Dolori al collo, alle braccia e alla schiena sono elementi che spesso entrano a far parte del “curriculum professionale” dell’odontoiatra. In uno studio pubblicato recentemente dalla rivista Applied Ergonomics, alcuni ricercatori svedesi hanno letteralmente “misurato” lo sforzo sostenuto dall’apparato muscoloscheletrico dell’odontoiatra nel corso di quattro ore di una sua normale giornata di lavoro, confermando che la tensione e la fissità della posizione lavorativa, con il busto e le braccia sporti in avanti verso il paziente, sono alla radice dei disturbi fisici che gli odontoiatri comunemente lamentano. La misurazione, svolta su 24 professionisti cui era stato applicato un inclinometro digitale, ha dimostrato che questa posizione è stata tenuta per circa il 60 per cento del tempo lavorativo, dando luogo a un carico per l’apparato muscoloscheletrico decisamente eccessivo che può essere controbilanciato, secondo i ricercatori, solamente da un’alternanza di movimenti e di posizioni.
Per capire quanto questa posizione e il suo carico di tensione possano influire sulla salute e sulla vita dei professionisti, il Giornale dell’Odontoiatra ha scelto di approfondire l’argomento con Stefano Negrini, medico-chirurgo specialista in medicina fisica e riabilitazione e fondatore di Isico, l’Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale che ha sede a Milano (www.isico.it).
Quali sono i problemi specifici riportati dagli odontoiatri?
Per quello che riguarda il mio campo d’intervento riscontro disturbi localizzati principalmente al collo e alla schiena. I pazienti lamentano dolori che causano difficoltà nel tenere le posizioni necessarie per il lavoro quotidiano dell’odontoiatra, posizioni che sono naturalmente anche la causa del problema.
L’odontoiatra infatti, per la maggior parte del tempo lavorativo, deve concentrare la sua manualità, la sua forza e il suo sguardo su un’area molto piccola, il cavo orale del paziente, rimanendo con il busto e la testa inclinati in avanti o di lato e con le braccia sollevate, letteralmente “appese” al collo. In parte si riscontra lo stesso genere di disturbi nei parrucchieri, che devono lavorare con le braccia sempre molto sollevate rispetto alla posizione di riposo, e nei chirurghi, che operano su un’area piccola con il corpo proiettato in avanti. Rispetto a questi ultimi però, che generalmente non operano continuativamente ma possono variare i loro compiti per esempio con le visite e il lavoro in corsia, gli odontoiatri trascorrono una parte decisamente preponderante del loro tempo trattando il cavo orale dei pazienti.
Che cosa esattamente, nelle posizioni assunte dagli odontoiatri, causa i disturbi?
Quando l’odontoiatra è chino sul paziente, la schiena è piegata in avanti, la testa è inclinata verso l’area di lavoro e le braccia lavorano sollevate: in questa posizione, per di più mantenuta per tempi molto prolungati, la tensione dei muscoli coinvolti è rilevante, e viene sopportata in particolare dai muscoli del collo che sostengono sia il peso del capo sia quello delle braccia.
Questo sforzo sostenuto nel tempo porta ai meccanismi fisiologici che sono alla base dei disturbi. Per quanto riguarda le conseguenze nel breve periodo, ciò che si verifica è una sofferenza muscolare: la prolungata contrazione dei muscoli, infatti, impedisce loro di richiamare tutto il sangue di cui avrebbero bisogno e dà luogo a una carenza di ossigeno che, a sua volta, fa sì che il muscolo rimanga contratto e causi dolore.
Per quanto riguarda invece le conseguenze nel lungo periodo, la posizione obbligata e la distribuzione asimmetrica dei carichi da sostenere può dare luogo a meccanismi degenerativi che riguardano il sistema scheletrico e che possono sfociare nel tempo in un’artrosi precoce.
Può descrivere un caso incontrato nel corso della sua esperienza professionale e come è stato trattato?
Ricordo in particolare il caso di un odontoiatra che aveva subito un colpo di frusta le cui conseguenze si erano andate ad aggiungere a disturbi preesistenti attribuibili alla natura della sua professione. Il risultato di questa somma di tensioni e avvenimenti erano dolori al collo che rendevano difficile svolgere il lavoro quotidiano.
Per aiutare il paziente è stato necessario da un lato rinforzare la muscolatura del collo con esercizi specifici come, per esempio, contrazioni e decontrazioni ritmiche che devono essere insegnate da uno specialista e che successivamente possono essere eseguite a casa dal paziente nel tempo che dovrà dedicare all’attività fisica. Dall’altro lato, per consentire lo svolgimento dell’attività lavorativa, è stato necessario correggere la postura dell’odontoiatra: questo è un lavoro personalizzato, studiato secondo i problemi specifici e la particolare postura che assume durante il proprio lavoro, e riguarda accorgimenti ergonomici come, per fare solo un esempio, l’altezza della sedia del professionista oppure l’inclinazione della poltrona del paziente.
Come gli odontoiatri possono prevenire i disturbi muscoloscheletrici?
Per prevenire, ma anche per curare dolori già esistenti, è assolutamente necessario che l’odontoiatra svolga attività fisica. La carenza di ossigeno nei muscoli di cui abbiamo parlato deve essere resa solo temporanea da un’attività fisica che ne controbilanci gli effetti: il movimento, infatti, conduce ossigeno ai muscoli contratti, consente di eliminare le tossine e riporta la situazione alla normalità. Per questo è necessario scegliere attività che mettano in moto i muscoli coinvolti dal lavoro odontoiatrico, ossia il busto e le braccia in particolare; si possono consigliare quindi il nuoto, il tennis e anche il ballo, purché sia un tipo di danza che non lasci le braccia in una posizione statica. Chiaramente si tratta di azioni preventive, non di terapia: quando è presente un dolore significativo, questo deve essere trattato con farmaci se l’evento è di breve durata, oppure con l’aiuto di uno specialista quando persiste per più di un mese.
Trovare i momenti per svolgere attività fisica è fondamentale ma quando il tempo è poco un aiuto, aggiuntivo e non certo sostitutivo, può essere costituito da esercizi che si possono eseguire anche in studio o a casa: poiché l’obiettivo è quello di muovere in particolare il collo e le spalle per sciogliere la muscolatura, gli esercizi che si possono consigliare sono per esempio le circonduzioni lente del capo, delle spalle e delle braccia.
Una delle raccomandazioni principali per gli odontoiatri, però, è che il movimento entri a far parte anche della giornata lavorativa: sarebbe molto importante riuscire ad alternare i vari compiti, come il trattamento di un paziente e il lavoro al computer, e sfruttare ogni occasione possibile di movimento, andando per esempio a chiamare personalmente il paziente successivo nella sala d’attesa.
Come raccomandano anche i ricercatori svedesi, dunque, il movimento ogni volta che sia possibile e l’alternanza della posizione seduta e di quella eretta sono i consigli cardine per evitare i problemi strettamente connessi alla professione odontoiatrica.
Referenza per lo studio citato:
“Relation between perceived and measured workload obtained by long-term inclinometry among dentists”
Appl Ergon 2009;40(3):309-15.
GdO 2009; 7
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