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15 Aprile 2020

I dentisti ferraresi “rispettosi”: la stragrande maggioranza sono chiusi

AIO ed ANDI Ferrara hanno cercato di capire quale è stato l’impatto dell’emergenza COVID-19 sulla realtà odontoiatrica locale


Dopo il Decreto “Chiudi Italia” agli odontoaitri è arrivato l’invito dell’Ordine di rimanere chiusi limitando l’attività alle sole urgenze non differibili. Successivamente, il 14 marzo, la Regione Emilia Romagna ha emanato un decreto che imponeva agli studi odontoiatrici di rimanere chiusi, ma con la possibilità di gestire le emergenze. 

Ma come si sono comportati gli odontoiatri ferraresi? 

Lo hanno chiesto ai 210 soci, AIO ed ANDI Ferrara attraverso un questionario anonimo via web inviato il 31 marzo scorso: entro il 7 aprile hanno risposto in 100.“L’obiettivo era quello di conoscere meglio l'impatto che l'emergenza Covid-19 ha avuto, almeno in questa prima fase, sulla realtà odontoiatrica ferrarese”, spiegano in una nota congiunta il presidente AIO Ferrara Cesare Brugiapaglia ed il presidente ANDI Ferrara Marcello Chiozzi

Odontoiatri estensi che si sono dimostrati rispettosi sia delle indicazioni visto che a rimanere chiusi dopo l’invito dell’Ordine (a farlo sono stati l’’87%),  mentre dopo l’ordinanza della Regione hanno seguito le restrizioni l’84%.

Quelli che hanno risposto di essere rimasti comunque aperti, hanno indicato essersi limitati ad eseguire le sole prestazioni concesse. Solo una minima parte (l’11% del 16% che aveva indicato di essere aperto) ha affermato di aver eseguito prestazioni “non necessariamente solo urgenti e non dilazionabili”. 

Tra le domande poste anche quella che voleva indagare se lo studio, pre-emergenza, avesse in studio alcuni DPI come schermi facciali, camici monouso e cuffiette monouso. La quasi totalità ha risposto in maniera affermativa: rispettivamente il 90, l’84 e l’82 per cento mentre, fanno notare dalle due Associazioni, “in una quota non trascurabile, normalmente non li utilizzavano. Si tratta quindi, per questi colleghi, di un importante cambio di gestione della propria metodica di lavoro che dovrà essere adottato al rientro”. 

Odontoiatri ferraresi che indicano come la situazione li preoccupi prevalentemente per l’aspetto economico (lo ha dichiarato il 50,5%), mentre il restante 49,5% per quello sanitario in quanto non è sicuro di poter gestire la sicurezza dei pazienti e dei dipendenti. 

“Abbiamo chiesto agli associati –spiegano ad AIO ed ANDI Ferrara- quale aspetto preoccupasse maggiormente: se quello economico oppure quello sanitario. Inizialmente l’aspetto economico era quello maggiormente votato. C’è stata una sostanziale inversione della tendenza di voto dopo l’apertura, da parte di ENPAM ai contributi di 1000 o 600 euro. Questo non possiamo sostanzialmente dimostrarlo ma, molto probabilmente, chi ha risposto si è sentito un po’ tutelato. Ovviamente se avessimo dato la possibilità di rispondere ad entrambe le possibilità, molto probabilmente, avrebbe ottenuto il 100% delle risposte”. 

Infine con l’ultima domanda si è voluto valutare se gli odontoiatri ferraresi titolari di studio, erano stati in grado di dare mandato al proprio consulente del lavoro di usufruire della Cassa Integrazione in Deroga oppure le ferie o premessi già goduti. Il 70% ha risposto in modo affermativo, il 3% ha risposto di no, pur avendo dei dipendenti. Al 27% non interessava non avendo dei dipendenti.   


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