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19 Marzo 2025

Salute orale: il 40% degli italiani non va dal dentista ma non solo per problemi economici

Il 58% ritiene di non averne bisogno, il 33% pensa di rimandarli mentre il 9% inizierà le cure nei prossimi mesi. Dati positivi sulla prevenzione

Nor. Mac.

dentista monitor riunito

Nella settimana che ha preceduto la Giornata mondiale sulla salute orale che si celebra domani 20 marzo, sono stati molti i dati che hanno fotografato l’abitudine degli italiani di recarsi dal proprio dentista, rilevando le difficoltà nel farlo ma anche per perché vanno. SIdP ha evidenziato la richiesta sempre più crescente di cure finalizzate all’estetica, ma ha anche sottolineato le disparità di accesso alle cure tra Nord e Sud del paese. Federconsumatori ha denunciato le difficoltà dei cittadini italiani di trovare delle risposte dal SSN ricordando le conseguenze di cure non fatte così come di una mancata prevenzione.    

Sul tema ha indagato anche DentalPro, commissionando a Key-Stone un’indagine realizzata su un campione di 10.118 cittadini di età superiore ai 20 anni sul territorio italiano nel 2024, per capire le abitudini in tema di salute orale. Dati che confermano come la relazione tra italiani e salute orale sia contrastata: il 40% dei nostri concittadini non si è rivolto ad un dentista nell’ultimo anno, il 33%, pur avendo bisogno, pensa di rimandarli e solo il 9% inizierà le cure nei prossimi tre mesi. Ma il dato che potrebbe fare più riflettere è quello del 58% degli italiani che dal dentista non ci è andato perché ritiene di non averne bisogno.   

Quindi sembrerebbe ancora molto consolidata l’idea che dal dentista ci vai solo se hai un problema.    

Ricerca di DentalPro che, fortunatamente evidenza un altro lato che va in contro tenenza con quello appena esposto, quello sulla prevenzione. La ricerca indica come oltre 6 italiani su 10 (66%) si sono sottoposti all’igiene dentale professionale negli ultimi 3 mesi del 2024, con un aumento di oltre il 34% rispetto al trimestre precedente. Verso la prevenzione sono più attenti chi risiede nel Nord Est (71%) e la popolazione di età compresa tra i 20 e i 49 anni (72%). Oltre al territorio e all’età, si evidenziano differenze anche in base la stagionalità con un picco nei mesi di giugno e dicembre 2024 (74%). Oltre all’igiene professionale, gli italiani si sono recati dal dentista per otturazioni e ricostruzioni dentali (24% con una diminuzione di oltre il 35% rispetto al trimestre precedente) e per estrazioni dentali (13% e -61% rispetto al trimestre precedente).    

Ma chi è andato dal dentista in Italia nell’ultimo anno?    

Se l’accesso alle cure odontoiatriche non è così differente in base al sesso (61% degli uomini, 64% delle donne), vengono confermate le discrepanze tra aree geografiche: nelle regioni meridionali e insulari solo il 59% si è recato dal dentista, percentuale che migliora al Centro e al Nord Est (65%) e al Nord Ovest (64%). Come oramai noto i fattori socio-economici influiscono sulle abitudini legate alla salute orale: chi possiede, infatti, un titolo di studio o un reddito elevato si è sottoposto nell’ultimo anno a visite o trattamenti odontoiatrici. Inoltre, ad incidere sulle cure dal dentista è anche l’età: se tra i 20 e i 59 anni i valori sono superiori (circa il 70% rispetto alla media nazionale del 62%) e tra i 60-69enni leggermente inferiori (61%), risulta significativo che solo il 39% degli over 70 si sia recato dal dentista nell’ultimo anno. Emerge, quindi, una maggiore attenzione alla salute orale tra i più giovani rispetto agli over 60.    

“I dati emersi dalla ricerca sottolineano la necessità di una maggiore sensibilizzazione sull’importanza della salute orale, tema centrale della Giornata Mondiale della Salute Orale”, commenta il dottor Samuele Baruch, Direttore del Comitato Medico Scientifico del Gruppo DentalPro. “Ancora troppe persone trascurano i propri denti, pertanto, è fondamentale continuare a promuovere la cultura della prevenzione e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di avere una bocca in salute, anche per chi pratica sport sia a livello agonistico, che amatoriale”.      


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