HOME - Di... Sera
 
 
04 Ottobre 2020

Se il “tengo famiglia” viene sdoganato anche dalla Gabanelli, mi sfugge qualche cosa

di Norberto Maccagno


In attesa di capire se e come l’Antitrust si interesserà dell’esposto promosso da ANOMeC, l’iniziativa ha già raggiunto un primo obiettivo: coinvolgere i media. Almeno il Data Room di Milena Gabanelli, rubrica d’inchiesta sul sito del Corriere delle Sera.  

In 2 minuti e 42 secondi la Gabanelli ha sintetizzato la questione fondi integrativi odontoiatrici presentando problemi e criticità. 

Per voi lettori di Odontoiatria33, che da anni leggete notizie, approfondimenti e commenti sulla questione nulla di nuovo, neppure i dati presentati.  

La vera novità sta nel fatto che un importante punto di riferimento dell’inchiesta giornalistica italiana si sia occupata della questione coperture assicurative odontoiatriche, presentando però le criticità dal punto di vista del dentista.
Le stesse che il settore, anche dal nostro giornale, da sempre denuncia: impossibilità per il paziente di scegliere il professionista a cui rivolgersi e questione dei rimborsi agli studi convenzionati molto bassi, portando anche delle cifre in merito (il costo della tariffa, il rimborso all’assicurato, il rimborso al dentista convenzionato), quelle indicate forse perfino generose rispetto a quanto alcuni dentisti convenzionati ci hanno detto. 

Sulla questione “tariffe”, la Gabanelli confronta quanto rimborsato con i costi alla poltrona di alcune prestazioni (otturazione, corona in ceramica, impianto in titanio) per dimostrare la non convenienza che uno studio convenzionato avrebbe nell’eseguirle, mettendo quindi a rischio “la qualità delle cure”. 

E proprio per motivare questa affermazione la Gabanelli spiega: “Da una parte alle assicurazioni conviene spingere le tariffe sempre più in basso per allargare la platea dei clienti, dall’altra i dentisti, se non vogliono vedersi preclusa una fetta di mercato, sono costretti ad accettare. Su 39.079 titolari di studi odontoiatrici oggi i convenzionati sono 10.592. I grossi centri lavorano sulle economie di scala e riescono più facilmente ad ammortizzare i costi. Per gli altri sta diventando un’odissea tra listini al ribasso, esclusione dalle convenzioni, pratiche burocratiche infinite per ottenere i rimborsi. Il pericolo è che ci vada di mezzo la qualità delle cure fornite al paziente”.  

Allora, fa intendere la Gabanelli, per starci dentro il dentista tenta di risparmiare. I modi per risparmiare ci sono”, viene spiegato. “Per un’otturazione può essere usata la resina invece del materiale biocompatibile; per una corona si può magari ricorrere a una ceramica made in China; per un impianto sceglierne uno con una minore capacità osteointegrativa e qualità del titanio (che ha vari gradi purezza) e caratteristiche biomeccaniche inferiori. Risultato per il paziente: distacco dell’otturazione, minore certezza di osteointegrazione e rischio di infezioni per la corona e l’impianto”. 

Ovviamente, dal punto di vista mediatico, associare il problema “Fondi” ad un rischio per la salute per gli assistiti è il percorso più breve e facile per sensibilizzare sul problema.
Ben più difficile andare a toccare e comprendere i veri problemi che non tanto il concetto di sanità integrativa comporta, ma l’attuale modo in cui è stata organizzata, o meglio il perché si è permesso che venisse gestita in questo modo

L’ennesima dimostrazione della difficoltà di evidenziare le criticità e le possibili soluzioni (per la complessità del tema) l’abbiamo avuta assistendo al dibattito svoltosi in diretta Facebook sulla pagina del Data Room tra Simona Ravizza giornalista del Corriere della Sera che con Milena Gabanelli ha curato l’inchiesta e Alberto di Feo (ANOMeC), Paolo Martinello (Altroconsumo) e Carlo Ghirlanda (ANDI). In oltre 20 minuti si è cercato di toccare i veri problemi del sistema Fondi ma credo che perfino la giornalista, alla fine non abbia veramente compreso criticità, rischi e proposte di modifiche del sistema. 

Ma torniamo alla questione del rischio per la salute portato dalla Gabanelli che il sistema fondi così come strutturato comporterebbe: i rimborsi dati ai dentisti sono troppo bassi e quindi il dentista cerca di risparmiare, e offre prestazioni scadenti

stupirmi non è certo l’affermazione che a fronte di rimborsi troppo bassi gli studi convenzionati offrano qualità delle cure scadenti, da sempre anche esponenti ordinistici e sindacali lo indicano tra le criticità del sistema.
stupirmi è il fatto che la Gabanelli, paladina della tutela dei cittadini, accetti come normale che un professionista che ha firmato un contratto accettando le condizioni indicate (tra cui il tariffario), per non rimetterci “truffi” l’assistito utilizzando materiali scadenti o difformi da quanto prescritto o perfino utilizzando materiali non certificati (quelli provenienti dalla Cina) e quindi illegali. 

Ha regione chi durante il dibattito ha ricordato che tutti i dentisti, anche quelli convenzionati, sono iscritti ad un Ordine, sono sotto il controllo dell’Ordine e devono rispettare Codice deontologico ed Etica.
Così come bene ha fatto a precisare come l’operato e la serietà degli Odontoiatri Italiani non può essere messa in discussione in alcun modo e che se un dentista non ritiene sia conveniente convenzionarsi, non è obbligato a convenzionarsi. Affermazione tanto semplicista quanto reale, volutamente dimenticando nel farla quanto oggi i fondi spostano in termini di gestione di pazienti, ma è proprio per questo che si deve garantire un sistema equo sia per pazienti che convenzionati, altrimenti è concorrenza sleale e turbativa di mercato (vedi esposto all’Antitrust di ANOMeC). 

Però, se allora i dentisti convenzionati non “tentano di risparmiare”, come dice la Gabanelli, allora le tariffe rimborsate ai dentisti non sono un problema di salute per i cittadini. E se invece come ha ipotizzato la Gabanelli si tenta di risparmiare allora l’Ordine deve intervenire.  

Come scrivevo all’inizio, da decenni seguo la questione Fondi e purtroppo i problemi per i cittadini ci sono, e non sono (solo) dovuti ai dentisti che tentano di risparmiare. I dentisti seri lo sono sempre, anche se convenzionati, così come quelli pronti a “risparmiare”, probabilmente lo fanno anche nel loro studio privato. 

Il problema dei Fondi Sanitari Integrativi (e non sostitutivi), come anche evidenziato nel dibattito, nasce non da una norma che sulla carta poteva anche essere una opportunità per i cittadini che non ottengono risposte dal SSN, ma dal fatto che si è permesso se non proprio di aggirarla, non renderla operativa così come pensata dal legislatore. Bisognerebbe cercare di riportare tutto al rispetto delle intenzioni inziali, correggendo quelle che si sono dimostrate inefficaci. Le mancate applicazioni erano state ampiamente analizzate in un convengo organizzato da ANDI alcuni anni fa e ribadite recentemente in Parlamento da AIO ed ANDI.  Certo, oggi, con gli interessi economici nati intorno alla sanità integrativa diventa difficile invertire la rotta. 

Per finire, consentitemi un ultimo commento sull’inchiesta del Data Room e sulla proposta avanzata: spostare i 4 miliardi dalla defiscalizzazione dei Fondi integrativi al rafforzamento del SSN proprio per accorciare le liste d’attesa e concedere la possibilità di alzare la percentuale di detrazione dalla fattura del dentista. Lo scrivevo nello scorso DiDomenicamolti dei problemi dell’odontoiatria nascono perchè manca una risposta del SSN, ma non basta spostare dei soldi, serve rivedere anche l’organizzazione dell’odontoiatria pubblica. Quanto ci scrive il referente della Federazione Specialisti Ambulatoriali raccontandoci come a Verbania da oltre 9 mesi si preferisca “pagare molti odontoiatri senza svolgere l’attività” piuttosto che mettere a norma lo studio odontoiatrico pubblico, è un chiaro esempio di disinteresse verso la salute orale dei cittadini, e dei soldi di noi contribuenti.                   

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Il Decreto PA destina finanziamenti alla copertura assicurativa integrativa delle spese sanitarie per il personale scolastico. Interesserà oltre un milione di lavoratori


Ricerca UniSalute: tra le preoccupazioni degli italiani i costi delle cure dentistiche. Un terzo di chi acquisterebbe una polizza sanitaria chiede che contemplino anche le cure odontoiatriche


Il dott. Usoni si è fatto i calcoli di quanto costa trattare un paziente proveniente da un fondo. Calcoli alla mano lui, sembra, non starci dentro. Questo il suo racconto 


Sotto di tutti i limiti di un sistema che va profondamente riformato e che non ha trovato l’attenzione della Politica. I perché del dott. Damilano


La fotografia della sanità integrativa per le cure odontoiatriche attraverso i numeri e le criticità per pazienti e dentisti e la proposta di spostare i 4 miliardi di defiscalizzazione per...


Il 3° Rapporto Fondi Sanitari Integrativi in Italia conferma il ruolo crescente della sanità integrativa. Per i Fondi di tipo A il 99% della spesa è per le cure odontoiatriche


Presentato al IX workshop di economia in odontoiatria ANDI il progetto FAS. Un nuovo modello di sanità integrativa basato sulla premialità e la libera scelta dell’odontoiatra curante 


Fondazione GIMBE in Commissione al Senato: deregulation e scarsa trasparenza li hanno resi strumenti di privatizzazione e sostitutivi della sanità pubblica


Nel dibattito politico estivo, la sanità pubblica ed i problemi del nostro Servizio Sanitario Nazionale hanno occupato in più occasioni le pagine dei maggiori quotidiani nazionali (Corriere,...

di Norberto Maccagno


Monaco: la sanità integrativa non deve entrare in concorrenza con quella pubblica. Servono nuove regole in modo che il cittadino possa scegliere il medico da cui farsi curare


Molti analisti indicano nel 2025 un cambio di percezione, da parte di noi cittadini, della cosiddetta Intelligenza Artificiale che per molti è l’App a cui chiediamo di fare...

di Norberto Maccagno


Rispolvero il DiDomenica, peraltro uscendo di martedì, per ripercorrere dal punto di vista del settore dentale, l’anno che si chiude questa notte. Sfogliando le circa mille...

di Norberto Maccagno


Altri Articoli

Senna (CAO): l’obiettivo è realizzare nel 2027 un nuovo Codice deontologico sempre più aderente ai mutamenti della professione di medico ed odontoiatra, fedele ai valori “antichi”


A Lamezia Terme un odontoiatra esercitava da anni in uno studio privo di autorizzazioni. Durante i controlli trovati anche farmaci scaduti, l’odontoiatra è stato denunciato, lo studio sequestrato


L’OMCeO Torino lancia l’allarme dei sanitari con titolo di laurea estero riconosciuti solo dalla Regione che però possono esercitare, la CAO chiede di escludere gli odontoiatri dalla...


Il presidente nazionale AIO sottolinea: la sicurezza negli studi non è un obbligo ma una responsabilità clinica


Sicurezza, efficienza e valore legale per documenti e consensi, uno strumento semplice da usare che può semplificare ed ottimizzare la gestione burocratica dello studio


Interviste     27 Aprile 2026

Oggi ANDI compie 80 anni

Abbiamo celebrato la ricorrenza con l’attuale presidente ANDI Carlo Ghirlanda, attraverso un racconto personale che guarda al passato più recente ma anche al futuro dell’Associazione.


Le norme ma anche e soprattutto le regole dal punto di vista della deontologia. Ne abbiamo parlato con il presidente CAO di Catanzaro che ha posto (sui social) la questione


A Pordenone, Monfalcone e Gemona è in programma un corso per diventare Assistente di studio odontoiatrico (ASO), gratuito per i disoccupati. Domande entro il 7 maggio


Nuovi standard su sicurezza e uso clinico dopo quasi dieci anni dall’ultima revisione. Aggiornati criteri clinici, documentazione e requisiti formativi per la pratica odontoiatrica


La prof.ssa Nardi sottolinea quanto nella pratica clinica di prevenzione, l’evoluzione delle tecnologie ha profondamente migliorato le procedure di decontaminazione, rendendole...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Anelli e Senna scrivono ai Ministri dell’Università, Salute ed Economia per sollecitare l’emanazione del decreto attuativo


Utile di 700 milioni nel 2025: gli investimenti compensano la gobba pensionistica che sta registrando un aumento dei pensionati


Un’app per la fisioterapia a domicilio per nei pazienti con TMD dolorose. Uno studio di ricercatori italiani ne ha approfondito l’efficacia


Le novità introdotte dalla delibera n. 4/2026 della Commissione ECM, ecco il criterio ed il numero di crediti che vengono assegnati 


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi