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12 Dicembre 2018

Professione Igienista dentale: gli obiettivi ed i compiti dei Corsi di laurea anticipati dal neo presidente prof.ssa Maria Rita Giuca

Francesca Giani

Se il 71% dei laureati nelle professioni sanitarie, a un anno dal conseguimento del titolo, ha già un lavoro per la professione di igienista dentale tale tasso di occupazione sale all’89%. Un dato - messo in rilievo dal XX Rapporto Almalaurea - di per sé confortante, anche se c’è da sottolineare che la richiesta proviene quasi esclusivamente dal settore privato. Con uno spreco rispetto alla potenzialità di questa figura professionale che tanto può fare in termini di prevenzione, di salute e di abbattimento delle spese sanitarie per la popolazione.

È questa la riflessione che arriva da Maria Rita Giuca (nella foto), Professore Ordinario in Odontoiatria Pediatrica e Ortognatodonzia CLMOPD e neo Presidente della Commissione dei Corsi di Laurea in Igiene Dentale, che, a Odontoiatria33, ha fatto una panoramica degli obiettivi per i prossimi anni – in cui un tema importante è l’inserimento in maniera strutturale della figura dell’igienista dentale nell’odontoiatria pubblica – con punti di convergenza rispetto al lavoro portato avanti dal Collegio dei Docenti Universitari di discipline Odontostomatologiche. 


Presidente, partiamoda criticità e punti di forza del percorso di studi dell'Igienista Dentale.

Nell’ultimo decennio la Commissione Nazionale dei Corsi di Studio in Igiene Dentale ha lavorato per rendere attuativi, a livello nazionale, i principi definiti dalla Legge 270/04-Dl 19/02/2009, puntando al raggiungimento degli obiettivi di armonizzazione e omogeneità della formazione, sul territorio e nel rispetto delle norme UE, favorendo in tal modo anche la mobilità degli studenti. Tale obiettivo è stato reso possibile dalla condivisione di un percorso comune alle 28 sedi universitarie, riguardante la ridefinizione del core curriculum degli insegnamenti professionalizzanti del SSD/Med50 e l’adozione di un ordinamento didattico il più possibile uniforme, pur nel rispetto delle peculiarità delle singole sedi.
Accanto a questi punti di forza emergono delle criticità, presenti in alcune sedi, legate alla mancata copertura dei vari ruoli del SSD/Med50 (Direttore della didattica, docenti, tutor) da parte di operatori appartenenti allo specifico profilo professionale. Tale criticità, la cui causa è da ricercarsi nella grave carenza di igienisti dentali dipendenti del S.S.N., può rivelarsi un forte deterrente nell’acquisizione delle competenze professionalizzanti dello studente stesso.

Quanto la formazione universitaria riesce a rispondere alle esigenze della professione e ai bisogni di salute della popolazione?

Il XX rapporto annuale del Consorzio Alma Laurea di Bologna indica che per la professione di igienista dentale il tasso di occupazione ad un anno dalla laurea è dell’89%. Si tratta di un dato assolutamente confortante, tuttavia c’è da sottolineare che la richiesta occupazionale per l’igienista, come per altre professioni, proviene quasi esclusivamente dal settore privato. Viene meno in tal modo la potenzialità di questa figura professionale che tanto può fare in termini di prevenzione (e quindi di salute e abbattimento delle spese sanitarie) nella popolazione tutta e soprattutto nell’ambito delle comunità del territorio: Scuole, Residenze Sanitarie Assistenziali, Residenze Sanitarie per Disabili.
L’attività clinico-assistenziale funzionale alla formazione dei futuri igienisti dentali nelle sedi universitarie rappresenta senza dubbio un importante e virtuoso contributo alla risposta alle esigenze cliniche della popolazione, che andrebbe ulteriormente valorizzato anche a livello politico. 
In questa direzione, ogni anno vengono organizzate, a livello nazionale da parte della Commissione Nazionale dei CSID e a livello territoriale da parte di ogni sede CSID, le consultazioni con le organizzazioni rappresentative del mondo della produzione, dei servizi e delle professioni. Questi incontri danno un riscontro obiettivo su quanto le competenze dei laureati rispondano alle esigenze del mondo del lavoro in base ai problemi di salute da affrontare. La collaborazione con le due Associazioni rappresentative della professione riconosciute dal Ministero della Salute, AIDI e UNID, ha contribuito in questi anni a migliorare, laddove necessario, il percorso formativo ed è utile per l’organizzazione di percorsi di avviamento al lavoro per gli studenti del terzo anno, prossimi alla Laurea.   


Sono molti i punti di contatto, in termini di obiettivi, con il Collegio Docenti di Odontostomatologia. È prevista una convergenza? Quali sono, in questo senso, le linee programmatiche che verranno portate avanti insieme? 

Esiste una forte condivisione di obiettivi e strategie con il neo Presidente del Collegio dei Docenti Universitari di Odontostomatologia, prof Roberto Di Lenarda, che ha svolto con impegno e convinzione per 6 anni il ruolo di presidente del corso di laurea in igiene dentale dell’Università di Trieste e per più di 10 quello di segretario della commissione nazionale dei corsi di laurea in igiene dentale, per i quali nutre grande attenzione e rispetto.Certamente lavoreremo sul supporto alle sedi per il miglioramento continuo della qualità della formazione: vorremmo arrivare nell’arco di un triennio a portare tutti i corsi di laurea nelle condizioni di certificare, oltre all’acquisizione delle conoscenze previste dal core curriculum, anche l’attività clinica svolta come primo operatore dai laureati in Igiene Dentale (mirando ad un diploma supplement credibile e veramente spendibile sul mercato), rafforzare l’interazione positiva dei corsi di laurea italiani, anche mutuando l’esperienza delle open week organizzate dagli studenti di odontoiatria, ed esteri rafforzando gli scambi e gli accordi internazionali.Rafforzeremo i legami di collaborazione col mondo dell’industria e delle società scientifiche in un percorso di formazione e ricerca. Saranno approfonditi e, se possibile, intensificati i rapporti, nell’ambito delle specifiche competenze, con le associazioni di categoria. Abbiamo infine il sogno che finalmente il Sistema Sanitario Regionale offra la possibilità di inserire la figura dell’igienista dentale nell’odontoiatria pubblica non in modo sporadico ma strutturale, ben sapendo che per raggiungere questo risultato è necessario anche una presa di coscienza dei professionisti che in questo momento, soprattutto in qualche zona d’Italia, vivono in una situazione di mercato non completamente fisiologica per effetto della ancora limitata offerta, che l’Università deve contribuire a colmare. 

 
 

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