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13 Aprile 2015

Ecco come si comportano i dentisti in tema d'implantologia. Poche donne, pochi impianti inseriti ma alto il successo chirurgico. Interessanti le scelte cliniche e commerciali

 

Come si comportano gli odontoiatri italiani in tema di implantologia? Quali le scelte, le abitudini, le tendenze?
A chiederselo è stato il quotidiano online Odontoiatria33 che ha presentato Venerdì 10 Aprile, al Congresso del Collegio dei Docenti, i dati di una ricerca sul tema.
"Il nostro non vuole essere un sondaggio -dice Norberto Maccagno direttore editoriale di Odontoaitria33- ma una inchiesta giornalistica grazie alla quale abbiamo potuto capire come l'odontoiatra si comporta sul tema ed individuare i punti di forza ed i limiti di questo modo di approcciarsi".

Per effettuare la ricerca Odontoiatria33 ha effettuato una "intervista" virtuale ai dentisti iscritti a Medikey, il sistema certificato per la gestione degli utenti iscritti al network di informazione di Edra/Lswr.

Il Campione

Dal 3 al 1 aprile gli odontoiatri iscritti a Medikey hanno ricevuto, tramite posta elettronica, un questionario composto da una oltre 20 domande: di tutti quelli compilati ne sono stati considerati 936, rappresentativi dei dentisti italiani per età, sesso, dimensione studio e area geografica.
"Rispetto agli esercenti (dati Agenzia Entrate ed iscritti FNOMCeO) il nostro campione è leggermente sbilanciato verso gli studi più strutturati attivi nel Nord Italia", ha fatto notare Maccagno.
Anche per questa ricerca, come evidenziato da autorevoli istituti di statistica del settore, stupisce come il quasi 30% dei dentisti possa non avere nemmeno un'assistente.

Chi non pratica l'implantologia

In Italia non praticano l'implantologia il 22,87% degli odontoiatri. Prevalentemente, chi non la pratica (41,14%), lo fa perché si dedica ad altre discipline o li fa eseguire ad un collaboratore esterno. Solo oltre il 2,5% ha dichiarato di non essere interessato a questa branca dell'odontoiatria mentre chi sta pensando di praticarla è il 13,92%.

Chi pratica l'implantologia

La fotografia dell'odontoiatra tipo che pratica l'implantologia è un dentista maschio (solo il 5,56% le donne che hanno dichiarato di praticarla), con un'età superiore ai 51 anni (60,9%), titolare di studio (83,97%), che pratica l'implantologia dai 16 ai 20 anni (23,90%), ma si dedica anche ad altre specialità odontoiatriche ed inserisce in media, in un anno, da 11 a 50 impianti.
(Si veda il dettaglio dei dati nelle slide sotto)

La formazione e l'aggiornamento

Chi fa implantologia si è formato prevalentemente attraverso i corsi tenuti dalle aziende produttrici, frequentando convegni sull'argomento o studiando sui libri di testo. Un ruolo importante lo ha giocato, soprattutto per i più giovani, la formazione universitaria attraverso i master, ma anche la laurea specialistica in chirurgia: poco meno della metà (ma era possibile dare più risposte) hanno indicato di aver imparato andando da un collega.

In tema di aggiornamento, la maggior parte preferisce seguire convegni e congressi e dedicarsi alla lettura di riviste e libri. Anche la formazione attraverso siti professionali gioca un ruolo determinante. Meno utilizzati, rispetto a quanto scelto per imparare, i corsi aziendali anche se vengono comunque apprezzati.

Odontoiatri che sembrano sapere quello che fanno visto che l'80,06% ha meno del 10% di casi di perimplantiti e, per il 78,46% dei professionisti, un successo impiantare superiore al 90%; almeno questo è quanto hanno dichiarato,

Le sistematiche utilizzate

L'odontoiatra, collaboratore o titolare che esegue interventi d'implantologia non ama utilizzare molte sistematiche implantari. In media ne utilizza una sola (42,36%), due (39,94%) o più di due (17,70%).
Anche indagando quante sistematiche hanno cambiato durante la loro carriera si nota una certa "fedeltà" alla marca utilizzata: il 64,57% non ha cambiato più di tre sistemi, di questi il 18% non ha mai cambiato il primo, e l'unico, sistema utilizzato.
Un problema per la gestione dei pazienti provenienti da altri studi può venire dal dato rilevato sul numero di marche citate dagli odontoiatri che hanno risposto al questionario: oltre 110 quelle indicate anche se quelle prevalentemente citate sono delle marche più note.

La scelta

La semplicità protesica e chirurgia, l'assistenza fornita dall'azienda protutrice e l'offerta in termini di lunghezze e diametri sono tra i fattori che influenzano i dentisti nella scelta della sistematica da utilizzare. Considerata, nella scelta, anche la "reputazione" dell'azienda produttrice ed il servizio dato soprattutto in termini di consegna. All'ultimo posto il prezzo ed i consigli dell'opinion leader.

Come avviene per la formazione, anche per la scelta della sistematica da utilizzare l'informazione data dall'azienda è determinate: il 31% di coloro che hanno compilato il questionario ha risposto "molto", mentre il 44,20% "abbastanza".

Per l'acquisto i dentisti sembrano preferire la vendita effettuata direttamente dal produttore (61,8%), meno quelli che si rivolgono al deposito dentale (40,06%), ancora meno chi li acquista on-line (4,29%).

Scelte cliniche

A preferire il carico immediato è il 52,64%  degli odontoiatri che hanno compilato il questionario mentre in caso di prognosi incerta il 79,29% preferisce tentare la cura,; a ricorre, subito, all'intervento impiantare il 20,74%.

Per quanto riguarda gli aspetti protesici, in caso di impianto a dente singolo l'odontoiatra preferisce ricorrere alla protesi cementata (66,4%) rispetto a quella avvitata, così come nel caso di impianto a denti multipli (66,19% ricorre alla cementazione).
In caso di edentulia totale si preferisce la riabilitazione attraverso Toronto o similari (47,59%), All on six (32,15%), All on Four (20,26%). Nel caso di overdenture la soluzione ritentiva preferita è il Locator (41,8%), segue l'attacco a palla (32,8%) e la barra (25,4%).

Per realizzare i monconi protesici, il 44,86% del campione li fa individualizzare con le tecniche tradizionali, mentre il 34,08% usa le componenti a stock. Interessante il dato che indica come il 21,06% degli intervistati abbia dichiarato di farli individualizzare con le tecniche Cad-Cam.

Quale prezzo?

Ultima domanda, al termine del sondaggio, è stata quella che ha cercato di capire quale fosse la tariffa applicata per l'inserimento di un impianto e la protesizzazione con una corona in ceramica.
Il 52,35% applica una tariffa superiore ai 1.500 euro, il 39,38% chiede tra i 1.000 ed i 1.500 euro, il 7,13% tra i 700 ed i 1.000 euro mentre per l'1,13% la tariffa applicata è meno di 700 euro.

Una interessante tavola rotonda moderata dal prof. Massimo Gagliani -coordinatore editoriale per l'odontoiatria del Gruppo Edra/Laswr- ha poi analizzato i dati con autorevoli esponenti del mondo universitario e professionale. Analisi di cui vi racconteremo sul nostro giornale nei prossimi giorni.

 
 

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