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02 Luglio 2021

Radioprotezione: dopo il chiarimento sull’ASO ora si deve intervenire sulla periodicità dei controlli sulle apparecchiature

Brugiapaglia: bene ASO non lavoratore a rischio, ora si deve chiarire su controlli delle apparecchiature per tornare alla biannualità


Egregio Direttore, intendo esprimerle il mio apprezzamento per la pubblicazione della notizia sulla sentenza di Ascoli Piceno in cui viene ritenuto che l'ASO non è un lavoratore a rischio Rx.

Condivido totalmente quanto ha scritto la dott.ssa Rossetti e non comprendo il motivo per cui alcuni - soprattutto i medici competenti - si ostinino a ritenere gli ASO come lavoratori non esposti, anziché come facenti parte della popolazione.

La classificazione dell’ASO come lavoratore non esposto, anziché come facente parte della popolazione, consente all’esperto di radioprotezione di poter essere interessato alla loro formazione. Se si tiene presente il fatto che l'ASO non può effettuare alcuna indagine radiologica, che non può nemmeno premere il pulsante per attivare l'esame radiografico, che deve essere ben lontana dalla zona dove viene eseguita la radiografia, bastano logica e buon senso perché non sia catalogato come lavoratore non esposto, ma sia considerato alla stregua della popolazione.

Questo non è solo quanto sostiene la Dott.ssa Rossetti ma è stato confermato dai contenuti della sentenza del Tribunale di Ascoli Piceno, in aperto contrasto con le illogiche valutazioni fatte da altri soggetti.

Un altro problema emerso dal decreto 101, riguarda l’annualità dei controlli delle apparecchiature radiologiche. La “Direttiva Madre”, la 2013/59, riferendosi agli Stati Membri, non parlava di annualità, né di fissare una precisa scadenza, ma si limitava a parlare solo di periodici controlli. Invece, il D.Lgs. 101 ha imposto tale scadenza di sua iniziativa, quindi una restrizione, non tenendo presente che il recepimento non può essere più restrittivo della Direttiva.

Orbene, soprattutto considerando il basso rischio per gli odontoiatri, in particolare per i radiografici endo-orali, non si comprende il motivo per cui non si possa tornare ad una periodicità biennale, riducendo della fastidiosa burocrazia, si avrebbe un contenimento dei costi che, in caso contrario, si ripercuoterebbero sui cittadini e tenendo presente che, in molti Paesi Europei, i controlli sono ancora più distanziati.

La ringrazio per la cortese attenzione e la saluto cordialmente.  

Dott. Cesare Brugiapaglia: Presidente CAO Ferrara

 
 

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