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02 Aprile 2020

Bonus dei 600 euro per i professionisti, il rischio è che i fondi non bastino

ENPAM: dopo le prime verifiche, nei prossimi giorni già i primi pagamenti; ma attenzione alle false autocertificazioni. Consigli anche per l’indennizzo ENPAM dei 1000 euro

Norberto Maccagno

Le circa 180 mila domande per ricevere il contributo statale di 600 euro presentate solo nel primo giorno dai professionisti iscritti ad un Albo o Ordine, stanno già esaurendo il tetto di 200milioni di euro stanziati dal Decreto Cura Italia (333.333 gli assegni pagabili con i fondi stanziati). E le Casse di previdenza si cominciano a porre il problema se dovranno continuare a pagare o aspettare.

Questione posta dal presidente ADEPP (ed ENPAM) Alberto Oliveti che ha chiesto garanzie sulle coperture al Ministro del lavoro Nunzia Catalfo. Stando alle dichiarazioni alla stampa del Ministro, ci sarebbe l’intenzione del Governo di finanziare il bonus in modo che tutte le richieste siano evase, così come promesso per i 600 euro agli autonomi iscritti all'INPS.

Sul fronte medici ed odontoiatri, ENPAM informa che nella sola giornata di ieri primo aprile, sono stati 9.113, tra medici ed odontoiatri, gli iscritti che hanno presentato la domanda. 

Questi i numeri delle domande presentate dagli altri Enti di previdenza: psicologi 22.500, ingegneri e architetti 20.641; Cassa dottori commercialisti intorno 20mila; giornalisti 7mila; veterinari 6mla; consulenti del lavoro 5.400; Cassa ragionieri 3.500; Cassa geometri 3.500; Epap (attuari, chimici, fisici, geologi, dottori agronomi e dottori forestali) 2.800; periti industriali 2mila; biologi 1.200; periti agrari e agrotecnici 1.180; infermieri 600; notai 130. 


Quando i dentisti riceveranno il bonus statale? 

“Quasi subito” assicurano da ENPAM, non appena fatta una prima verifica delle domande con i dati già in possesso dall’Ente previdenziale, come ad esempio se è realmente un libero professionista e non riceve un trattamento pensionistico. Poi, successivamente all’invio del pagamento, verranno effettuati quelli confrontando i dati dichiarati con quelli in possesso dall’Agenzia delle Entrate. ENPAM ogni settimana deve inviare all’INPS documentazione e dati degli iscritti ai quali è stato erogato il bonus.  

Sul rischio di vedersi contestato l’emissione del bonus all’iscritto, e quindi di dover richiedergli quanto versato, ENPAM lo ritiene improbabile, ricordano che l’auto dichiarazione che l’iscritto ha presentato per ottenere il contributo da 600 euro prevede una responsabilità penale.  

Considerando i rischi, sarebbe decisamente “poco saggio” richiedere il contributo avendo rediti superiori a quelli consentiti. I dati sono facilmente verificabili attraverso un semplice processo informatico. 

I paletti imposti dal Governo per richiedere il bonus di 600 euro sono abbastanza chiari e definiti: chi ha un reddito non superiore ai 35mila euro può richiederlo in quanto limitato nell’esercitare la professione dai Decreti emanati, e non viene chiesto nessun calo del fatturato. Un po’ più complicato per chi ha invece un reddito tra i 35 ed i 50 mila euro che può richiedere il bonus se ha avuto un calo del proprio reddito del 33% nei primi 3 mesi del 2020 rispetto ai primi tre mesi del 2019.
Ma il reale calo di fatturato degli studi avverrà nel terzo e quarto mese del 2020, e probabilmente anche per i mesi successivi. 

Altro dubbio è quello di chi si è appena iscritto alla Quota “B” di ENPAM perché ha aperto l’attività nei primi mesi di 2020: può richiedere il bonus? Per sapere come comportarsi ENPAM ha richiesto ai ministeri competenti un chiarimento

E’ nostra opinione, siccome il Decreto indica che può richiedere il bonus chi non abbia, nel 2018, avuto un reddito superiore ai 35mila euro (il Decreto non dice che doveva avere un reddito nel 2018), e comunque, considerata la ratio del provvedimento -aiutare i professionisti in difficoltà per le limitazioni dell’attività dovute dall’emergenza sanitaria- riteniamo che possa essere corretto consigliare di presentare la domanda per non rischiare di rimanere esclusi da coloro che riceveranno il bonus perché il fondo stanziato si esaurisce, prima di ottenere il parere ufficiale.  

Contributo 1000 euro di ENPAM Sempre nella giornata di ieri primo aprile, gli iscritti ad ENPAM hanno cominciato a presentare le domande per ottenere il contributo di 1000 euro previsto per i liberi professionisti iscritti alla Quota B (ed in regola con i pagamenti del 2019) che hanno avuto un calo del fatturato pari al 33% nei primi tre mesi del 2020 rispetto all’ultimo trimestre 2019. Per questo contributo non è previsto un limite di reddito come invece per quello statale di 600 euro.

La considerazione fatta per quello da 600 euro, su quali siano i reali mesi in cui sarà registrato il calo del fatturato dello studio, valgono anche per le regle indicate da ENPAM. 

Da domenica 29 marzo (quando è stata data la possibilità di presentare le domande), informa ENPAM che sono state oltre 22 mila quelle già presentate. 

Crediamo sia utile sottolineare nuovamente quanto avevamo già indicato in un approfondimento sul contributo ENPAM. L’indennizzo viene erogato su base giornaliera (1000 euro al mese) a partire dalla data del 21 febbraio fino alla data in cui è presentata la domanda per un periodo massimo di tre mesi. Quindi se l’iscritto ha presentato ieri primo aprile la domanda, riceverà l’indennizzo per i giorni compresi tra il 21 febbraio ed il 1 aprile. Per ricevere quello delle settimane successive (fino a raggiungere il tetto massimo ottenibile dei 3mila euro) dovrà presentare una successiva domanda (e vale la stessa regola sulla data). 

Inoltre l’indennizzo ENPAM non è ancora erogabile, all’Ente di previdenza serve l’autorizzazione dei Ministeri competenti, e solo dalla data in cui verrà autorizzato il contributo ENPAM potrà cominciare ad effettuare i bonifici, anche se la data in cui si è presentata la domanda è antecedente.

Quindi, anche per gli iscritti che si trovano in difficoltà di liquidità, il consiglio è quello di presentare la domanda almeno da quando l’ENPAM informerà di aver ottenuto l’autorizzazione ministeriale oppure, se non si ha urgente necessità di liquidità, alla fine dei tre mesi previsti.   


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