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26 Febbraio 2014

Un nuovo dottorato di ricerca per l'odontostomatologia. Intervista al prof. Roberto Weinstein


La recente riforma del sistema universitario ha comportato anche la riorganizzazione dei corsi di dottorato di ricerca, da sempre un fondamentale strumento perla formazione dei giovani ricercatori in tutte le discipline. Presso l'Università degli Studi di Milano è stato avviato un nuovodottorato dedicato alla ricerca nell'ambito delle scienze odontostomatologiche.
Intervistiamo il professor Roberto Weinstein, che è stato il promotore e primo coordinatore di questo dottorato e che ci spiegherà come è nata questa nuova opportunità per chi fa ricerca in ambito odontoiatrico, in cosa consiste e quali obiettivi si propone di raggiungere.
L'intervista è tratta dal numero 2 di Dental Cadmos in distribuzione agli abbonati.

Professor Weinstein, ci spieghi come e perché è stato attivato questo dottorato.

In realtà da vari anni coordino un dottorato di ricerca che si occupa della formazione postlaurea nell'ambito dell'odontoiatria.
Nel 2005 è stato istituito un dottorato in Tecniche innovative in Implantologia orale e Implantoprotesi, il primo dell'Università di Milano nella nostra disciplina. In seguito, per esigenze "tecniche" relative alla necessità di formare scuole di dottorato fondendo assieme corsi con finalità affini, questo dottorato ha continuato a esistere in modo quasi anonimo, condiviso con altri settori disciplinari con i quali in realtà poco aveva in comune, fino allo scorso anno. Il dottorato di ricerca in Scienze odontostomatologiche è frutto sia della crescente volontà dei docenti di odontoiatria del nostro ateneo di disporre di uno strumento solido per la formazione postlaurea dei propri allievi, sia di una "congiunzione astrale favorevole" che ha consentito di approfittare della recente riorganizzazione dei corsi di dottorato in ambito universitario.
Abbiamo lavorato sodo a cavallo delle ferie estive per dare un'identità alla nostra disciplina e valorizzarla, e abbiamo costruito un nuovo dottorato specifico che ben identifica l'odontostomatologia e ci consente finalmente di avere la giusta visibilità e competitività in ambito nazionale e internazionale.

Quali sono i punti di forza del nuovo dottorato?

Grazie alle competenze multidisciplinari del corpo docente questo dottorato si propone di offrire agli allievi una formazione completa sia in ambito specialistico, con corsi di livello approfondito nelle varie branche delle scienze odontostomatologiche, sia nell'ambito del sistema ricerca. Sono infatti previsti seminari sull'uso delle banche dati biomediche, per il reperimento delle informazioni scientifiche, e sul research writing and presentation al fine di fornire le basi lessicali e formali per una efficace comunicazione scientifica, ossia per la corretta stesura di progetti di ricerca e articoli scientifici così come per comunicazioni orali a meeting e congressi. Altri corsi riguarderanno la gestione della ricerca, i sistemi di ricerca nazionali e internazionali con relativa organizzazione del finanziamento, la valorizzazione dei risultati della ricerca e della proprietà intellettuale, la metodologia della ricerca, i modelli di studio in vivo e in vitro, le basi di statistica applicata. Sono previsti anche cicli formativi all'estero presso prestigiose università e centri di ricerca (per esempio in Spagna, Svezia, Israele).

Era necessario un altro dottorato per odontoiatri in Italia?

A livello nazionale vi sono pochissimi corsi di dottorato in ambito odontostomatologico.
La principale differenza rispetto a questi ultimi, comunque, è che il presente corso non si rivolge solo a medici e odontoiatri per i quali l'attività assistenziale sia il principale obiettivo e che occupino gran parte del dottorato svolgendo tale attività sul paziente. Il nuovo dottorato intende fornire una solida formazione biologica che consenta la progettazione e lo sviluppo di ricerche di base in vitro e in vivo finalizzate, in primo luogo, ad approfondire le conoscenze sui meccanismi eziologici e patogenetici delle malattie del cavo orale, e in secondo luogo a migliorare l'approccio terapeutico avvalendosi degli strumenti più affidabili, scelti sulla base di prove di laboratorio accuratamente disegnate e realizzate utilizzando moderne tecnologie mutuate dalla genetica, dalla biologia molecolare, dalle biotecnologie in generale. Il presente dottorato è aperto
quindi anche a laureati in biologia, biotecnologia, bioingegneria ecc. che siano motivati a imparare il metodo scientifico indispensabile per progettare ed eseguire ricerche di base volte a migliorare l'approccio diagnostico e terapeutico nei vari settori dell'odontoiatria. Pertanto il presente corso si distingue dagli altri sul territorio nazionale e ambisce a collocarsi in una posizione di riferimento per la professione odontoiatrica.

Quanto è importante oggi un dottorato di ricerca in Italia?

Negli ultimi decenni abbiamo assistito a una crescente professionalizzazione dei corsi di studio, a un'importante specializzazione delle imprese, alla globalizzazione dell'economia e delle comunicazioni, all'accelerazione di molti processi scientifici e culturali: tutto ciò ha reso necessario identificare, potenziare, indirizzare e comunicare gli obiettivi dell'attività di ricerca e le sue ricadute al fine di collocare l'università nel suo naturale ambito di motore per lo sviluppo basato sulla cultura. In questo contesto la ricerca, da sempre investimento di medio e lungo periodo, ha assunto anche una funzione di breve periodo: i risultati ricadono sul mercato e la ricerca, oltre a essere un investimento pubblico, diventa un servizio che i privati possono acquistare.
È indispensabile che questa nuova tendenza, importante e da coltivare per le sue connessioni con il tessuto economico e produttivo, non assorba però completamente l'attività di ricerca inaridendone così il potenziale strategico; è necessario sostenere con forza il vero ruolo della ricerca pubblica come valore non strumentale, non di servizio, ma strategico appunto.
Un dottorato di ricerca in ambito odontostomatologico può essere un'opportunità unica per le numerose aziende che gravitano nel nostro settore: potranno infatti disporre di un punto di riferimento affidabile per progettare, sviluppare e testare i propri prodotti sfruttando competenze e risorse umane presenti all'interno del nostro ateneo, il quale a sua volta potrà beneficiare della collaborazione con l'industria, che costituisce una risorsa finanziaria sempre più rilevante alla luce dei continui tagli ai finanziamenti ministeriali per la ricerca.

Ha suscitato interesse questa prima edizione? Chi sono i nuovi dottorandi?

Nella prima edizione abbiamo avuto ben 25 iscritti, di cui 2 stranieri, per coprire un totale di 7 posti disponibili, di cui 5 con borsa erogata dall'ateneo. La maggioranza di loro ha presentato progetti di ricerca di ottimo livello qualitativo e la selezione è stata tutt'altro che semplice. Circa il 20% dei partecipanti (e 2 tra i neo dottorandi) aveva una laurea in discipline biologiche, a testimonianza dell'interesse che questo dottorato ha suscitato al di fuori del campo odontoiatrico.

Quali sono gli obiettivi e gli sbocchi occupazionali per un dottore di ricerca in scienze odontostomatologiche?

L'impegno di docenti esperti nei propri campi di competenza consentirà di avere, al termine del triennio, dottori di ricerca estremamente qualificati, capaci di sviluppare autonomamente attività di ricerca avanzata, di analizzare i risultati con competenza e di scrivere articoli scientifici per riviste internazionali. Poiché molte ricerche scientifiche sono strettamente correlate all'attività assistenziale, al termine del ciclo il dottore di ricerca avrà acquisito un'esperienza professionale qualificata e specialistica al servizio della comunità.
Gli sbocchi occupazionali e professionali sono: libera professione, carriera accademica, ricerca e sviluppo nel settore pubblicoe privato.


Chi è:
Roberto Weinstein
(nella foto) professore ordinario di Malattie Odontostomatologiche, è attualmente direttore del Servizio di Odontostomatologia dell'Istituto Ortopedico Galeazzi IRCCS di Milano.
Ha iniziato la carriera accademica nel 1975 e dal 1990 è professore di prima fascia, sempre a Milano. Nel tempo si è dedicato a vari ambiti di ricerca: dalla medicina rigenerativa all'ingegneria dei tessuti, dalle metodiche di chirurgia implantare alla biologia dei processi di guarigione dell'osso. È autore di libri di testo e di numerosi lavori scientifici pubblicati su riviste italiane e internazionali.

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