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13 Gennaio 2016

POS obbligatorio. Le nuove regole in attesa degli sgravi e delle sanzioni


Niente sgravi e neppure sanzioni, per ora, per i medici e i dentisti che non accettano pagamenti con il bancomat e le carte di credito. Lo prevede la Stabilità 2016 appena entrata in vigore al comma 900 del testo definitivo. Da quest'anno chi vende servizi o beni, anche professionista è tenuto ad accettare pagamenti effettuati con carte bancomat o di credito e non c'è più il limite minimo dei 30 euro.

Ma riepiloghiamo le nuove regole.

Sanzioni

Il ministero dello Sviluppo Economico sentiti ministero dell'Economia e Bankitalia disciplinerà con suoi decreti "le modalità, i termini e l'importo delle sanzioni amministrative pecuniarie con riferimento alle fattispecie costituenti illecito e alle relative sanzioni pecuniarie amministrative". Sulle possibilità che dal comma derivino sanzioni ha espresso dubbi la Commissione Bilancio della Camera, spiegando che "in ossequio al principio di legalità le fattispecie costituenti illecito amministrativo devono essere individuate dalla legge". Il Garante della concorrenza sorveglierà il rispetto degli obblighi posti in capo ai professionisti. L'obbligo non è previsto nei casi di oggettiva impossibilità tecnica. Ad oggi, ad esempio, non è necessario il lettore Pos portatile, tuttavia con gli stessi decreti citati, il Mise potrà estendere gli obblighi "a ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili".

Costi delle commissioni

La Stabilità 2016 affida al Ministero dell'Economia il varo entro il 1° febbraio (cioè entro la fine di questo mese) di un decreto che renda applicativi i limiti alle commissioni per bancomat e carta di credito fissato dal regolamento europeo 751/2015. Secondo quest'ultimo la commissione intercharge fee non può superare lo 0,2% del valore delle operazioni per le operazioni con carta bancomat e lo 0,3% per operazioni con carte di credito (art 3 e 4 del regolamento). Le commissioni che il dentista paga per l'operazione sul Pos potranno diminuire, ma difficilmente fino a quelle percentuali. Infatti quando un paziente paga una prestazione con carta di credito, la banca del professionista che "materialmente" prende i soldi potrà addebitare un ricarico. Inoltre un sitema che si basa su commissioni in base alla cifra pagata -considerando gli importi medi incassati dagli studi odontoiatrici- penalizzano sicuramente la professione rispetto ad un canone fisso.

Inoltre le soglie previste dal regolamento Ue valgono solo per le operazioni di pagamento basate su carte che appartengono a circuiti "a quattro parti" (Visa, Mastercard o pago Bancomat) e non si applicano alle carte aziendali o ai prelievi di contante con bancomat. Il regolamento, tuttavia, prevede che ogni stato membro possa abbattere ulteriormente le percentuali Ue e imporre un aggravio non superiore a 5 centesimi di euro a operazione.

L'Italia è orientata a non far pagare un solo centesimo in più per i pagamenti elettronici sotto i 5 euro (cifra difficilmente spesa per una parcella odontoiatrica), mentre rispetterà i limiti del regolamento per gli importi superiori.

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