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17 Febbraio 2015

Insegnare a diventare un dentista di successo. L'obiettivo del libro di Daniele Beretta


Il dentista di successo (Engage Editore) è il titolo del libro recentemente pubblicato da Daniele Beretta (nella foto), dentista over 50 che nell'introduzione si dice fiero di essere un libero professionista.
"Esperienze fuggevoli nella medicina di base, nella medicina convenzionata con il SSN e nella specialistica ambulatoriale mi hanno fatto capire, istintivamente, che gli Enti dove lo Stato detta le regole non erano adatti alla mia indole", ci dice il dott. Beretta che aggiunge. "Da qui la scelta della libera professione che potevo organizzare in modo più consono alle mie abitudini".

Dott. Beretta, perché ha deciso di scrivere questo libro?

Da qualche anno sentivo il bisogno di leggere qualcosa sulla gestione dello studio che fosse in linea con quello che sta accedendo oggi. A fronte dei notevoli stravolgimenti della nostra società e alla comparsa di comportamenti culturali inediti, è quasi disarmante la carenza di risposte adeguate nella letteratura sul management dello studio.
Ho provato a cercare libri e articoli che fossero chiari e tenessero conto delle straordinaria evoluzione che i nostri tempi stanno passando.  Certamente qualcosa c'è ma molto poco di veramente interessante e utile. Solo a quel punto, parlando con amici e mentori, mi è venuta l'idea di scriverlo io direttamente.

Obiettivi ambiziosi. A chi si rivolge, quali sono i punti di forza?

Si tratta di un testo corposo costruito ad hoc per il professionista titolare di uno studio odontoiatrico.  Il volume è costituito da dodici capitoli quasi indipendenti tra loro che trattano di leadership e management in ambito odontoiatrico. In pratica un vero e proprio manuale di istruzioni per far andare bene lo studio.

Lei sostiene che il dentista può combattere la crisi ed il low cost gestendo lo studio imprenditorialmente. Molti lo consigliano ma è davvero sufficiente?

Il fatto è che non esiste alcuna altra alternativa ad una gestione evoluta dello studio: se non gestisci sarai gestito. Su questo punto non credo ci sia discussione. Tra l'altro, lo stesso Stato ci tratta come se fossimo delle piccole imprese (vedi la quantità di adempimenti cui bisogna assolvere e la tassazione).
Un discorso molto diverso è considerare se sia sufficiente gestire lo studio in modo evoluto per combattere la crisi.
La risposta è no se lo fanno tutti. Ma è si se lo fanno pochi.
Voglio dire che saranno i più rapidi e i più intraprendenti a catalizzare il mercato verso i propri studi. Chi si muove rapidamente e si forma nelle materie gestionali avrà quella marcia in più che renderà vincente il suo studio. Chi rimane indietro avrà solo le briciole. La cosiddetta "crisi" è straordinariamente selettiva quando perdura per anni.

Però il dentista vorrebbe fare il clinico, non il manager. Si può fare entrambe le cose sapendo che in Italia la maggior parte degli studi sono monoprofessionali?

Assolutamente si: è possibile fare il clinico, il leader e il manager contemporaneamente e con grande soddisfazione in tutte e tre le aree. Su questo non c'è molto da inventare: è stato già scritto tutto da grandi autori a cominciare da Carlo Guastamacchia.
Nel libro non faccio altro che riprendere e sviluppare, adeguandole ai tempi, le regole già note della leadership e del management odontoiatrico.

Stilando l'elenco delle tipologie di dentista (dentisti che esercitano in via accessoria, classici, evoluti ed esploratori) sostiene che i dentisti esploratori, quelli che attivano strutture complesse, low-cost, saranno quelli che se la caveranno meglio. Quindi l'odontoiatria futura sarà quella che punta sul prezzo basso?

Nei periodi di crisi il mercato seleziona due tipi di prodotti: i più economici e il migliori. Il prodotti mediocri sono destinati a sparire, almeno fino a quando non ci sarà un nuovo periodo di crescita economica. Durante i periodi di crescita il mercato assorbe tutta la domanda: prodotti economici, medi e di eccellenza. Da queste considerazioni oggettive ne discende un assioma: durante i periodi critici o sei il più economico o sei il migliore.
Nel nostro settore significa che in ogni area ci saranno sempre due dentisti che vanno bene: quello che ha le cure considerate le più economiche in quell'area e quello che nella stessa area viene considerato il più bravo.
La scelta di dove stare spetta a ogni singolo dentista. Di sicuro il medio non viene cercato e rischia molto.

Il sottotitolo del suo libro è "Sconfiggere burocrazia e low-cost lavorando in un ambiente positivo e stimolante". Può dare ai nostri lettori qualche consiglio su come fare?

Per capire pienamente il significato del sottotitolo è necessario fare alcune precisazioni.
Innanzitutto il low cost è la risposta perfetta per un mercato che incontra terribili difficoltà economiche. Deve essere chiaro che non se ne deve fare a meno per non correre il rischio di uno "sfacelo" della salute odontoiatrica di una fetta importante della popolazione.
Il punto è, semmai, un altro: come possiamo prevenire la scelta "di moda" del modello low cost anche tra i pazienti che non hanno difficoltà economiche e che potrebbero benissimo continuare a curarsi dal dentista di fiducia realizzando cure di valore intrinsecamente superiore?
Un'altra considerazione riguarda lo Stato che ormai è il nostro socio di maggioranza e si porta via più di metà della nostra resa economica. Per effetto della straordinaria tassazione ci si aspetterebbe un servizio coi fiocchi e la sollevazione da sciocchi o superflui adempimenti. Invece sembra che l'attività preferita dal legislatore sia la creazione di regole e burocrazia.
Un dentista oggi deve prendere atto della situazione: il futuro sarà dominato dalla corsa al basso prezzo, da una tassazione crescente e dalla proliferazione di adempimenti.
Le soluzioni per affrontare questa evoluzione esistono a patto che ciascuno sia disposto a cambiare in modo sostanziale il modo di esercitare la professione: crescita umana, selezione del personale migliore, sviluppo della delega, gestione economico finanziaria, organizzazione del lavoro, azioni di marketing e tante altre cose che ho cercato di descrivere nel libro.

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