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22 Febbraio 2024

A che età iniziare il trattamento ortodontico?

Per la Società Italiana di Ortodonzia, alcune malocclusioni possono essere intercettate già a 5/6 anni, queste alcune indicazioni per i genitori


Dopo la domanda su quando si deve portare il bambino per la prima vota a fare una visita odontoiatrica, quella più formulata dai genitori gli odontoiatri è certamente a che età di si deve iniziare un trattamento ortodontico.Domande a cui l’odontoiatra deve dare risposte chiare per meglio fare comprendere e capire ai genitori le tempistiche e le modalità di accesso alla corretta prevenzione per la salute di bocca e denti dei loro figli. 

Quando si parla di piccoli pazienti, le parole d’ordine devono essere 'prevenzione' e 'timing'”, sottolineano gli ortodontisti pediatrici di SIDO.“La prevenzione oggi inizia da molto lontano, già nel grembo della mamma, dove i comportamenti virtuosi dei genitori sono il primo seme per una crescita armoniosa della bocca”, spiegano da SIDO. “Infatti oggi la definizione di 'pedodonzia' è stata sostituita da 'odontoiatria infantile', o meglio ancora 'odontoiatria materno-infantile'”. 

Timing significa invece diagnosi giusta nel momento corretto e trattamento ortodontico all’età indicata “, evidenziano gli specialisti di SIDO. “Le problematiche scheletriche possono essere intercettate già a 5-6 anni in dentizione mista precoce o addirittura decidua, mentre per le disarmonie esclusivamente ortodontiche la fine permuta può essere un momento più indicato per la correzione”. 

Per la Società Italiana di Ortodonzia non si tratta solo di avere i denti dritti o storti, ma in gioco ci sarebbe il corretto sviluppo di tutto il cavo orale, con le sue molteplici funzioni; per questo è fondamentale il monitoraggio del bambino da parte delle figure professionali corrette. 

Risulta importante – conclude SIDO - che le figure che si occupano del piccolo paziente, l’odontoiatra pediatrico e l’ortodontista pediatrico, collaborino per una gestione integrata della salute orale, o meglio ancora che queste due specialità coabitino nello stesso professionista”.  

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