Un dentista che guarda al futuro con un pizzico di ottimismo, oppure di rassegnazione, ma che nonostante tutto continua a credere nella professione e per questo investe in formazione e guarda con interesse alle nuove tecnologie.
Questa la fotografia scattata dal Servizio Studi ANDI e presentata venerdì 22 maggio a Rimini durante il Congresso degli Amici di Brugg.
Un dentista certamente provato dalla crisi che sta interessando il nostro Paese da quasi un decennio ma di cui, probabilmente, si comincia a sentire allentare la morsa.
"L'anno appena trascorso e soprattutto questa prima parte del 2015 -ha detto il presidente ANDI Gianfranco Prada salutando i presenti- sono stati caratterizzati dalla volontà della professione di reagire e di rilanciarsi rispetto alla crisi strutturale che l'ha colpita insieme a tutto il Paese. Gli spiragli di superamento della crisi economica determinati più da fattori sia sovranazionali che da politiche italiane hanno avuto il merito di ridare un po' di fiducia alle famiglie e spingerle a tornare ad "investire" anche nel prezioso bene-salute. E questa moderata fiducia si comincia a vedere anche nei nostri studi, nonostante le difficoltà siano ancora tante".
Segnali di ripresa che non possono dare ancora effetti tangibili negli studi odontoiatrici, ha ricordato il Coordinatore del Servizio Studi ANDI Roberto Callioni presentando i dati.
"Come medici sappiamo bene che finita l'infezione l'organismo rimane debilitato ancora per qualche tempo. Così non è pensabile che gli effetti di una ripresa, peraltro moderata, siano immediatamente riscontrabili nei nostri studi. Dai dati raccolti attraverso l'analisi congiunturale abbiamo colto, comunque, da parte dei colleghi un atteggiamento meno negativo, probabilmente in un quadro di consapevolezza del cambiamento in atto".
L'indagine del Servizio Studi ANDI è stata condotta attraverso un questionario inviato online e risulta rappresentativa dei dentisti italiani iscritti all'Albo degli odontoiatri.
Sul fronte dell'esercizio della professione non vi sono,ovviamente, grandi novità rispetto a quanto evidenziato da altre indagini e da quelle già presentate negli anni scorsi dal Servizio Studi, "è una indagine Congiunturale", chiarisce Callioni, "da un anno all'altro non possono esserci delle rivoluzioni".
Il dentista "tipo" fotografato è un libero professionista che nel 77,2% dei casi svolge la propria attività come titolare o contitolare; solo 0,8% è dipendente mentre i collaboratori sono il 22%.
La maggior parte dei titolari (62,9%) esercita la propria attività in un solo studio mentre il 25,4% anche in un secondo studio. Rispetto allo scorso anno sono calati i dentisti (-8,2%) che esercitano la propria attività in un secondo studio, conseguenza di una riorganizzazione in funzione di un abbattimento dei costi. Anche sul forte dipendenti si conferma la caratteristica "ambulatoriale" degli studi odontoiatrici italiani composti prevalentemente dal titolare e dall'assistente. Il 33,3% ha un dipendente, il 26,6% due, mentre a dichiarare di non averne nemmeno uno il 15,5%.
I dati sulle specialità praticate evidenziano come il dentista italiano sia ancora "tuttologo" visto che ogni professionista esegue direttamente 6-7 specialità. Conservativa ed endondonzia (89,2%), protesi (80,4%), igiene e prevenzione (80,3%), odontoiatria generale (76,6%), chirurgia orale (62,4%), implantologia (60,9%), odontoiatria infantile (52,7%), parodontologia (50,8%), ortodonzia (50,6%) le specialità più praticate.
Fanalino di coda due specialità cliniche, gnatologia (28,5%) e patologia orale (21,3%), forse a dimostrazione della vocazione più riabilitativa che medica dei dentisti italiani. Sul fronte differenza tra sessi, come anche Odontoaitria33 aveva evidenziato nella sua ricerca, l'implantologia è decisamente al maschile mentre le pratiche dove ci vuole più pazienza, odontoiatria infantile ed ortodonzia, è sono prevalentemente praticate da donne.
Sul fronte crisi il dato che conferma una, seppure piccola, ripresa è quello che ha misurato i tempo dedicato a lavoro. Il 52,2% dei dentisti ha dichiarato che è coerente mentre il 40,2% ritiene che avrebbe altro tempo per curare altri pazienti otre a quelli già in cura. C'è invece un 7,7% di dentisti che dedicano a lavoro più tempo della disponibilità reale. Rispetto al 2013 a dichiarare di dedicare un tempo coerente al proprio lavoro era il 48,4%.
In prevalenza sono i dentisti in età avanzata (67,7% degli over 65) ad indicare di avere dedicato al lavoro un tempo inferiore alle proprie possibilità, ma questo potrebbe essere influenzato, come ha ricordato lo stesso Callioni, anche dalla scelta dei dentisti vicino alla pensione di lavorare di meno. "C'è anche da considerare -aggiunge il Coordinatore del Servizio Studi ANDI- che con il passare dell'età fare il dentista, lavoro prettamente manuale, diventa sempre più faticoso oltre a richiedere più tempo".
Nel 2014, rispetto al 2013, l'andamento economico degli studi odontoiatrici italiani è stato sostanzialmente invariato (42,3%) con dei piccoli segnali positivi (13,3%).
A dichiarare problemi prevalentemente le fasce di età over 56 anni con lo studio al Centro Italia.
In un arco temporale più ampio, 2010-2014, il dato non cambia: nel 2010 i dentisti avevano dichiarato che i propri ricavi erano rimasti invariati (42,1%) o erano aumentati (12,5%).
Dati sui ricavi condizionati, indubbiamente, dal fatto che dal 2008 i dentisti italiani (59,0%) non aumentano le proprie tariffe, anzi il 30,4% le hanno persino ridotte e questo nonostante gli aumenti dei costi di materiale, attrezzature e gestione dello studio.
Tra le cause indicate per i minori ricavi ovviamente la mancanza di pazienti derivati dalla crisi (74,4%), ma la principale difficoltà dichiarata è stato il peso crescente dei costi per adempimenti e tasse (87,9%), il ritardo dei pagamenti da parte dei pazienti (71,5%) e la concorrenza ma non delle grandi strutture ma di abusivi (47,2%) e dei giovani colleghi (28,4%).
E sul problema della pletora Callioni ha nuovamente auspicato la necessità di rivedere l'accesso alla professione perché "oltre 59mila professionisti (i dati presentati si riferivano agli iscritti all'Albo al settembre 2014, ma sappiamo che al 31 dicembre 2014 hanno superato quota 60 mila) sono troppi".
Cercando di capire come i dentisti si stanno o si sono organizzati per superare la crisi, l'indagine ha rivelato che i dentisti italiani hanno investito nella propria formazione professionale (60,6%), adattato e diversificato le tariffe in base al tipo di pazienti (44,1%), investito nello studio (39,8%), organizzato lo studio in modo più produttivo ed efficiente (39,5%), risparmiato nelle spese dello studio (35%), investito nella formazione del proprio personale (22,5%), ridotto la dimensione dello studio o il numero dei dipendenti (18,7%).
Simili le percentuali per le azioni che i dentisti dichiarano di voler attivare nel 2015.
Dato interessante, a fronte del dibattito che l'argomento sempre suscita tra la professione, il 58,9% di dentisti che dichiara che ha attivato o intende attivare una convenzione con fondi, assicurazioni o strutture pubbliche.
Manageriali (56,5%), innovazione tecnica (50,2%) e tecnologica (42,1%) le principali aree di competenza verso le quali i dentisti italiani vorrebbero investire.
Dati sicuramente innovativi quelli che hanno cercato di capire il grado di conoscenza dei dentisti in tema di previdenza e pensioni lanciano certamente un allarme al sistema.
In media, i dentisti dichiarano di conoscere poco o molto poco (67,5%) le questioni previdenziali e pensionistiche. Una disinformazione o disattenzione presente in tutte le fasce di età, anche quelle più vicine al termine della propria attività.
Scarsa attenzione che si ripercuote nelle scelte fatte per garantirsi un tenore di vita decoroso al termine del percorso lavorativo visto che solo il 47,5% dei dentisti ha aderito ad un fondo pensione complementare ed il 16,5% ha riscattato gli anni di laurea ai fini pensionistici.
Poca conoscenza che si conferma anche quando viene chiesto quando pensano di andare in pensione.
Il 45% pensa di farlo tra i 66 ed i 70 anni mentre il 30,3% prima dei 65 anni, forse dimenticando che le attuali norme li costringeranno a superare il 68 anni di età. Forse più realistico il 24,6% dei dentisti che prevede di andare in pensione oltre i 70 anni.
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
eventi 22 Maggio 2026
Il 64° Congresso scientifico disegna il futuro dell’odontoiatria, ricco il programma scientifico. Non mancheranno le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della...
O33patologia-orale 16 Febbraio 2026
Una ricerca italiana ha indagato come l’asse intestino–cervello–mandibola influenza sensibilizzazione e infiammazione e perché potrebbe cambiare la...
cronaca 04 Febbraio 2026
Ad oggi i candidati sono il Vicepresidente Vicario uscente Corrado Bondi ed il presidente ANDI Trento Tomaso Conci
O33ortodonzia-e-gnatologia 29 Gennaio 2026
Uno studio chiarisce il legame tra ansia, serramento dentale e dolore. Il profilo psicologico come elemento centrale nella pratica clinica.
O33ortodonzia-e-gnatologia 12 Gennaio 2026
Vi sono differenze cliniche e psicologiche rilevanti per la pratica odontoiatrica? Una ricerca ha cercato di indagare
Per la scelta si punta sullo studio tradizionale ma crescono studi in franchising e convenzionati
cronaca 06 Dicembre 2016
La vittoria del No al referendum costituzionale e le dimissioni del premier Matteo Renzi (nella foto il momento dell'annuncio dele dimissioni), con conseguente crisi di Governo, potrebbero portare...
approfondimenti 16 Maggio 2016
Un odontoiatra che si ritiene mediamente più bravo degli altri dentisti, che non sa quanto ha investito per la sua professione negli ultimi tempi e che teme principalmente la concorrenza dei...
approfondimenti 27 Aprile 2016
L'ultima è la pensione anticipata dalle banche a chi va via in anticipo, esodati inclusi, per una somma che il pensionato restituirà con gli interessi una volta che a pagare l'assegno...
approfondimenti 03 Febbraio 2016
La maggior parte degli studi dentistici USA ha vissuto negli ultimi 5 anni un calo di redditività. A rivelarcelo è Roger Levin dentista e consulente aziendale che ha dedicato a questo...
inchieste 07 Ottobre 2025
Secondo i dati dell’Osservatorio sulle entrate fiscali sono al settimo posto per reddito tra gli iscritti alle casse professionali, ma sono tra quelli che devono fatturare di più per ottenere quel...
O33inchieste 03 Giugno 2025
Gli studi monoprofessionali sono meno di quelli attivi 5 anni fa, crescono solamente le società. Ecco i dati diffusi dal MEF (2023, dichiarazione 2024)
Cronaca 10 Marzo 2026
Il Presidente Musella: “La salute orale non è un pacchetto vacanza, ma un percorso di cura che richiede tempo, diagnosi e responsabilità”
La sentenza del tribunale di Venezia ha disposto che anche un risarcimento ad una paziente e ad ANDI che si era costituita parte civile
Lettere al Direttore 09 Marzo 2026
Lettera aperta dell’Associazione Italiana Professione Odontotecnica sul nuovo profilo dell’odontotecnico
Approfondimenti 09 Marzo 2026
Per CNA SNO si deve riportare il dibattito ai fatti e al diritto
O33Normative 09 Marzo 2026
L’obbligo non riguarda chiunque utilizzi un POS, ma chi certifica determinati tipi di operazioni. Ecco quando lo studio odontoiatrico è esonerato e quando non lo è
Cronaca 06 Marzo 2026
Al via domani 7 marzo il Congresso ANDI Veneto, approfondimento su tecnologia e materiali hi-tech per la salute dei pazienti
Dura presa di posizione della Commissione Albo Odontoiatri Nazionale all’emendamento presentato dalla minoranza di governo nel Ddl dl di Riforma delle Professioni sanitarie che vorrebbe includere...
In occasione dell’8 marzo FNOMCeO diffonde i dati della presenza delle iscritte donne ai due Albi. Tra i medici le donne sono già oltre la maggioranza, tra gli odontoiatri l’equilibrio si...
La Competition and Markets Authority vuole vederci chiaro su prezzi in aumento e difficoltà di accesso alle cure e coinvolgerà direttamente i cittadini
Secondo una ricerca, la stampa DIW potrebbe diventare una reale alternativa clinica alla fresatura Cad/Cam della zirconia, offrendo una produzione più sostenibile ed economicamente vantaggiosa
L’obiettivo della collaborazione tra Align ed IDI Evolution: supportare i dentisti generalisti nell’integrare l’allineamento dentale pre-protesico come fase standard nella pianificazione dei...
Normative 05 Marzo 2026
Permane l’obbligo di ricetta elettronica, ma sarebbe ancora accettata quella cartacea. L’obbligo di compilare il Fascicolo Sanitario Elettronico non interesserebbe gli odontoiatri non accreditati...
Nella sanità del XXI secolo la simulazione è diventata un elemento centrale per garantire la qualità della formazione dei professionisti della salute. Questo è particolarmente...
Approfondimenti 04 Marzo 2026
Nuove indicazioni per una pratica dentale più sicura, moderna e responsabile. Focus su materiali privi di mercurio, terapie conservative e riduzione dell’impatto ambientale
