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17 Ottobre 2022

Il Denti(n)stagram

Il prof. Gagliani affronta il tema Instagram ed in dentisti e dice: "È una tra le tante sfide che l’odontoiatria del nuovo millennio metterà nell’arena; siamo pronti ad affrontarla?"

di Massimo Gagliani


Marzo 2020, arriva la peste nera che, nella forma moderna, si chiama Covid; isolamento, coprifuoco, lock-down, chiamatelo come vi pare.Un periodo tragico, ma dalle tragedie è sempre bene trarre degli insegnamenti; invece di abbandonarmi allo sconforto e all’ozio decido di scoprire Instagram, luogo che, avevo sentito, fosse nazione universale per fotografi più o meno arzilli.  

Essendo affetto da cinquant’anni dal morbo delle immagini, avevo pensato a quello come un felice approdo per scoprire nuove emozioni per fotografie. 

L’inizio fu complicato, la vita riprese e Instagram, per me, passò come il primo Covid; rimase la curiosità e la sorpresa. Un numero incalcolabile di dentisti “is on stage”; denti meravigliosi, cene tra compagnoni, abbracci con i pazienti, hashtag (nuova grammatica) e via così. 

Ma facciamo un piccolo passo indietro; quando nel 2010 due genietti (*) della Silicon Valley unirono Instant photography & Telegram uscì Instagram; perché questa crasi lessicale può diventare una ipotetica grammatica per i dentisti? Se la grammatica rappresenta (Treccani) “L'insieme delle convenzioni che danno stabilità alle manifestazioni espressive degli uomini parlanti una stessa lingua in un dato spazio e in un dato tempo.”, quali dovranno essere le “manifestazioni espressive” che servono ai dentisti per sentirsi parte di questa comunità in via di espansione esponenziale, che, inevitabilmente connette due mondi: dentisti e dentisti (come pure igienisti – odontotecnici – aziende), ma anche dentisti e pazienti. 

Al momento mi muovo come Alice nel Paese delle Meraviglie e incontro spesso Cappellai pazzi; certo, ho capito che la barba fintamente incolta, il maglione girocollo “metrosexual” e un fisico scultoreo rappresentino credenziali d’ingresso quasi irrinunciabili; gli studi devono apparire astronavi, le assistenti si devono nutrire a sedano bollito con noci del Monferrato, le luci decise ma non fastidiose. 

I denti(n)stagrammer hanno un gergo fatto di segni e movimenti che deve essere imparato, pena l’esclusione dal gruppo, la penitenza dei mancati cuoricini e, in definitiva, la condanna del peggiore tra i nemici: l’indifferenza. 

È una tra le tante sfide che l’odontoiatria del nuovo millennio metterà nell’arena; siamo pronti ad affrontarla?
Io tra poco sarò nonno, non uno stato che volga verso l’evoluzione vertiginosa ma, sicuro, ci proverò. 

(*) Kevin Systrom e Mike Krieger  

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