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23 Dicembre 2021

CPAP e MAD: due alleati contro le apnee del sonno

Le considerazioni del prof. Gracco sui due dispositivi: l'errore più comune è credere che siano in contrapposizione tra loro


Qual è il dispositivo migliore nella gestione terapeutica della sindrome delle apnee ostruttive del sonno?Questo è quello che ci chiedono i pazienti ed è ancora oggi motivo di discussione e dibattito tra gli addetti del settore. 

La terapia ventilatoria con CPAP, divenuta tristemente famosa nel corso della recente pandemia di SARS CoV-2, è considerata il gold standard nel trattamento dell'OSA. Secondo le più recenti revisioni della letteratura risulta essere il trattamento migliore nella riduzione degli eventi apnoici ed è efficace nel prevenire complicanze cardiovascolari (Schwartz et al., 2018; Wickwire et al., 2020). 

Tuttavia, come ben sappiamo, non è la panacea per la risoluzione di tutti i casi di OSA: esistono infatti delle controindicazioni importanti al suo utilizzo, per esempio nei pazienti che presentano la cosiddetta epiglottide "floppy" o primaria nei quali può addirittura risultare dannosa andando a innescare meccanismi ostruttivi per le caratteristiche anatomiche della loro epiglottide (Dieleman et al., 2020). 

D'altro canto, i MAD oltre che essere elettivi in casi selezionati, per esempio l'OSAS lieve e moderata (Marklund, Verbraecken, Randerath, 2012; Teiga et al., 2020), godono di una fama crescente grazie alla maggiore accettazione da parte del paziente che si traduce in un'elevata compliance sul lungo termine: il 76% dei pazienti continua a riportarne un uso regolare (Brette et al., 2012). La compliance riferita trova conferma negli effetti benefici sulla salute generati da CPAP e MAD in termini di parametri cardiovascolari,neuro-comportamentali e nella percezione della qualità di vita: un trial randomizzato mostra risultati similari tra le due terapie, che vengono spiegati dalla maggiore efficacia della CPAP controbilanciata dalla maggiore aderenza alla terapia ottenuta con i MAD (Phillips et al., 2013). 

Anche la terapia con MAD però, nonostante la buona efficacia e gli ottimi risultati di compliance, presenta delle controindicazioni date soprattutto da severe problematiche all'articolazione temporo-mandibolare che limitano l'escursione in protrusiva e parodontali che inducono una scarsa ritenzione del dispositivo per mancanza di elementi dentari o eccessiva mobilità (Petit et al., 2002). 

Confrontando le due terapie l'errore più comune è credere che siano in contrapposizione tra loro e su binari separati: infatti, è possibile utilizzarle in modo combinato per poter ridurre l'entità della pressione generata dalla CPAP e contenere l'entità dell'avanzamento mandibolare indotto dal MAD, oppure per gestire casi di elevata complessità (Tong et al., 2020; Luzzi et al., 2020). Conoscere e gestire in maniera naturale e interdisciplinare tutte le possibilità di trattamento deve essere un obiettivo di primo piano per l'odontoiatra che sceglie di occuparsi di Medicina del Sonno. 

Prof. Antonio Luigi Tiberio Gracco: direttore scientifico di Sleep Medicine in Dentistry Journal 

 
 

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