Abbiamo intervistato il dott. Carlo Monaco (nella foto) docente e ricercatore presso Uni Bologna del servizio di Protesi Orale e Riabilitazione Maxillo- facciale diretto dal prof. Roberto Scotti, esperto di sistemi CAD/CAM
Dott. Monaco, non sono molte le scuole di odontoiatria in Italia che insegnano agli studenti le nuove tecnologie CAD/CAM al servizio della protesi. Come riuscite a coinvolgerli?
L'argomento dei CAD/CAM è stato inserito nel programma di studi di protesi molti anni fa ma l'arrivo dell'impronta ottica ha permesso agli studenti di toccare con mano le nuove tecnologie. L'attuale percorso formativo del Corso di Laurea in Odontoiatria presso l'Università degli studi a Bologna prevede il primo approccio con le tecnologie digitali durante il terzo anno di studio. L'insegnamento di cui sono titolare, tecnologie protesiche e di laboratorio, è stato attivato tre anni fa e ha l'obiettivo di far conoscere agli studenti le nuove tecnologie che si utilizzano in odontoiatria, e in special modo quelle che utilizzeranno negli anni successivi quando affronteranno con il Prof. Scotti le varie discipline protesiche. Avendo a disposizione differenti apparecchiature, gli studenti del corso di Laurea durante le esercitazioni pratiche realizzano il manufatto protesico nel suo percorso digitale completo. Partono dalla preparazione del moncone, prendono un'impronta digitale, progettano al CAD e realizzano il manufatto al CAM. Successivamente imparano a gestire le colorazioni di superficie sulle ceramiche e sui compositi e terminano con la cristallizzazione o la polimerizzazione del manufatto protesico.
Come vedi il futuro dell' Odontoiatria, sarà tutto digitale? Spariranno i cucchiai da impronta?
Il futuro è sicuramente digitale ma non nella totalità. Ogni singolo operatore imposterà la sua professione utilizzando in percentuali differente le sistematiche digitali. Non dimentichiamoci che uno degli aspetti fondamentali del digitale riguarda i flussi di lavoro. Tutto il team deve pensare e lavorare in digitale altrimenti il percorso si interrompe. I cucchiai e le impronte tradizionali non spariranno ma come capita già ora nella nostra pratica quotidiana il loro utilizzo sta lentamente diminuendo sopratutto nella riabilitazione del dente singolo.
Le nuove tecnologie CAD CAM sono sempre vantaggiose nelle procedure cliniche? E se fossero una imposizione dell'industria?
Le tecnologie sono sempre vantaggiose quando ci permettono di realizzare un manufatto protesico riducendo i tempi e i costi. A volte questo è possibile ma dipende dal caso clinico. Le tecnologie CAD/CAM sono vantaggiose allorquando il flusso di lavoro è ben collaudato altrimenti posso risultare frustranti perché il percorso si interrompe. In alcune situazioni cliniche, ad esempio restauri con spessori minimali, le tecnologie tradizionali o la termopressatura offrono al tecnico e al clinico vantaggi superiori.
Ad ogni modo in tutte le situazioni occorre porsi una domanda: allo stato attuale delle conoscenze quale è il percorso, il flusso di lavoro più indicato per realizzare quel determinato tipo di restauro? La risposta qualunque essa sia impone già un grande passo in avanti. Ovvero conoscere bene tutti i flussi di lavoro tradizionali e digitali ci permette di individuare la soluzione più semplice e se possibile più vantaggiosa per il paziente. Il digitale ha ad esempio indubbi vantaggi nella riabilitazione implantare. Così come l'applicazione delle tecniche semidirette chair-side nella riabilitazione del dente singolo sta cambiando il nostro modo di gestire la quotidianità in Università. L'industria non impone ma propone soluzioni e tecnologia. Occorre tuttavia conoscere e sopratutto provare i flussi nella propria pratica quotidiana per apprezzarne i reali vantaggi.
Sono un dentista generico alle prese con le difficoltà del mercato dentale attuale, mi consigli 8 buone ragioni per entrare nel mondo del CAD/CAM per non restare fuori dal mercato.
Le difficoltà non sono risolvibili con la tecnologia. Occorre rivedere la professione riorganizzando i flussi di lavoro e i costi. La tecnologia aiuta tantissimo nella riorganizzazione del lavoro che deve essere impostata sempre di più con il concetto di team. Occorre pazienza e voglia di cambiare.
Prima di darti gli 8 buoni motivi, occorre fare una precisazione e porsi una domanda: in che fase del flusso di lavoro deve entrare in gioco la tecnologia?
Se decidiamo di digitalizzare l'intero flusso, il percorso va riorganizzato partendo dall'impronta ottica intraorale. In questo caso lo sforzo per il dentista è importante sia in termini economici sia nel cambiamento delle proprie abitudini. Abbiamo oggi sul mercato molteplici soluzioni e proposte. Bisogna valutare con attenzione le singole offerte in termini di costi, di qualità dell'apparecchiatura ma anche di supporto che l'azienda può offrire al dentista in termini di continuità negli anni futuri. Ho visto ultimamente cambi repentini da parte di aziende che magari assorbite da altre hanno smesso di offrire il supporto necessario proposto in partenza. Questo non mi piace. La continuità di un'azienda sul progetto digitale ha un'importanza fondamentale per lo sviluppo del percorso digitale stesso ma sopratutto può evitare scottature all'utente.
Se decidiamo di rimanere sull'impronta tradizionale, il percorso digitale comincia in laboratorio. In questo caso l'impegno per il dentista è minore.
Occorre però accertarsi che l'odontotecnico, figura fondamentale nel nostro lavoro, abbia impostato il laboratorio con innovazione tecnologica e conosca le tutte le possibilità in termini di tipologia e flussi di lavoro.
Gli otto motivi per passare al digitale in ordine di flusso sono:
1. L' informatizzazione completa della zona clinica con riduzione dei costi nel medio periodo
2. Eliminazione del porta impronta in pazienti ansiosi che non tollerano il cucchiaio e i materiali.
3. Controllo della preparazione e dei margini di finitura. Definizione della linea di finitura che può successivamente essere discussa con il tecnico.
4. Possibilità se si possiede un sistema "chair-side" di realizzare in giornata uno più restauri singoli.
6. Utilizzo di una ampia scelta di materiali
7. Ottimizzazione e potenziale riduzione dei costi nell'implantoprotesi.
8. Innegabile il vantaggio di immagine nei confronti del paziente
In ultima analisi, l'avvento della tecnologia in ambulatorio offre il vantaggio difficilmente quantificabile legato all'immagine di qualità che il paziente ha della struttura. "Il mio dentista è aggiornato, ha tanti strumenti innovativi" è spesso la frase che sento dire dai pazienti. Ho sempre in mente un episodio. Una cara amica alla quale avevo cementato le mie prime due corone anteriori in zirconia più di 10 anni fa trascorre spesso alcuni mesi in Germania per motivi di lavoro. Durante questa permanenza ha effettuato un richiamo di igiene in uno studio con tanta tecnologia nel quale avevano un sistema chair-side. Al suo ritorno mi ha detto: "caro Carlo in Germania sono tecnologicamente più avanti". Io ho sorriso è le ho mostrato il progetto digitale delle sue corone in zirconia. La percezione della qualità viene facilmente percepita dal paziente con l'utilizzo della tecnologia che rappresenta un mezzo semplice e intuitivo per trasmettere con poche parole lo sforzo di aggiornamento che quotidianamente tutto il team fa per mantenere alta la qualità della nostra meravigliosa professione.
Nella tua attività libero professionale realizzi la " same day dentistry" ? Perché si o perché no e per quali motivi?
Nella pratica quotidiana in Università utilizziamo tecniche semidirette non sempre finalizzate il giorno stesso della preparazione. Anche in questo percorso, a volte mi piace coinvolgere l'odontotecnico per ottimizzare i flussi e i tempi di lavoro. Abbiamo cominciato ad applicare lo stesso concetto nei restauri singoli su impianti. Il vantaggio è reciproco, per il clinico e per il paziente che riduce il numero di sedute. Nella libera professione, dedicandole poco tempo devo ottimizzare i miei tempi di lavoro e pur utilizzando differenti sistemi di impronta digitale non riesco ad utilizzare tecniche semidirette.
A cura di: Davis Cussotto, odontoiatra libero professionista Twitter @DavisCussotto
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