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18 Dicembre 2024

Frequenza cardiaca e OSAS

Conseguenze cardiovascolari delle apnee ostruttive del sonno e uso del dispositivo di avanzamento mandibolare

di Donatella Ferrara


sonno cuore

La Letteratura Scientifica ha ampiamente descritto le conseguenze delle apnee ostruttive del sonno sulla salute generale, e numerose sono le evidenze, in particolare, sulle conseguenze delle OSA relative al sistema cardiovascolare. Studi osservazionali, infatti, definiscono l’OSA come un fattore di rischio di ipertensione, ictus ischemico, cardiopatia coronarica e scompenso cardiaco, fino ad arrivare ad un aumento di mortalità. Le continue frammentazioni del sonno causano l’attivazione del sistema nervoso simpatico con conseguente aumento di frequenza cardiaca (FC) e pressione arteriosa (PA).

Uno studio italiano pubblicato su Applied Sciences ha lo scopo di valutare la variazione della frequenza cardiaca in soggetti con sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno, con e senza l’utilizzo del dispositivo di avanzamento mandibolare. Gli autori hanno analizzato un totale di 25 pazienti (16 uomini e 9 donne; età media di 30,5 ± 7,9 anni). Ciascun paziente è stato sottoposto ad indagine polisonnografica cardiorespiratoria che ha confermato la diagnosi di OSA (T0). Tutti i soggetti del campione sono stati sottoposti a terapia con dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD). Successivamente, dopo 3 mesi di terapia, è stato eseguito un nuovo monitoraggio cardiorespiratorio (T1).

Analisi statistica

Per la valutazione della distribuzione dei dati è stato utilizzato il test di Shapiro-Wilk, per valutare invece, la differenza statisticamente significativa tra i parametri prima e dopo la terapia relativi alla FC media, FC media minima ed FC media massima è stato eseguito un t-test a campioni appaiati o un test di Wilcoxon per ranghi. L'errore di primo tipo è stato impostato con p < 0.057

Risultati

Con l’utilizzo del dispositivo di avanzamento mandibolare la frequenza cardiaca massima risulta diminuita significativamente di 22.67 bpm mentre la frequenza cardiaca minima, invece, risulta significativamente aumentata di 4.26 bpm. Per quanto riguarda la frequenza cardiaca media il valore risulta diminuito di -2,11 ma non risulta statisticamente significativo.

Discussione

I meccanismi eziopatogenetici ipotizzati per spiegare l’associazione tra OSA e sistema cardiovascolare sono numerosi: ipossia, ipercapnia, pressione intratoracica negativa, queste sono tutte condizioni che attivano una serie di risposte autonomiche ed emodinamiche capaci, a loro volta, di attivare il sistema nervoso simpatico e produrre una serie di mediatori infiammatori, con conseguente rimodellamento anatomico del cuore. I continui episodi di ipossia ed ipercapnia in questi soggetti causa un’alterazione della frequenza cardiaca che, come dimostra il presente studio, oscilla tra una condizione di bradicardia e tachicardia. Questa continua alternanza espone il paziente ad un continuo stress cardiaco che può precipitare in quadri più gravi ed avere implicazioni significative. 

L’uso del dispositivo di avanzamento mandibolare è stato oramai definito come un ottimo strumento efficace nel ridurre il numero di eventi ostruttivi respiratori, ma dal presente studio si evince come questo può avere effetti anche sui parametri cardiaci e non solo su quelli respiratori, migliorando, quindi, l’attività cardiaca nei soggetti con apnee ostruttive del sonno, riducendo la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari associate. 

Per approfondire:

Respiratory and Cardiovascular Parameters Evaluation in OSA Patients Treated with Mandibular Advancement Device. Ciavarella Domenico, Tepedino Michele, Burlon Giuseppe, Ferrara Donatella, Cazzolla Angela Pia, Laurenziello Michele, Illuzzi Gaetano, Suriano Carmela, Cassano Michele.


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