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21 Maggio 2018

Contratto di Governo, questi gli intenti in tema di sanità

Anelli: è un buon inizio, disponibili a collaborare per una buona Sanità


"È prioritario preservare l'attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico e tutelare il principio universalistico su cui si fonda la riforma della legge n.833 del 1978 che ha istituito il Servizio sanitario nazionale". Si apre con la difesa del Sistema Sanitario nazionale e del suo principio universalistico il capitolo della bozza del programma di governo del futuro esecutivo M5S-Lega, dedicato alla sanità.  Tre pagine che passano in rassegna molti temi cari ai professionisti della sanità: dal ruolo dei medici di base alla carenza di medici passando per il sistema di finanziamento e i vaccini. Su quest'ultimo punto sembra non esserci concordanza, ma è condivisa l'idea di riscrivere la legge Lorenzin sull'obbligo vaccinale al fine di trovare "il giusto equilibrio tra il diritto all'istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale a causa delle ultime disposizioni in materia di vaccini".  Nella dichiarazione di intenti è espressa poi la necessità di "rescindere il rapporto danno e arcaico tra politica e sanità" e di "garantire la trasparenza e la valutazione dell'operato dei direttori generali in termini di raggiungimento sia degli obiettivi di salute che di bilancio della gestione delle aziende". 

Il finanziamento della sanità dovrà arrivare in prevalenza dal sistema fiscale e in parallelo è necessario "un recupero delle risorse" grazie "ad una efficace lotta agli sprechi e alle inefficienze" e alla "revisione della Governance farmaceutica e sanitaria, nonché all'informatizzazione e alla digitalizzazione del Ssn. E a quest'ultimo aspetto il documento dedica una parte con particolare riferimento al Fascicolo Sanitario Elettronico, alle ricette digitali, alla dematerializzazione dei referti e cartelle cliniche e alle prenotazioni e pagamenti online, così da consentire una reale trasparenza e un efficace controllo in termini di verifica immediata e pubblica dei risultati gestionali. Attenzione è dedicata anche ai medici con un passaggio per i medici di base il cui ruolo va rivisto "nell'ottica di garantire un efficace e capillare sostegno ai servizi territoriali" e alle liste di attesa nei pronto soccorso con la proposta “improcrastinabile” di ridurre "i tempi di accesso attraverso l'implementazione di strutture a bassa intensità di cura". È necessario garantire, continua la bozza "che non vi sia alcuno squilibrio tra le prestazioni istituzionali e quelle erogate in regime di libera professione, soprattutto con riguardo ai tempi di attesa".  Sul fronte della carenza dei medici, le due forze politiche sottolineano la necessità di "assumere il personale medico e sanitario necessario, anche per dare attuazione all'articolo 14 della legge n. 161/2014. I posti per la formazione specialistica dei medici dovrebbero essere determinati dalle reali necessità assistenziali e tenendo conto anche dei pensionamenti, assicurando quindi un'armonizzazione tra posti nei corsi di laurea e posti nel corso di specializzazione". 

Come?  "Da un lato potrà essere necessario aumentare il numero dei laureati in medicina, anche rivedendo il numero chiuso, dall'altro sarà necessario aumentare le borse di studio per gli specializzandi. La bozza invita anche a superare "il modello ospedalo-centrico" con lo sviluppo di "servizi territoriali con standard organizzativi e con costi di accesso ai servizi omogenei e predefiniti, assicurando la presa in carico dell'utente, attraverso un suo "specifico percorso socio-sanitario" e attraverso più idonei servizi di prevenzione".  Per quel che riguarda il problema dell'invecchiamento della popolazione e le conseguenti malattie croniche il testo parla di "garantire la diffusione capillare di strutture socio-sanitarie e a bassa intensità di cura. Devono altresì essere implementate le strutture di sostegno alle patologie cronico-degenerative ed oncologiche e bisogna garantire risorse adeguate per l'assistenza, diretta e personalizzata, dei soggetti affetti da malattie rare e croniche".  

E sempre in materia di assistenza nel documento si parla di introdurre un ministero della Disabilità e di prevedere "un generale rafforzamento dei fondi sulla disabilità e la non autosufficienza al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita, assicurando l'accesso all'ambiente fisico, ai trasporti, all'informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico".  

Commento FNOMCeO 

“Del Contratto di Governo abbiamo valutato positivamente la parte relativa alla Sanità, che prende in esame questioni cruciali che ci stanno a cuore e che stiamo sviluppando nel percorso che condurrà agli Stati Generali della professione medica e odontoiatrica del 2019”, scrive in una nota il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli commentato gli intenti che riguardano la sanità contenuti nel “contratto” di Governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. In particolare, continua, “condividiamo il sostegno al Servizio sanitario nazionale e ai suoi obiettivi di universalità delle cure e di equità negli accessi, garantiti attraverso la solidarietà: la Sanità deve essere finanziata prevalentemente dal sistema fiscale, riducendo al minimo la compartecipazione dei cittadini. Apprezziamo e sosteniamo l’impulso dato alla digitalizzazione, alla medicina del territorio, alla gestione della cronicità. Concordiamo con l’osservazione che, per ridurre le liste d’attesa, sia necessario impiegare più medici, sbloccando il turnover e formandone un numero adeguato per sostituire quelli che escono dal sistema”. 

“È un buon inizio”, precisa il numero uno della Federazione dei medici ed odontoiatri italiani. 

“Diamo sin d’ora la nostra disponibilità a collaborare per promuovere una buona Sanità per tutti i cittadini, rimuovendo le disuguaglianze e promuovendo una gestione sempre più responsabile da parte dei professionisti della salute”. 

 
 

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