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15 Ottobre 2020

FESPA chiede di validare la laurea in Odontoiatria come specialistica

Con una Lettera aperta al Ministro della Salute vengono presentate le criticità dell’attuale modello di assistenza odontoiatrica pubblica evidenziando il rischio di chiusura degli ambulatori per mancanza di odontoiatri


On. Ministro Roberto Speranza, il Terminale Associativo Lombardia del sindacato FESPA (Federazione Specialisti Ambulatoriali) in seguito agli ultimi articoli di stampa relativi alla questione dell’Odontoiatria sociale o meglio  dell‘Odontoiatria del SSN, istituita nel lontano 1984 dal Ministro Degan, vuole dare un contributo al dibattito che si è aperto, tra il  suo Ministero, i rappresentanti degli Odontoiatri accreditati presso il Dicastero e la stampa in tutte le sue varianti, precisando che molte affermazioni giornalistiche, per esempio sui prezzi e la qualità dei manufatti non sono reali, in quanto riferiti a listini non utilizzati nella normale attività clinica.  

Infatti, i materiali utilizzati per le cure Odontoiatriche sono acquistate dalle ASL, i manufatti protesici devono corrispondere a determinate caratteristiche e a determinati requisiti prescrittivi, stabilite dall’Odontoiatra e poi lavorati in modo da poter superare collaudo e certificazioni prima della consegna da parte dello Specialista ai pazienti. 
Chi le scrive ha, di fatto contribuito a costituire nell’anno 1996 l’Odontoiatria sociale per l’erogazione di manufatti protesici a prezzi calmierati in tutti gli ambulatori pubblici della Regione Piemonte. Regione Lombardia e Regione Piemonte sono le uniche due Regioni d’Italia dove il servizio Odontoiatrico e protesico risulta presente in tutte le strutture territoriali pubbliche delle ASL. 

Sarebbe utili ricordare che la Commissione Ministeriale preposta alla stesura del regolamento per l’erogazione delle prestazioni odontoiatriche e del Capitolato per le verifiche di qualità dei manufatti protesici definì nel 1985 un testo, adottato poi in ambito Europeo e tutt’ora in vigore.Collaborarono alla stesura del testo, oltre alle associazioni degli Odontotecnici anche le organizzazioni sindacali dei pensionati tra i quali fu capo delegazione la CGIL pensionati.

Le verrà facile recuperare il documento finale a cui seguì la circolare, al protocollo del Ministero della salute n. 900/U.C./1114 del 16 Dicembre 1985. In quello stesso periodo furono istituiti i Corsi di Laurea Specialistica in Odontoiatria con il relativo riconoscimento ai paesi membri della Comunità Europea dei relativi Corsi.
Quindi l’Odontoiatra non era più un Medico che per esercitare l’Odontoiatria doveva possedere il titolo di Specializzazione, in quanto per trattato Europeo, istituito un Corso di Laurea Specialistica dedicato, il MIUR non programmava più a livello nazionale Corsi di Specializzazione dei Medici per l’area Odontoiatrica, quindi l’Odontoiatra  era uno Specialista e non più un Medico, ma  Specialista in Odontoiatria. 

Tante cose cambiano in seguito, con le diverse Finanziarie, viene istituito l’Accreditamento delle strutture sanitarie, superato il sistema delle convenzioni con singoli specialisti esterni , figure , che di fatto vanno ad esaurimento  e si arriva ai LEA.

I LEA in Odontoiatria, ipotizza FESPA Lombardia sono stati l’inizio della fine del servizio Odontoiatrico pubblico, infatti da quel momento, con la contestuale modifica del titolo V della Costituzione, ogni Regione  a regolamentato i servizi in modo restrittivo , diminuendo l’offerta di prestazioni Odontoiatriche. 

On. Ministro, nel Nomenclatore Tariffario Nazionale delle prestazioni ambulatoriali, chiamato ingenerosamente “Catalogo” sono codificate tutte le prestazioni Odontoiatriche erogabili negli ambulatori del SSN con i relativi costi ,sarebbe stato più snello e operativo, come per le altre branche specialistiche, che gli esenti per reddito o patologia non pagassero la quota ticket prevista  e che gli altri pazienti  potessero accedere alle prestazioni Odontoiatriche pubbliche pagando la quota di partecipazione alla spesa sanitaria per intero , anche aumentandola. 

Tanta involontaria confusione intorno alla figura dell’ Odontoiatra,  On. Ministro,  l’ha creata la legge Balduzzi del 2012, nella parte in cui recita, che per accedere all’area della Specialistica ambulatoriale convenzionata del SSN  bisogna essere in possesso del titolo di specializzazione, generalizzando e senza chiarire che i Laureati in Odontoiatria di fatto sono Specialisti . Infatti senza abrogarla, si è resa non operativa la legge 409/85 e contestualmente declassata la Laurea in Odontoiatria, il tutto con il silenzio/assenzo dei rappresentanti degli Odontoiatri. 

On. Ministro, succede che il Laureato in Odontoiatra, per il silenzio/assenso di qualcuno, non può più, dal 2021 accedere all’area della Specialistica Convenzionata interna del SSN ed i servizi Odontoiatrici pubblici andranno ad esaurimento per mancanza di Odontoiatri in possesso del nuovo titolo richiesto. 

Quest’anno all’Università Cattolica di Milano sono stati istituiti per gli Odontoiatri, corsi di specializzazione in Ortognatodonzia in Chirurgia Orale ed  in Odontoiatria Pediatrica pochi i posti, 43 in tutto ed utilizzabili tra 3 anni in parte, da quei pochi reparti di Odontoiatria, Ospedalieri ed Universitari esistenti sul territorio Nazionale.Infatti On Ministro, nessuna Università Italiana ha istituito ad oggi, un corso di Specializzazione in uno dei capitoli più importanti dell’Odontoiatria la “Protesi Dentaria” pur sapendo che gli ambulatori pubblici del territorio erogano oltre a prestazioni Odontoiatriche di base, prestazioni di Odontoiatria Protesica.   

A FESPA Lombardia non sembra razionale che, oggi il Laureato in Odontoiatra senza titolo di Specializzazione, possa Accreditarsi con il Servizio Sanitario Nazionale, per erogare le stesse prestazioni che avrebbe reso nelle strutture pubbliche delle ASL, dove gli è preclusa l’attività. FESPA Lombardia crede che le tasse debbano essere pagate per contribuire al mantenimento dello Stato Sociale. 

On. Ministro, FESPA Lombardia crede altresì che un servizio è pubblico, solo se eroga in modo uniforme su tutto il Territorio Nazionale prestazioni accessibili a tutti, senza distinzione alcuna, e  come tale deve essere socialmente sostenibile dalla fiscalità Nazionale. FESPA Lombardia ritiene altresì utile la concorrenza con le strutture private , con le società di capitale e con le società di assicurazione, una concorrenza alla pari, dove lo stato investe per lo stato ed il privato a qualsiasi titolo investe per il privato. 

FESPA Lombardia chiede pertanto una interpretazione della legge Balduzzi, per evitare il blocco dell’ Odontoiatria sociale  e  il contestuale ingiustificato declassamento della Laurea in Odontoiatria.  

Il  Terminale Associativo della Lombardia sensibilizzerà i vertici del sindacato Nazionale FESPA  affinchè perfezionino un documento di sintesi che tenda, in linea con l’Europa a validare anche in Italia la Laurea in Odontoiatria come Laurea Specialistica.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

Dott. Domenico Bruno Buggè: FESPA Lombardia     

 
 

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