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05 Novembre 2025

Contratto nazionale degli specialisti ambulatoriali nel SSN, firmato l’accordo

Aumenti economici e arretrati anche per gli odontoiatri del SSN. La (parziale) soddisfazione del SUMAI le critiche del UILFP


Asl accettazone

Il 4 novembre 2025 è stato firmato il verbale di pre-intesa per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) 2022–2024 relativo alla Specialistica Ambulatoriale Convenzionata Interna, che coinvolge anche veterinari, psicologi, biologi e chimici. La firma definitiva è attesa nei prossimi giorni.

Il contratto, di natura esclusivamente economica, prevede:

  • Un incremento retributivo del 5,78% al netto degli oneri previdenziali e fiscali.
  • Arretrati per gli anni 2022 e 2023.
  • Incrementi a partire dal 1° gennaio 2024.

Gli importi complessivi (2022–2025) sono:

  • Medici e veterinari: € 9.418,94 di arretrati + € 4.388,96 annui di incremento (€ 337,61 mensili).
  • Biologi, chimici, psicologi: € 4.388,36 di arretrati + € 2.033,63 annui di incremento (€ 156,43 mensili).

SUMAI Assoprof, principale firmatario, ha espresso soddisfazione per il risultato, definendolo un “parziale ma significativo ristoro economico” per una categoria che ha perso tra il 7% e l’8% del potere d’acquisto negli ultimi anni. È stata inoltre introdotta una misura di perequazione retributiva per ridurre il divario tra medici/veterinari e le altre professioni sanitarie.

Di parere opposto l’UILFP SAI, Dipartimento Nazionale Specialisti Ambulatoriali Convenzionati, manifesta profonda insoddisfazione per le proposte economiche contenute nell’ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale (ACN). UILFP SAI ritiene che gli arretrati relativi agli anni 2022 e 2023 risultano del tutto irrisori e non consentono neppure un parziale recupero dell’inflazione maturata nel periodo post-pandemico. L’incremento stipendiale del 5,78%, inoltre, viene suddiviso in modo penalizzante: 70% sulla quota fissa e 30% sulla quota variabile, legata a futuri accordi regionali o aziendali e quindi non garantita. Anche le organizzazioni sindacali più moderate avevano richiesto una quota fissa almeno pari all’80%, sottolinea UILFP. In base alle simulazioni, l’aumento netto effettivo non supererebbe 60–80 euro mensili per un incarico di 38 ore settimanali.

La UILFP ritiene che l’aumento del 5,78% debba essere riconosciuto per intero e uniformemente su tutto il territorio nazionale, senza differenze legate alla contrattazione locale. "La proposta economica della parte pubblica non valorizza adeguatamente il ruolo e l’impegno degli specialisti che, insieme a tutte le categorie mediche, hanno sostenuto la ripresa sanitaria dopo la pandemia".

La UILFP SAI –sottolinea Domenico Buggè (nella foto) Responsabile Nazionale Dipartimento Specialisti Ambulatoriali UILFP- ribadisce la propria contrarietà a un accordo che non riconosce adeguatamente il valore professionale e umano degli specialisti ambulatoriali convenzionati e conferma il proprio impegno a tutela della categoria e della qualità del Servizio Sanitario Nazionale”.


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