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04 Maggio 2020

Il primo giorno “nuovamente” in studio del presidente CAO Raffaele Iandolo

Un ritorno graduale per prendere confidenza con le nuove procedure ed in attesa dei DPI sufficienti. Il ringraziamento ai colleghi ed ai presidenti CAO per la responsabilità dimostrata

Nor. Mac.

Anche per i dentisti, il 4 maggio rappresenta il primo giorno di ritorno graduale alla normalità, anche se in alcune Regioni gli studi odontoiatrici sono stati invitati, ancora, a effettuare solo le prestazioni urgenti. 

Ma come vive il presidente nazionale CAO Raffaele Iandolo questo primo giorno di ripresa dopo oltre 70 giorni di lockdown?  

“Il mio è uno studio piccolo, due riuniti con un sola assistente-segretaria ed un collaboratore. Già nei giorni precedenti, nel poco tempo disponibile tra video conferenze e Webinar vari,  sono venuto in studio per fare manutenzione ad attrezzature e riuniti”, dice ad Odontoiatria33 il presidente Iandolo. “Da oggi cominciamo a chiamare i pazienti già in trattamento, per capire la loro situazione clinica dopo quasi due mesi ed eventualmente fissare un appuntamento per un controllo”. 

Visite che il presidente Iandolo effettuerà seguendo quali procedure? 

“Quelle che ho seguito per le pochissime emergenze che ho effettuato in questo periodo, secondo le indicazioni che il Ministero della Salute, INAIL ed ISS hanno dato. Appena saranno emanate le indicazioni ministeriali specifiche per la nostra professione adegueremo il nostro protocollo di sicurezza con quanto indicato, aggiornando anche il DVR dello studio. 

Il percorso seguito dal presidente Iandolo è questo: triage telefonico per capire se il paziente ha sintomi da Covid-19, nella fase di accoglienza in studio, gel per sanificare le mani consegna della mascherina chirurgica, rilevamento della temperatura, nuovo triage, breve sosta nella sala d’attesa. Prima di accompagnarlo nell’unità operativa il paziente viene invitato a igienizzare le mani e poi fatto accomodare in studio dove si toglierà la mascherina. Tutti gli operatori indossano i DPI previsti che sono cuffia, camice idrorepellente, guanti, mascherina FFP2 senza valvola e schermo protettivo che Iandolo preferisce agli occhiali perché, dice, è più agevole con l’utilizzo degli occhiali da vista e gli ingranditori. Dimesso il paziente, areazione dello studio ed igienizzazione di tutte le superfici utilizzando le procedure che già adottavamo ed adeguando i prodotti disinfettanti.

“Da questo punto di vista sono fortunato”, ci dice, “ogni sala clinica ha una finestra che mi permette una’ottima areazione”. “Una cosa che dobbiamo ricordarci: non essendoci test clinici che ancora ci possano garantire con assoluta certezza che il paziente è negativo, dobbiamo trattare tutti i pazienti come potenzialmente contagiosi. Quelli che presentano sintomi non li dobbiamo trattare, invitandoli a rivolgersi al proprio medico curante. “L’intenzione è comunque quella di riprendere gradualmente, vedendo nelle prossime settimane i soli pazienti la cui situazione clinica è peggiorata e quelli che avevano terapie in corso che devono proseguire. Peraltro sono riuscito, strapagandoli, a reperire pochi Dpi”. 

“Approfitterò di questo inizio al rallentatore per effettuare una sorta di rodaggio, mi concentrerò nel verificare l’efficacia delle procedure che abbiamo deciso di adottare per la gestione del paziente e la sanificazione dello studio in modo che siano efficaci ma anche gestibili quando saremo a pieno regime. Le proveremo e riproveremo, come ci addestreremo nella fase di vestizione e svestizione”, dice Iandolo. Presidente CAO che ora torna nel suo ruolo istituzionale, appellandosi al senso di responsabilità dei colleghi invitando alla massima prudenza, e soprattutto di applicare tutte le procedure per garantire la sicurezza del paziente ma anche quella dei collaboratori e del singolo professionista. 

“Mi permetta anche di ringraziare tutti i dentisti italiani, per l’alto senso di responsabilità dimostrato in questo periodo rispettando la richiesta di limitare volontariamente la propria attività e di complimentarmi per l’incredibile lavoro che i presidenti CAO hanno svolto sul territorio, sia per assistere i colleghi che per supportare le istituzioni sanitarie territoriali. Ma l’abbraccio più forte va a tutti i presidenti provinciali CAO delle zone particolarmente colpite da questa tragedia: Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, molti dei quali ancora in piena emergenza”.     

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