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07 Gennaio 2019

Ordine di Milano sulle limitazioni delle comunicazioni in sanità. Una “vittoria della professione”


Sull’approvazione delle norme che pongono limiti sulla comunicazione in sanità interviene l’Ordine di Milano attraverso una nota inviata agli scritti a forma del presidente Roberto Carlo Rossi ed del presidente CAO Andrea Senna

Cari Colleghi, il nuovo anno inizia con una importante vittoria per la difesa della nostra Professione. Dopo tanto nostro lavoro e impegno, il Parlamento Italiano ha promulgato alcune norme che regolamentano in senso virtuoso la pubblicità sanitaria. Il percorso è stato lungo e difficile ed è iniziato diversi anni fa quando il nostro Ordine (unico insieme a pochi altri) ha rifiutato di togliere dal proprio Codice deontologico il divieto di effettuare pubblicità commerciale.

Questo perché abbiamo sotto gli occhi che Milano, come altre grandi città, è bombardata da pubblicità sanitarie molto commerciali e promozionali, che distolgono il cittadino dall’effettuare una libera e ragionata scelta di ciò che è meglio per la sua salute, rimanendone condizionato.A questo far west abbiamo appunto voluto dire basta, in nome della difesa della salute del paziente.Così si è arrivati al secondo step: il Parere Pro Veritate stilato da uno Studio Legale di primaria importanza, esperto in diritto amministrativo. Il Parere ha confermato le nostre idee in merito alla pubblicità sanitaria e ci ha permesso di capire come in Italia, in ambito sanitario, non fosse mai stata liberalizzata la pubblicità commerciale ma solo quella informativa. Il Parere è stato poi confermato dalla sentenza del 4 maggio 2017 della Corte di Giustizia europea che ha ritenuto legittime le limitazioni all’utilizzo della pubblicità da parte dei professionisti sanitari, sulla base di un ponderato bilanciamento di interessi contrapposti, quello del libero mercato e quello della tutela della salute.A questo punto abbiamo definito i punti essenziali che definiscono una pubblicità sanitaria libera ma al tempo stesso deontologicamente orientata.

Ci siamo mossi in sinergia con CAO Nazionale, ANDI e AIO e con il fondamentale aiuto della Collega Onorevole Rossana Boldi che ha condiviso e fatto proprie le nostre idee. Così è passata la norma sulla pubblicità sanitaria in due commi della nuova legge di bilancio appena approvata.Ecco i punti della legge che ci riguardano:- divieto assoluto di aspetti di natura promozionale o suggestionale nelle informative sanitarie- legittimazione dell’attività disciplinare degli Ordini nei confronti dei DS delle strutture che diffondono pubblicità non deontologicamente orientate e segnalazione all’AGCOM (non più all’AGCM) per comminare eventuali sanzioni alle società committenti.- Obbligo dei direttori sanitari ad essere iscritti presso l’Ordine territoriale in cui si trova la struttura da loro diretta per permettere un controllo deontologico diretto da parte degli Ordini stessi. 

 Ha prevalso il diritto alla libera determinazione del paziente a poter effettuare una ragionata scelta su ciò che è meglio per la sua salute senza essere suggestionato da logiche commerciali. E’ stata sancita la prevalenza del diritto alla salute su quello del libero mercato senza regole. In questo senso, gli Ordini sono stati chiamati ancora una volta a garantire che il diritto alla corretta informazione sanitaria sia tutelato non nell’interesse di pochi ma al servizio di tutti. Un ringraziamento particolare a tutti coloro che, con noi, hanno contribuito a questo storico risultato: non solo i colleghi che compongono la Commissione Albo Odontoiatri ma tutti i componenti del Consiglio Direttivo dell’Ordine di Milano, che hanno creduto fermamente in questa battaglia.  

Un ringraziamento particolare in primo luogo all’Onorevole Rossana Boldi e poi a Raffaele Iandolo e a tutta la CAO Nazionale, al nuovo Presidente ANDI Nazionale Carlo Ghirlanda e al Presidente AIO Nazionale Fausto Fiorile. Uniti, abbiamo ottenuto un risultato che è utile soprattutto al cittadino ed è questo che ci riempie maggiormente di orgoglio.



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