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12 Febbraio 2024

Ortodonzia e parodontologia dell’età evolutiva

Il libro (Edra) di Maria Giacinta Paolone e Roberto Kaitsas mette al centro il trattamento ortodontico del bambino, determinante in un processo di promozione precoce della salute parodontale, estetica e psicologica del futuro adulto


Maria Giacinta Paolone e Roberto Kaitsas Maria Giacinta Paolone e Roberto Kaitsas

Dai piccoli agli adolescenti, teenager inclusi, per loro, oggi, l’ortodonzia parodontalmente guidata in età evolutiva è ancora attuale. A 6, 8, persino a 16 anni.

Ecco perché.

Malgrado la velocità, i nuovi valori e il ritmo di vita nella nostra epoca, l’impegno di un trattamento ortodontico per il bambino e per la famiglia ha tuttora una giustificazione molteplice, non solo per la crescita, ma per la promozione precoce della salute parodontale, estetica e psicologica del futuro adulto.

Di questo tratta il manuale edito da Edra Ortodonzia e parodontologia dell’età evolutiva” di Maria Giacinta Paolone e Roberto Kaitsas di cui riportiamo di seguito un estratto.


Risolvere una malocclusione nell’età evolutiva vuol dire regalare per sempre all’adulto di domani un viso, la coscienza della sua estetica facciale e della potenza relazionale che ne deriva, la salute orale e occlusale, il sorriso.

Questo vuol dire far crescere nel bambino il concetto del sé solido dal punto di vista psicologico, estetico, sociale, rendere edotto il paziente su come la salute parodontale tuteli la salute sistemica e su come l’ortopedia facciale costruita insieme, la fatica, il tempo, lo stress abbiano una legittimazione e una portata estetica e sociale (fig. 1).


Figura 1


La valutazione integrata dei fattori di rischio futuri di malattia parodontale, di problematiche muco-gengivali, di sospetti sistemici e auxologici, punto cardine della terapia parodontale, viene valutata e inserita nel piano di trattamento del bambino con il p-OPRA (pediatric-Ortho-Perio-Risk Assessment).

Sempre nell’ottica ortodontico-parodontale, si devono affrontare le ritenzioni dentali da un punto di vista diagnostico e intercettivo prima e terapeutico dopo, rispettando in tutte le fasi la gestione dei tessuti molli nell’approccio chirurgico di tali elementi, negli incisivi, nei canini (i più frequentemente inclusi), fino ai premolari e ai molari (figg. 2, 3).


Figura 2


Figura 3


La stessa attenzione orto-parodontale va posta nei casi di alterazioni di numero, agenesie e iperdonzie nella prospettiva dell’approccio parodontale e della crescita dei giovani pazienti.

L’approccio orto-parodontalmente guidato consente in età evolutiva la risoluzione delle problematiche ortopediche facciali trasversali, sagittali e verticali e il loro trattamento clinico nel rispetto della salute parodontale e nella formazione precoce di una consapevolezza della salute parodontale nel bambino punto cardine della fase I del trattamento parodontale (fig. 1).

Nel trattamento dei piccoli pazienti affetti da un rischio di inclusione dentaria si dovrebbe tenere in considerazione, sotto un’ottica particolarmente importante, un’analisi dei costi-benefici che giustifichi l’esperienza del dolore e garantisca una percezione di un bilancio positivo e risolutivo dell’evento da parte del paziente e dei genitori (fig. 4).


Figura 4


La gestione ortodontica intercettiva allo stadio di dentatura mista per minimizzare la complessità e le eventuali complicanze in un approccio più tardivo deve prendere in considerazione l’entità di questo impegno per il bambino e la famiglia poiché include spesso sia l’approccio intercettivo-ortodontico che quello chirurgico (fig. 5).


Figura 5


Il timing radiografico, le valutazioni millimetriche e angolari devono integrare l’analisi clinica ortodontico-chirurgica (fig. 6).


Figura 6


Da un punto di vista radiografico possono essere necessari esami di secondo livello come la CBCT con la quale il trattamento chirurgico viene pianificato 3D nei minimi dettagli (fig. 7).


Figura 7


Il protocollo ortodontico di gestione e mantenimento dello spazio nei pazienti affetti da rischio inclusione, l’ancoraggio con tecniche anche di impostazione linguale e TADS e le fasi chirurgiche sono parte integrante del protocollo delle sequenze cliniche (fig. 8).


Figura 8


Il nostro protocollo è volto al mantenimento del perimetro d’arcata. Il punto è la gestione dello spazio dove l’elemento a rischio di inclusione possa crearsi il suo tragitto e la sua eruzione fisiologica, prevenendo riassorbimenti ai denti adiacenti, nel rispetto dei tessuti parodontali, eventualmente guidati dall’approccio chirurgico (fig. 9).


Figura 9


Questa metodica combinata porta a un trattamento orto-parodontale-chirurgico volto a ottenere il più precocemente possibile la salute orto-parodontale del piccolo paziente che sarà l’adulto di domani.

Le idee, le applicazioni biomeccaniche e funzionali, le tecniche chirurgiche, le strategie parodontali, le richieste del piccolo paziente e dei suoi genitori, i piani di trattamento devono essere visti sotto un’ottica integrata e sviluppati attraverso lo studio della letteratura, nostra guida costante e alla quale tutti i piani di trattamento fanno riferimento.

Sinergia fra le due specializzazioni significa affrontare il protocollo di lavoro e di inter-relazione fra le varie discipline in modo biunivoco con un aggiornamento e un potenziamento reciproci e quotidiani fra clinici, affinché la tradizione si sposi con le nuove tecnologie, nei trattamenti mirati a intercettare e risolvere precocemente i denti a rischio di ritenzione e inclusione, a risolvere le agenesie e le iperdonzie nel rispetto auxologico e parodontale, a trattare ortopedicamente malocclusioni con discrepanze trasversali, sagittali, verticali e, soprattutto, a individuare precocemente nel piccolo paziente ortodontico e nell’adolescente, spesso il cui unico referente odontoiatrico e medico è l’ortodontista, l’intercettazione precoce dei fattori di rischio parodontali, odontoiatrici e sistemici.

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