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15 Dicembre 2023

Ansia e trattamento “globale” del paziente

Dott. Pantaleo (ASIOD): è importante conoscere ed utilizzare le tecniche di sedo analgesia e tutti gli approcci comportamentali e trattare il paziente con una visione "human centered"


“Il dolore è il grande nemico, perché la cura, anzi la prevenzione ragionata del dolore è la chiave di successo in ogni terapia odontoiatrica”.
A dirlo è il dott. dott. Pantaleo Lorusso, medico odontoiatra, specialista in chirurgia odontostomatologica, Master II livello in sedazione ed emergenze UNIPD, cultore della materia in anestesia ed emergenze Cattedra di Anestesia e Rianimazione UNIBA, Docente Master II livello in sedazione ed emergenze UNIBA, Istruttore I livello IRC), consigliere AISOD.  


Dott. Pantaleo, cominciamo dall’ansia, una delle parole più vere e comuni tra i pazienti che si recano in uno studio odontoiatrico.  

Su questo argomento si potrebbe parlare per ore ed ore. Argomento scottante, attuale, diffuso. Ma la risposta è unica ed inequivocabile: l'ansia si può affrontare, controllare, combattere ed i metodi sono molteplici, comportamentali, farmacologici, misti. La via corretta, approvata ed autorizzata, è quella validata dalle linee guida AISOD pubblicate dall’istituto Superiore di Sanità del 28/5/2021. Il profilo dell’odontoiatra secondo LM 46 (decreto ministeriale 28 novembre 2003 “determinazione delle classi delle lauree specialistiche”, confermato poi anche nel D.M. n. 270/04) indica che “i laureati… saranno in grado di… : applicare la gamma completa di tecniche di controllo dell’ansia e del dolore connessi ai trattamenti odontoiatrici (nei limiti consentiti all’odontoiatra)”. Questo approccio è portato avanti nei master universitari e da società scientifiche come l'AISOD di cui faccio parte. La metodica prevede, in sintesi, una corretta ansiolisi con il mantenimento della coscienza e dei riflessi mediante l'impiego di benzodiazepine a prevalente azione ansiolitica (sito recettoriale sulla subunità Alfa2 dei Gaba-R, recettori prevalentemente distribuiti nel sistema limbico), Con costante controllo dei parametri fisiologici del paziente con monitor multiparametrici e capnografi di ultima generazione, per l’ottenimento di uno stato di benessere soggettivo durante e dopo la terapia odontoiatrica.  


In quali procedure è consigliato questo approccio?  

La risposta è semplice. In tutte le procedure, in tutti i pazienti, l'approccio "human centered" è fondamentale perchè ogni atto odontoiatrico è di per se' un atto medico su una persona, e merita sempre l'attenzione massima nella stratificazione del rischio e nella diagnosi e gestione di complicanze . E' importante conoscere ed utilizzare le tecniche di sedo analgesia e tutti gli approcci comportamentali in ogni circostanza per essere sempre pronti ad applicarli per migliorare la compliance del paziente, eliminare l'odontofobia, controllare il dolore, gestire lo stato sistemico del paziente. Quello che spesso ripetiamo come scuola è di "non pensare il sedazionista come un odontoiatra che si occupa solo di applicare tecniche di sedazione, ma come un medico completo e moderno che cura il proprio paziente con un approfondita conoscenza di farmaci, terapie, protocolli, Con una attenzione più specifica, e  mirata alla salute globale. Un odontoiatra del futuro direi.  


Allora parliamo di questa odontoiatria del futuro o come la chiama lei “odontoiatria contemporanea”.  

Odontoiatria contemporanea, ovvero moderna, proiettata al futuro, che guarda alla grande catena della salute candidandosi ad esserne elemento determinante. Odontoiatria che si riavvicina alla medicina, all'attenzione al paziente, all'individuo, alla sua salute globale. Tutta la medicina sta andando in questa direzione. Tutte le specialità guardano alla salute globale intesa come controllo e miglioramento dell'approccio alla qualità di vita, al benessere dell’individuo. Dalla medicina all'alimentazione alle scienze di base, dalla cardiologia alla lotta al cancro, l'obiettivo è una medicina plurale, completa, predittiva, personalizzata. E' quello che deve fare oggi l'odontoiatria, riducendo l'attenzione per i soli aspetti tecnici, seppur importanti, e riportando il focus sulla cura della persona e sugli aspetti profondi dello stato sistemico. Scegliendo terapie mirate e mininvasive, utili e soprattutto vincenti per la longevità ed il well being fisico e psicosociale.  


Quindi si può parlare di odontoiatria medica. Con quali strategie?  

Odontoiatria medica significa applicare dei protocolli e delle strategie in cui il piano di trattamento odontoiatrico sia preceduto, guidato e confermato da scelte razionali incentrate non solo sulla risoluzione della problematica strettamente dentale ma volti al benessere globale della persona e ad un risultato più ampio in termini di salute generale. E questo vale per tutte le branche odontoiatriche e per tutti i pazienti. La cura odontoiatrica del paziente pediatrico si avvale di moderne tecniche comportamentali unite ad un approccio empatico e a tecniche di sedazione cosciente inalatoria per l’ottenimento di una fiducia e di una collaborazione totale del piccolo paziente. Nell'adulto candidato a terapie complesse, in ambito multidisciplinare, l’interpretazione dei livelli di rischio medico ed un corretto iter diagnostico, permettono di affrontare in totale sicurezza i vari protocolli operativi, ciò detto si applica ai pazienti geriatrici o pazienti special needs, interessati da fragilità da patologie o polimedicati.  


Odontoiatria medica quindi come materia diagnostica, come conoscenza degli esami di laboratorio, dei farmaci e delle loro interazioni, dei protocolli e delle novità terapeutiche?  

Odontoiatria medica come cultura, approfondimento e conoscenza, come una "lingua" , per poter parlare con altri specialisti e con il paziente, come primo atto medico della cura.    


Il trattamento globale del paziente cosa prevede nella sua esperienza?  

La mia esperienza e quella della nostra scuola eredita in peno la lezione medica del prof. Manani, che negli ultimi 3 anni ormai ha dato grande supporto all'odontoiatria con protocolli chiari predicibili, ripetibili. Una attenzione profonda al primo colloquio, ma anche al "ricolloquio negli anni " con il proprio paziente. Serve un dialogo aperto, costante ed aggiornato, anamnesi approfondita e personalizzata, mai lasciata a soli questionari, ma indagata anche dall'odontoiatra. Selezione del paziente attuata in base a moderne classificazioni internazionali affiancate alla vecchia classificazione ASA avvicinano di più alla Real Dentistry ed a quella che noi chiamiamo "odontoiatria quotidiana". Ovvero applicazione delle procedure di approccio al paziente individualizzate per rischio, età, necessità. Utilizzo di tutte le strategie possibili per il controllo e la gestione del dolore: il grande nemico. Perché la cura, anzi la prevenzione ragionata del dolore è la chiave di successo in ogni terapia odontoiatrica. Questo grazie ad una attenta applicazione degli schemi terapeutici e delle procedure di analgesia e di sedo analgesia e ansiolisi endovenosa.    

Intervista a cura di: Dott. Fortunato Alfonsi

 
 

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