domanda e dell’arena competitiva e, più nel dettaglio, dati e trend riguardanti le tecnologie digitali nel laboratorio protesico 

Analizzando i dati macro di scenario, se osserviamo il numero di pazienti che si recano dal dentista durante l'anno, dopo un periodo di crisi in cui i cittadini avevano rinunciato alle prestazioni odontoiatriche, oggi vi sono quasi 2,5 milioni in più di pazienti rispetto a dieci anni fa. Dati confermati da Istat, ma anche dalle ricerche trimestrali Key-Stone che rilevano un aumento dei consumi in termini di volume e numero di pezzi rispetto a dieci anni fa. 

Mentre la situazione dei pazienti è comunque migliorata, nonostante in Italia la percentuale di cittadini che si rivolgono al dentista ogni anno sia di gran lunga inferiore rispetto a molti altri Paesi, la spesa è diminuita: il ticket medio per paziente, infatti, si è ridotto del 14% passando da 444 euro a 380 euro.

Considerando che negli ultimi dieci anni il numero di studi dentistici è aumentato, il panorama attuale è caratterizzato da una maggiore competizione e maggiore affluenza, “ma anche da una diminuzione dei ricavi per dentisti e laboratori dovuta sia alla riduzione progressiva dei prezzi per prestazione sia a una maggiore propensione a rivolgersi al dentista per trattamenti semplici e di prevenzione, così come confermato anche dalle nostre ultime ricerche sulla popolazione”, ricorda Rosso aggiungendo. 

“Numerose ricerche di tracking che stiamo realizzando, dimostrano che circa il 30% degli studi dentistici italiani sta sviluppando oltre il 60% dell'attività odontoiatrica. Si tratta di un tema decisamente interessante perché conferma che si sta già verificando una polarizzazione all'interno di questo settore, con una crescente concentrazione delle performance all'interno del modello tradizionale, indipendentemente dalla concorrenza delle insegne dell’odontoiatria organizzata. Inoltre, siccome vi è una quota di dentisti piuttosto anziana con il 40% degli iscritti all’Albo ormai con oltre 60 anni, potrebbe verificarsi l’abbandono della professione di 25.000 dentisti nei prossimi anni”. Anche l’universo del laboratorio odontotecnico presenta fenomeni di concentrazione, invecchiamento dei titolari e performance strutturali negative per quei laboratori poco evoluti e aperti all’uso di tecnologie digitali.

Complessivamente, la produzione del laboratorio odontotecnico mostra un andamento fortemente negativo dal 2009 a oggi con una gravissima crisi percepita nel biennio 2012-2013 e un rallentamento del trend negativo nell’ultimo biennio. 


Per stare al passo e rapportarsi a pari livello con clienti e fornitori lungo la filiera, una parte dei laboratori da anni hanno iniziato a investire nelle tecnologie digitali, oppure hanno avviato collaborazioni con laboratori attrezzati: i dati rivelano un significativo aumento della percentuale di laboratori che offrono protesi realizzata con tecnologia CAD-CAM (oltre il 60%), in particolare attraverso il full outsourcing.

Una crescita che sembra essersi sviluppata soprattutto tra il 2011 e il 2013, periodo in cui si è assistito a un maggior incremento dei laboratori aperti a queste tecnologie, per poi divenire una vera e propria “corsa al digitale”, nel periodo 2015-2017 grazie agli incentivi fiscali.

“Un trend positivo che non potrà che continuare per essere al passo con l’evoluzione tecnologica, dei materiali e delle richieste dei dentisti”, afferma Rosso.



In questo senso, sono significativi i dati relativi alla domanda di protesi. Un cambio repentino che ha portato la percentuale di dentisti che richiedevano protesi proveniente da flusso digitale a passare dal 22% nel 2015 a oltre il 60% nel 2017.Nonostante ciò: solo il 27% dei laboratori dichiara di possedere almeno uno scanner e meno del 15% dei laboratori possiede un sistema di fresaggio interno. 

“Si tratta di un ulteriore segnale della grande polarizzazione in atto anche in ambito odontotecnico”, conclude il presidente Key-Stone.

“Un comparto nel quale quasi tre laboratori su quattro lavorano con meno di 6 studi dentistici, con enormi rischi di impresa per la continuità lavorativa e lo stato di dipendenza dai clienti”. 


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