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04 Novembre 2014

La fotografia dell'Italia abusiva nel libro di Roberto Ippolito. Ed i finti dentisti non sembrano neppure il peggio


Il classico è il parcheggiatore abusivo, quello più incredibile è il pilota di aereo senza licenza che vola su di un velivolo abusivo trasportando passeggeri e merci, poi c'è il racconto della signora di Angri che all'interno del loculo dei suoi cari trova le spoglie di due defunti abusivi, ma anche il distributore di benzina abusivo nel veneto, il finto panettiere, il venditore, il macellaio, la banca, la discoteca, lo stabilimento balneare, il tassista, la sala giochi, ovviamente tutti abusivi ed ancora lo scuolabus senza assicurazione e l'autista senza patente, oltre ai medici ed i dentisti senza titoli.

La fotografia delle tante forme di abusivismo fatta da Roberto Ippolito nel suo ultimo libro, Abusivi (Chiarelettere editore), va oltre ogni più pessimistica immaginazione tanto che lo stesso autore, nella premessa, lo definisce "troppo" ammettendo che è molto peggio di quanto avesse pensato.
"Non mi diverto a raccontare l'illegalità ma sono convinto che per contrastarla oggi cittadino debba rendersi conto della realtà", dice ad Odontoaiatria33 Roberto Ippolito che aggiunge: "l'abusivismo pervade la società italiana".

"Purtroppo dobbiamo renderci conto che il nostro Paese ha molti limiti in termini di legalità, nelle diverse forme in cui questa si manifesta, e gli abusi in generale ne sono una grave dimostrazione".
Abusivismo come, negativo, fenomeno sociale ma sempre un insieme di comportamenti illegali che producono una serie di conseguenze, tra tutte il rischio sicurezza per il cittadino, ci ricorda Ippolito.

"Le conseguenze dell'abusivismo  sono le tante forme di ingiustizia che le attività illegali creano a cominciare da quelle derivanti dalla concorrenza sleale, dal mancato gettito fiscale, dal lavoro nero".  Dai dati raccolti da Ippolito vengono stimati in 3milioni e 500 mila i lavoratori in nero impiegati da attività abusive. Attività illecite che producono un giro d'affari di 42 miliardi di euro che sfuggono al fisco tra cui spiccano i finti dentisti (800 milioni di euro di giro d'affari illeciti), i medici (300), le sale giochi illegali (15 miliari di euro), il commercio (9.000), la ristorazione (5.500) per citare alcune di quelle "censite" nel libro.

Una illegalità che spazia da Nord a Sud. Il libro rivela che il Nord è la patria delle attività professionali illegali, soprattutto di quelle in ambito medico, mente al Sud prospera il lavoro nero, l'edilizia abusiva mentre per i rifiuti, a parte le grandi questioni, il fenomeno è decisamente trasversale.

Ovviamente nel libro di Ippolito la sanità ha un capitolo dedicato.

Molte le vicende raccontate a cominciare da quella di Davide Vannoni, il professore di filosofia che ha ideato il metodo Stamina, per continuare con i finti medici, fisioterapisti, chirurghi.
Per quanto riguarda l'abusivismo odontoiatrico i dati riportati sono quelli raccolti dalla CAO grazie alla collaborazione con Eures e molti dei fatti di cronaca citati sono gli stessi che anche Odontoaitria33 ha raccontato, ma vederli raccolti nelle pagine del libro rende ancora più grave il fenomeno.
La sensazione, leggendolo, è che ci si possa rassegnare di fronte ad una vastità di abusi così diversificati e radicati nella società italiana.

"Certo i numeri sono talmente grandi che sembra impossibile si possa contrastare queste illegalità, però dobbiamo pretendere che le leggi vengano fatte rispettare che i controlli vengano eseguiti", dice Ippolito. "Il cittadino ha un ruolo importante in questo, anche se non è sua la responsabilità del controllo. La sua consapevolezza, attenzione, coscienza civica è importante perché l'abusivismo non continui ad alimentarsi, ma servono i controlli delle istituzioni preposte".

Però molto spesso sono gli stessi cittadini a diventare complici del finto dentista o del finto ristoratore utilizzando i loro servizi illeciti.

"C'è sicuramente la convinzione di ottenere una convenienza rivolgendosi ad una attività abusiva -risponde Ippolito-, la convinzione che alla fine non si fa poi un gran danno. In queste persone manca sicuramente il senso civico, c'è il compiacimento dell'illegalità, la giustificazione dell'illegalità con la convinzione che lo Stato, cattivo, non può mettere regole per svolgere determinate attività ritenendo corretto, invece, che queste debbano essere svolte liberamente. Invece si deve comprendere che se le regole esistono queste devono essere rispettate perché, soprattutto per quanto riguarda le attività professionali, sono state dettate per tutelare le persone".

Un libro denuncia che lascia l'amaro in bocca per la vastità del fenomeno non solo in noi lettori.
"Realizzando il libro mi ha colpito il non rispetto di nulla, neppure per i morti, il considerare che tutto sia possibile, che possa accadere con estrema fantasia ed arroganza, con spavalderia e senza scrupolo. Questo è tristissimo".

Norberto Maccagno

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