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22 Luglio 2015

E-Book sulla comunicazione. Lo regala, a puntate, il prof. Guastamacchia. Già disponibili le prime due uscite


Da sempre il prof. Carlo Guastamacchia (nella foto), pioniere e sostenitore del valore della comunicazione in odontoiatria, si batte per la libertà d'informazione e di formazione.

Coerente con quanto da sempre sostenuto, da qualche giorno ha attivato una nuova iniziativa l'ECO-BOOK dove ECO sta per Economia Comunicazione in Odontoiatria. Odontoiatria33 lo ha intervistato per saperne di più sul progetto.

Prof. Guastamacchia, nasce ECO-BOOK, di cosa si tratta?

Per un paio d'anni ho pubblicato la rivista ECO ("Ergonomia e Comunicazione in Odontoiatria"). Dopo averne fatti uscire alcuni numeri (sempre gratuiti) mi sono reso conto che con la rivista non riuscivo a dire tutto quello che volevo nei riguardi di un'odontoiatria che sta evolvendo in modo galoppante. Perciò, dopo essermi un po' fermato... a meditare, ho deciso di pubblicare un libro, se pure a puntate, dato che sarà un testo molto consistente.
Nel titolo ho voluto accoppiare i termini Ergonomia e Comunicazione perché ormai è assodato, nonché ufficiale, che la comunicazione fa parte dell'ergonomia e che, pertanto, le due discipline vanno trattate in modo unitario.

Una pubblicazione totalmente gratuita, perché questa scelta?

La domanda è lecita, e la risposta molto sincera. In primo luogo la decisione è nata dalla mia lunga esperienza (40 anni) di Autore. Da questa esperienza ho dedotto una conseguenza indiscutibile: noi non pubblichiamo Henry Potter e, con i nostri diritti d'Autore, non arricchiamo. In più (e io ci credo), nel Giuramento d'Ippocrate sta scritto che dobbiamo mettere a disposizione la nostra cultura medica gratuitamente per chiunque voglia svolgere la nostra professione. Ultimo, ma non infimo, con l'avvento dell'informatica chiunque può pubblicare un testo da sé ("self-publishing") con una enorme serie di vantaggi di libertà e disinvoltura. Resta, obiettivamente, il tema della distribuzione, ma quando uno è un "antico" personaggio come me, questo problema proprio non si pone.
Infine (pesto i calli a qualcuno?) oggi che, con il digitale, tutti possono comunicare con tutti, non riesco a capire perché importanti comunicazioni tra colleghi debbano essere "incorniciate" da petulanti bombardamenti pubblicitari (persino filmati), alle volte davvero devianti e insopportabili.

Nelle settimane scorse il Ministero della Salute e FNOMCEO hanno attivato un corso FAD sulla comunicazione. Un'iniziativa importante?

Occorre far presente una concomitanza non casuale. Il Ministero della Salute ha pubblicato l'offerta del Corso in questione in modo immediatamente susseguente alla diffusione (con sottolineature) dell'articolo 20 del Codice Deontologico. Con questo articolo si esortano tutte le sedi della Federazione a far presente ai medici ed agli odontoiatri che la Comunicazione è materia terapeutica. Questa "scoperta", a mio giudizio colpevolmente tardiva, ha innescato le fasi successive, prima della quali l'offerta del Corso in questione.

Ha avuto modo di vedere i contenuti proposti? Come li giudica?

Ho letto con attenzione tutto il documento. Contenuto ottimo, anche se (e va sottolineato con forza) è il semplice ABC della comunicazione, poco o nulla sostanziato dalle necessità specifiche di ogni singola disciplina. Prima fra tutte, per noi, ovviamente, l'odontoiatria. Credo mi sia permesso di sottolineare come, tramite l'amico Enrico Gherlone, 5 (cinque) anni fa avessi mandato, dietro richiesta, le Linee di raccomandazione per la Comunicazione in odontoiatria. Il testo non venne utilizzato e venne archiviato. Ritengo comunque prezioso il ripensamento, per il quale è da utilizzare la nota formula del "meglio tardi che mai".

Anche grazie al suo lavoro la comunicazione comincia ad essere un punto fermo nella formazione dell'odontoiatria. E' sufficiente quanto si sta facendo? Mi sembra che ci sia anche molta improvvisazione sia da parte dei dentisti che di presunti docenti.

Anzitutto la ringrazio del riconoscimento: sì, il problema della comunicazione è una mia "fissazione" da oltre trent'anni. In medicina chi non sa comunicare non è un buon medico, qualunque sia la sua competenza clinico-manuale. Ormai il concetto è di dominio pubblico e chi non lo ha capito naviga in posizioni di colpevole retroguardia.
Al dunque: sono molto ottimista, perché ormai il ghiaccio è rotto e la formula del "comunicare è curare" non può che progredire in modo inarrestabile. Teniamo presente che questa iniziativa (del comunicare) non è altro che l'onda lunga della cosiddetta "medicina narrativa" che sta ormai prendendo piede come unico modo di interpretare il paziente come "unità olistica" (contesto incluso).
Quanto alla "improvvisazione" può esserci del vero, ma non in malafede. L'importante è tener ben presente che non si possono mescolare le competenze in comunicazione BO ("Budget Oriented") con quelle PDO ("Patient Dentist Oriented"). Sono due momenti comunicazionali del tutto separati ed è opportuno che i "docenti", sia di un orientamento che dell'altro, se ne rendano conto e si comportino di conseguenza; ognuno insegni quello che sa...e non faccia invasioni di campo, che non gli competono.

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