Uno studio italiano porta risultati e implicazioni cliniche di uno studio pilota valutando l’efficacia del sistema Myobrace® con terapia miofunzionale su overjet, overbite e discrepanze trasverse
Lo scopo della ricerca realizzata dalla Scuola di ortodonzia dell’Università Insubria di Varese e pubblicata su Applied Sciences era valutare l’efficacia di un protocollo basato sull’uso di dispositivi miofunzionali preformati, in particolare il sistema Myobrace®, associato a esercizi miofunzionali, nel correggere malocclusioni in pazienti in dentizione mista. L’attenzione si è concentrata su tre parametri chiave: overjet (OVJ), overbite (OVB) e discrepanze trasverse (cross-bite). Gli autori hanno impostato come ipotesi nulla l’assenza di miglioramenti significativi, trattandosi di uno studio pilota volto a generare ipotesi per indagini future più robuste.
“Questo lavoro pilota mira soprattutto a osservare tendenze preliminari e a generare ipotesi da verificare in studi futuri più rigorosi”, sottolineano i ricercatori
Metodi
Lo studio è stato condotto con un disegno retrospettivo su pazienti di età compresa tra 5 e 13 anni, tutti in dentizione mista e affetti da malocclusioni con discrepanze trasversali, sagittali o verticali. La diagnosi è stata effettuata mediante esami clinici, radiografie e impronte digitali, mentre le disfunzioni orali sono state valutate con test specifici come il Payne’s test e esercizi respiratori.
Il protocollo terapeutico prevedeva l’impiego del sistema Myobrace®, un dispositivo elastodontico preformato in silicone, associato a esercizi miofunzionali quotidiani (Myobrace® Activities) per correggere respirazione, postura linguale e funzione muscolare. Nei casi in cui fosse necessario favorire la crescita trasversale dell’arcata, il dispositivo veniva abbinato al Farrell Bent Wire System (BWS) nella fase iniziale.
Le valutazioni sono state eseguite in due momenti: T0, prima dell’inizio del trattamento, e T1, dopo due anni di terapia. Le misurazioni di overjet, overbite e ampiezza intermolare sono state effettuate su file STL delle arcate, analizzati con il software Zeiss Inspect®. Per garantire la robustezza dei dati, sono stati applicati test statistici appropriati:t-test per campioni appaiati, Wilcoxon e Kruskal–Wallis, con livello di significatività fissato a 0,05.
“Il protocollo –precisano i ricercatori- ha previsto l’uso di dispositivi elastodontici associati a esercizi miofunzionali quotidiani, con valutazioni digitali prima e dopo due anni di trattamento”.
Risultati
I dati mostrano miglioramenti significativi in tutti i parametri analizzati. L’overjet è passato da una media di 3,59 mm a 1,77 mm, mentre l’overbite è sceso da 2,52 mm a 1,73 mm. Anche la dimensione trasversa ha registrato un incremento: l’ampiezza intermolare mascellare è aumentata da 43,81 mm a 46,66 mm, e la discrepanza interarchi posteriore (PTID) si è ridotta da 5,85 mm a 1,69 mm, con valori finali inferiori a un’ampiezza cuspale, suggerendo la possibile risoluzione del cross-bite.
“L’analisi dei dati –viene evidenziato- evidenzia un miglioramento statisticamente significativo nella correzione di deep bite, overjet e cross-bite”.
Interpretazione clinica
I risultati indicano che il sistema Myobrace®, se utilizzato in fase di dentizione mista, può rappresentare una valida opzione intercettiva per correggere malocclusioni lievi o moderate e affrontare disfunzioni orali. La riduzione di overjet e overbite, insieme all’aumento dell’ampiezza intermolare e alla correzione del cross-bite, suggerisce che il dispositivo non agisce solo sui denti, ma anche sulla funzione muscolare e sulla postura linguale.
Secondo gli autori, il miglioramento è attribuibile al riequilibrio delle forze muscolari grazie alle schermature vestibolari e linguali, alla correzione della posizione della lingua mediante il tongue tag e al ripristino della respirazione nasale attraverso esercizi dedicati. Questi elementi favoriscono una crescita più armoniosa delle basi ossee e riducono l’impatto delle abitudini viziate.
Per il clinico, ciò significa che l’approccio con dispositivi elastodontici può ridurre la necessità di trattamenti più invasivi in futuro, a patto che venga garantita la compliance del paziente. La natura rimovibile del dispositivo facilita l’igiene orale e può migliorare l’adesione rispetto agli apparecchi fissi, ma il successo dipende dalla costanza nell’esecuzione degli esercizi. Il protocollo richiede controlli periodici per monitorare la crescita, adattare il dispositivo e verificare la corretta respirazione e funzione linguale.
“Il sistema Myobrace® non si limita a spostare i denti, ma interviene sulle cause funzionali della malocclusione, favorendo una crescita più fisiologica”, commentano i ricercatori.
Indicazioni in sintesi:
Conclusioni
Nel campione analizzato, l’associazione Myobrace® + terapia miofunzionale ha prodotto miglioramenti significativi di overjet, overbite e dimensioni trasverse dopo due anni in pazienti in dentizione mista con disfunzioni orali. I dati supportano l’impiego del sistema come opzione intercettiva soprattutto nei casi lievi–moderati e nell’ottica di riequilibrio muscolare e correzione delle abitudini. Rimane imprescindibile conferma tramite trial controllati a lungo termine per definire portata e stabilità degli effetti.
Gli autori riconoscono limiti importanti: il campione è ridotto e il follow-up si limita a due anni, fattori che non consentono di valutare la stabilità a lungo termine. Inoltre, la natura retrospettiva introduce potenziali bias di selezione, e l’assenza di un gruppo di controllo impedisce di attribuire con certezza i miglioramenti esclusivamente al trattamento, senza considerare la crescita fisiologica.
Queste criticità, sottolineano gli autori, rendono necessarie ulteriori ricerche: studi prospettici, controllati e su campioni più ampi, con strumenti validati per misurare non solo i parametri occlusali, ma anche le funzioni orali e la stabilità nel tempo.
Per approfondire, lavoro open access:
Effectiveness of Preformed Myofunctional Devices in the Treatment of Malocclusions: A Pilot Study. Luca Levrini, Vincenzo Giorgino, Nicola Giannotta, Andrea Carganico, Alessandro Deppieri, Silvia Giorgino, Stefano Saran.
Photo Credit: Applied Sciences
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