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29 Settembre 2025

Sanità e ambiente: l’impronta ecologica delle cure e il ruolo dell’odontoiatria

Secondo l’OCSE, il settore sanitario ha generato il 4,4% delle emissioni totali di gas serra. L’odontoiatra non si sottrae con il materiale monouso e lo scarso utilizzo del teleconsulto, ovviamente quando possibile


dente inquinato

La sanità inquina più dell’aviazione. È quanto emerge dal nuovo report dell’OCSE, che analizza l’impatto ambientale dei sistemi sanitari nei paesi membri. Nel 2018, il settore sanitario ha generato in media il 4,4% delle emissioni totali di gas serra, pari a 976 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente: una quota superiore a quella dell’intero comparto dell’aviazione.

Ospedali e farmaci: i principali responsabili

Secondo il report, gli ospedali sono i maggiori emettitori all’interno del sistema sanitario, responsabili del 30% delle emissioni. Ridurre i ricoveri evitabili e la durata media della degenza potrebbe abbattere le emissioni ospedaliere fino al 25%. Anche l’assistenza ambulatoriale contribuisce significativamente (20%), ma con un impatto per visita molto più contenuto: 1,8 kg di CO₂e contro i 16 kg di una giornata letto ospedaliera. Il consumo di farmaci e dispositivi medici rappresenta il 26% delle emissioni sanitarie, con supply chain globali che attraversano spesso tre o più confini. Il report evidenzia come il settore farmaceutico sia più emissivo dell’automotive, secondo alcuni studi.

Le cure dentali nel contesto della decarbonizzazione

Il report non dedica un capitolo specifico all’odontoiatria, ma emergono spunti rilevanti per il settore:

Valutazioni ambientali in odontoiatria: in Canada, le valutazioni HTA (Health Technology Assessment) hanno considerato l’impatto ambientale di interventi odontoiatrici come la fluorizzazione dell’acqua e l’uso di otturazioni al mercurio. È uno dei pochi esempi di integrazione tra ambiente e odontoiatria nelle politiche sanitarie.

Teleodontoiatria: la telemedicina è indicata come leva per ridurre le emissioni legate agli spostamenti. In Ontario, Canada, 63 milioni di consulti virtuali hanno evitato 545-658 milioni di kg di CO₂e in due anni. Anche l’odontoiatria può beneficiare di triage e follow-up a distanza.

Prodotti ad alto impatto: alcuni materiali e dispositivi usati in odontoiatria (es. gas anestetici, materiali monouso, radiografie) rientrano tra quelli ad alto impatto ambientale. Ad esempio il desflurano, gas ad uso ospedaliero per la sedazione, ha un potenziale di riscaldamento globale 20 volte superiore al sevoflurano. La sua eliminazione in paesi come UK, Australia e UE ha portato a riduzioni significative delle emissioni (es. -1.800 tCO₂e/anno in Western Australia).

Somministrazione dei farmaci: la via orale emette 50-60 volte meno rispetto a quella endovenosa. In contesti ospedalieri odontoiatrici, questa considerazione può guidare scelte cliniche più sostenibili.

Le sfide e le opportunità

Il report evidenzia come solo 1/6 dei paesi OCSE abbia linee guida ambientali specifiche per la sanità. Le valutazioni HTA raramente includono criteri ambientali e l’odontoiatria è ancora marginale in questo dibattito. La mancanza di dati armonizzati e comparabili ostacola l’integrazione della sostenibilità nelle decisioni cliniche e di sistema, viene rilevato


Nota: immagine generata con IA


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