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10 Gennaio 2019

Sanatoria su competenze professioni sanitarie, preoccupato anche il settore dentale


C'è una sanatoria nell'ultima Legge di Bilancio che non fa stare tranquille le professioni sanitarie, infermieri inclusi, e forse anche i medici. Infatti, in quelle 22 professioni autorizza 20 mila addetti privi di titoli idonei a espletare le competenze di professionisti laureati.  Il comma 537 bis consente a infermieri, ostetrici, fisioterapisti, tecnici di laboratorio, prevenzione etc con alle spalle 36 mesi di lavoro anche non continuativi negli ultimi 10 anni di continuare ad esercitare la professione fin qui svolta iscrivendosi ad elenchi speciali nell'albo dei "tecnici".  

E il comma 538 prevede che presto, entro il 1° marzo, il ministero della Salute istituisca gli elenchi speciali. Nel mondo medico le reazioni sono state fin qui contenute; la Simfer, Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, ha espresso timori di abusivismo.  Ad esempio, la norma prenderebbe in pieno l'annosa questione dei massofisioterapisti, che talora si ritrovano coinvolti in contenziosi, accusati di svolgere attività di fisioterapisti - professionisti questi ultimi con laurea ed albo- e che ora in parte si ritroverebbero equipollenti.  

L'Ordine degli Infermieri (Fnopi) invece accenna in una nota che in realtà la norma evita di licenziare 20 mila unità, cosa che aveva affermato anche il ministro della Salute Giulia Grillo. E cita oltre ai massofisioterapisti gli educatori professionali e i tecnici di laboratorio e affini in possesso di titoli regionali ammessi quando ancora non era codificato l'iter di accesso alla professione (però, ci segnala un laboratorista, per i "tecnici" l'obbligo di corso di formazione post-maturità era già previsto ben prima dei 10 anni da cui si fa decorrere la "sanatoria"). 

Rita Consiglio (UNID) si chiede: “perché lo stesso legislatore che ci ha imposto il rispetto della legge oggi premia chi ha svolto una professione sanitaria senza titolo “da almeno 36 mesi”,  chi non ha dovuto investire tempo e denaro nei percorsi universitari, chi non ha dovuto aggiornarsi come la legge impone e chi non si è affrettato ad iscriversi all’ordine  che ha imposto il pagamento  di un anno pur essendo iscritto da 5 mesi!  Duecento cinquantamila professionisti sanitari beffati dalla legge!   E ancora ci si chiede perché si tutela solo l’abuso di determinate professioni sanitarie piuttosto di altre?  Dove sta la differenza tra l’abuso della professione di Igienista Dentale e l’abuso della professione di Odontoiatra, visto che la legge è uguale per tutti gli abusi di professione?   Al legislatore forse sfugge il dato concreto che vi è una popolazione di abusivi che svolgeva la professione da anni e che basta trovare chi certifica il suo operato per acquisire il diritto di entrare all’ordine a testa alta.  Assisteremo ad una serie di ricorsi di chi ha pagato per la sua illegalità e questo sarà il risultato di una legge contraddittoria e incostituzionale avallata da un Governo che finge di tutelare  il cittadino, il paziente ed infine l’operatore sanitario”.  

“La norma stravolge la ratio della Legge 3/2018 che regolamenta ed istituisce nuovi ordini a tutela della salute dei cittadini, cercando di far approvare una sanatoria che avrebbe consentito anche a chi non ha titoli idonei, di esercitare una professione sanitaria con l'aggravante della non obbligatorietà di iscrizione all'Ordine”, hanno commentato da AIDI.  “Con quell’emendamento passa di fatto una sanatoria beffa a danno di cittadini e professionisti”.  

“Su questo tema – sottolinea il presidente ANDI Carlo Ghirlanda in una nota stampa– auspichiamo un intervento puntuale del Ministero, che ponga paletti precisi e che stabilisca chiaramente i requisiti necessari per l’accesso alle professioni sanitarie, evitando una sanatoria che diminuisce la sicurezza per i cittadini, laddove l’iscrizione all’Albo rappresenta la garanzia di un percorso che attesta e certifica formazione ed esperienza”.  

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