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01 Settembre 2015

Protesi fissa: una corona su tre è su impianti. Quasi 5 milioni gli elementi di protesi fissa realizzati in Italia. I dati da una indagine Key-Stone


La nuova ricerca OmniVision condotta da Key-Stone su un campione rappresentativo di oltre 600 laboratori odontotecnici mette in evidenzia numerosi aspetti delle dinamiche evolutive del settore, che verranno progressivamente pubblicati al fine di comprendere al meglio lo scenario attuale.

Il primo dato che i ricercatori tengono a sottolineare è la forte incidenza della protesi fissa realizzata su impianti che, anche grazie alle nuove tecniche riabilitative (dalle estese "all in four" alla protesi più conservativa come quella realizzata con mono impianti), sta assumendo un peso consistente nella pratica odontoiatrica.

L'analisi ha inizialmente rilevato come siano più del 90% i laboratori che producono protesi fissa, solo una piccola parte di essi limitano l'attività alla mobile o all'ortodonzia. Presso questi laboratori è stato possibile ottenere la ripartizione della produzione complessiva tra ceramica su metallo, ceramica integrale e protesi in metallo composito.


Pur in lieve diminuzione rispetto al passato, la metalloceramica pesa il 55,5% degli elementi globali prodotti, mentre quella "metal free" (realizzata con le diverse tecniche, dalla termopressata al cad-cam) pesa il 30% del globale. A proposito di cad-cam occorre peraltro osservare una forte incidenza anche della protesi su metallo, in particolare su cromo cobalto, ma questo tema verrà affrontato in modo dedicato in un prossimo contributo, diretto ad approfondire tematiche relative all'uso delle nuove tecnologie. La protesi fissa definitiva in metallo composito non è particolarmente diffusa, in quanto realizzata da circa il 40% dei laboratori e, complessivamente, pesa poco più del 15% del totale degli elementi prodotti.

Anche se una ricerca come questa, di tipo descrittivo, non consente di quantificare esattamente il mercato, le medie produttive dichiarate dagli intervistati inducono a ipotizzare un volume globale di circa 4,8 milioni di elementi complessivi di protesi fissa.

Una volta fatto il punto sui materiali di produzione, entriamo nel merito del tema di questo articolo, cioè l'incidenza della protesi fissa su impianti, che risulta particolarmente diffusa se si considera che solo il 12% degli intervistati ha dichiarato di non realizzare protesi sovraimplantata. E si tratta generalmente di laboratori molto piccoli, con pochi studi serviti e condotti da tecnici con più di 55 anni.

 
 

Considerando tutti coloro che si occupano di protesi fissa, il 27% ha un'incidenza di produzione su impianti che supera il 50%, mentre il 61% dichiara un peso inferiore. Includendo anche il 12% che non realizza protesi fissa su impianti, e utilizzando come parametro di calcolo il numero di elementi prodotti da ciascun intervistato, la ricerca dimostra che il 33% della produzione complessiva, quindi oltre 1,5 milioni di pezzi, vengono realizzati per riabilitazioni implantari.

La ricerca è in fase di implementazione in ambito clinico grazie ad un ampio approfondimento su campione di circa 600 implantologi, ed i risultati saranno disponibili nelle prossime settimane. La ricerca misurerà in particolare le tendenze del settore, le medie di pazienti e di impianti, nonché il posizionamento delle principali marche.

A cura di: Roberto Rosso, presidente Key-Stone ufficiostampa@key-stone.it

 
 

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