Nello speciale di Plus24 sulla sanità integrativa trova spazio anche la posizione di ANDI attraverso una intervista del presidente nazionale Carlo Ghirlanda (nella foto). Se da una parte Previmedical denuncia che ANDI “da sempre esprime per motivi corporativi contrarietà assoluta rispetto al convenzionamento degli studi odontoiatrici con le compagnie assicurative e i fondi sanitari”, la stessa Associazione tira diritto e continua a evidenziare che “c’è bisogno di nuove regole”.
Giusto un anno fa ANDI organizzava un convegno al Ministero della Salute per sottolineare le storture del sistema e proporre soluzioni.
Interpellato da Plus24 sulla questione MètaSalute e sulla lettera inviata a Previmedical il presidente ANDI ribadisce la criticità verso i “terzi lucranti” ricordando come “questi provider di reti per i loro servizi richiedono costi anche pari al 15-25% dell’importo inizialmente destinato alle prestazioni sanitarie dalla solidarietà collettiva e ciò impoverisce il contributo effettivamente a disposizione”.
“Significa –spiega Ghirlanda- che se per esempio il datore di lavoro e le controparti sindacali avevano destinato per la partecipazione al fondo integrativo una somma pari a 100, alla fine con il sistema attuale ne arrivano effettivamente a regime 65-70”.
Ma il presidente Ghirlanda pone anche un problema di “trasparenza”, sostenendo che “il sistema di affidamento dei servizi di rete è deciso unilateralmente; ci vuole qualcuno che verifichi prima, durante e dopo e che fissi nuove regole”. Non solo, il presidente ANDI ritiene che non sia corretto “il meccanismo che affida a una “rete” chiusa e predefinita il compito di provvedere ai rimborsi per le terapie mediche e dentali senza lasciare al paziente la libera scelta del medico, specie laddove il sistema chiuso preveda regole e condizioni che possono alterare e condizionare il diretto rapporto fra medico e paziente, che deve essere invece improntato a massima e reciproca fiducia”.
La proposta
Il presidente ANDI chiede attraverso l’intervista pubblicata su Plus24, che il sistema possa garantire “maggiore trasparenza” e che “venissero abbandonate le reti e che venissero erogati dei sistemi di rimborso tipo voucher, da spendere presso i professionisti che il paziente liberamente sceglierà”.
L’obiettivo, ricorda Ghirlanda, è quello che al paziente “sia data libertà assoluta nella scelta del professionista e che il fondo, o l’assicurazione, provveda a risarcire l’assicurato per quanto nelle sue scelte e possibilità di risorse”. “Sosteniamo fortemente che il rapporto medico-paziente non debba più venire alterato da questo sistema”. “Questi network agiscono, anche in campo sanitario, fornendo servizi aggregati”, spiega il presidente ANDI.
“Se messi fra loro in gara ognuno cerca di ottenere il contratto offrendo sulla carta le condizioni più vantaggiose possibili per il fondo contraente e questo ha delle ripercussioni a valle: si stringono i cordoni della borsa verso i professionisti sanitari o non si pagano le prestazioni effettuate adducendo le scuse più strane. Inoltre alcune volte degli adempimenti amministrativi imposti da alcuni fondi mal si conciliano con l’interesse del paziente: si pensi alle radiografie di controllo post cura spesso obbligatoriamente richieste seppur vietate per legge se non indispensabili a puro giudizio del medico dentista”.
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